Cucina, sport, falegnameria, ottica, fotografia e tecnologia in genere: la lista delle passioni di Gennaro Matacena anticipa quanto la sua mente fosse vivace. A calcare i contorni di questo ritratto ci pensa una fotografia che risale più o meno al 1900 e che lo raffigura nel suo laboratorio pieno di stravaganti congegni.
In quella foto Matacena è fermo in piedi, con indosso un camice bianco, gli occhialini da lavoro temporaneamente alzati sulla testa, una mano in tasca, lo sguardo assorto di chi sembra intento a escogitare qualche rivoluzionaria diavoleria.
Siamo a pagina 20 del libro Gennaro Matacena. Fotografie 1905-1930, un’edizione nuova e ampliata delle due monografie datate 1980 e 2009.
Per gli amanti della storia della fotografia il volume – di Artem Editore – è uno spasso. Centosessanta pagine frugano nell’eccentrica vita di un uomo bizzarro e creativo, un prolifico e attento fotografo autodidatta del secolo scorso, incessantemente incuriosito dal mondo. Matacena fotografava tutto e tutti, un po’ come noi fanatici dello scatto compulsivo… ma con le lastre al posto dello smartphone.
Nato ad Aversa il 28 febbraio 1873, acquistò la sua prima macchina fotografica nel 1901, più o meno in corrispondenza della data del suo matrimonio con Filomena Salsi, che sembrerebbe aver conosciuto a bordo di un campo di calcio dove si giocavano le prime partite di football insieme agli ufficiali delle navi inglesi.
È il testo di Bruno Matacena, pronipote di Gennaro, a offrire al lettore l’avvincente sintesi della movimentata vita del suo bisnonno, tra burrascose vicende di famiglia, iniziative imprenditoriali, risentimenti per il sospettato furto di una sua invenzione e un paio d’anni di confino nel cuore del ventennio fascista.
A un certo punto il racconto indugia sulla figura del bisnonno fotografo, appoggiandosi pure ai ricordi del padre di Bruno Matacena, Gennaro junior, che rimbalzano tra vecchi armadi e cassetti, taxiphote, centinaia di lastre in vetro e quaderni zeppi di puntigliose annotazioni.
Dopo una piacevole digressione sulla fotografia stenopeica, Bruno chiude il suo testo con una chiosa sull’importanza della tutela del fondo di Gennaro Matacena e sull’auspicabile futura fruizione del suo intero archivio da parte di chiunque sarà interessato a consultarlo.
Dopodiché, la palla passa a Walter Guadagnini, che incentra il suo intervento scritto sul ruolo fondamentale dei fotografi dilettanti nella documentazione della realtà in continuo mutamento, sin dagli albori della fotografia stessa.
È in questa categoria, lo ribadiamo, che rientra la pratica fotografica di Matacena, che impresse sui suoi “vetrini” i più disparati fatti del suo tempo.
Alla documentazione di eventi come i voli delle mongolfiere, le grandi imprese degli aviatori, le parate e il varo delle grandi navi nei porti si accompagnano le vedute, le scene di strada e i ritratti di familiari, amici e conoscenti, che fissano nella memoria collettiva una chiara immagine del tempo libero della borghesia italiana del Novecento, piacevolmente condita di sorrisi e pose scherzose.
Il volume – di 160 pagine – è diviso in cinque sezioni tematiche, talvolta inevitabilmente sovrapposte: tanto era costante la dedizione fotografica di Matacena alla sua cerchia familiare, alle nuove espressioni della modernità e alla sua personale percezione della società in cui viveva che in varie occasioni due o più di questi “argomenti” compaiono simultaneamente nella stessa foto.
Eccezion fatta per il ritratto di Matacena nel suo laboratorio e alcune immagini che raffigurano un taxiphote, una macchina fotografica stereoscopica e alcuni esempi di lastre, l’apparato fotografico del libro si snoda solo a partire da pagina 32 preceduto da una corposa introduzione composta, oltre che dai testi già citati, dalle parole di Gennaro Matacena junior e da una nota di Antonio Biasucci.
Le immagini di un eccellente fotografo amatoriale
Conclusa la doverosa presentazione del personaggio – e della sua preziosissima attività fotografica – inizia la sfilata ininterrotta di 175 sue immagini in bianco e nero. Poche, se si pensa che si conservano circa 1.340 negativi realizzati da Matacena, ma abbastanza se si pensa all’intenzione dei suoi eredi di presentare al pubblico una rosa di scatti più ampia in futuro.
Nella selezione del libro, alla quale hanno contribuito anche Mimmo Jodice e Walter Guadagnini, si ritrova un’apprezzabile cura compositiva, che va a braccetto con trovate fresche e simpatiche, straordinariamente contemporanee, che nulla hanno da invidiare ai più popolari profili Instagram delle ultime generazioni.
Gennaro Matacena. fotografie 1905-1930 è una meritevole raccolta di gocce di memoria familiare e sociale, che il tempo ha trasformato in veri e propri documenti storici, che ci auguriamo diventino cari a un pubblico sempre più nutrito.
Un Castello all’orizzonte: la presentazione del libro e la mostra
Il volume gennaro matacena. fotografie 1905-1930 è stato presentato in data 23 maggio 2026 a Castello di Postignano, frazione del Comune di Sellano (PG), nell’ambito della manifestazione culturale “Un Castello all’orizzonte” che si tiene da quattordici anni al borgo umbro restaurato e che si svolge quest’anno da fine aprile a inizio novembre.
La rassegna, con il patrocinio della Regione Umbria, della Provincia di Perugia e del Comune di Sellano, offre un ricco e variegato programma composto da 37 iniziative: cinque mostre permanenti di fotografia e di arte contemporanea – una mostra temporanea di fotografia – una masterclass di disegno – quattordici concerti tra musica classica, lirica, jazz e folk – quattro tavole rotonde sulla musica – sei presentazioni di libri – un convegno – cinque proiezioni di docufilm e documentari.
Tra le esposizioni permanenti è visitabile la mostra GENNARO MATACENA. Fotografie 1905 – 1930, con accesso gratuito.
Titolo Gennaro Matacena. Fotografie 1905-1930
Fotografie di Gennaro Matacena
Testi di Gennaro Matacena jr, Antonio Biasucci, Bruno Matacena, Walter Guadagnini
Formato 24x24cm
Pagine 160
Illustrazioni 175 in bianco e nero
Prezzo 35 euro
Lingua italiano
Editore Artem
Data di pubblicazione marzo 2026
ISBN 978-88-569-1052-0
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GENNARO MATACENA. Fotografie 1905 – 1930
- Castello di Postignano, appartamento Pescostanzo – Sellano (PG)
- mostra permanente con chiusura stagionale dal 1° novembre 2026
- tutti i giorni 10-20
- ingresso gratuito
- castellodipostignano.it
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