Novantasette pagine 10,5x18cm, almeno venti in più se includiamo indice, ringraziamenti e note. Formato tascabile, ritmo vivo, contenuti coinvolgenti: Una foto è una foto è una foto di Silvia Camporesi va via tutto d’un fiato. Non è un romanzo e non ci sono immagini, ma poco importa perché riflessioni, interrogativi, citazioni, pillole storiche e aneddoti fanno un ottimo gioco di squadra, sanno quando passarsi la palla e tengono alto il livello di attenzione di chi legge.
Il testo ruota attorno alla necessità di riconoscere la fotografia come organo vivo, complesso e mutevole ed esplorare le sue “intricate e sfuggenti maglie” ripercorrendo le tre grandi rivoluzioni che hanno segnato la sua storia dal 1839 a oggi.
L’autrice pone domande e fornisce spunti per agevolare l’elaborazione di ipotetiche risposte a proposito di temi quali l’odierna produzione spasmodica di immagini e i discutibili sistemi di fruizione delle stesse; il rapporto tra fotografia e memoria; il rapporto tra fotografia e arte; il senso degli archivi; l’utilizzo dell’intelligenza artificiale nella produzione di immagini e il conseguente crollo della nostra fiducia nella veridicità di ciò che guardiamo.
Una foto è una foto è una foto – che deve il suo titolo alla parafrasi del celebre verso della scrittrice e poetessa statunitense Gertrude Stein, una rosa è una rosa è una rosa – è strutturato in quattro capitoli ricchi di riferimenti agli autori e ai lavori fotografici che hanno giocato un ruolo importante nell’evoluzione della fotografia e dei suoi codici estetici.
Nelle pagine del libro di Silvia Camporesi si ritrova un aspetto essenziale che caratterizza anche il suo approccio fotografico, cioè la tendenza a stimolare l’osservatore, a incuriosirlo per innescare quel processo prezioso che pare oggi drasticamente trascurato e sottovalutato: la partecipazione attiva all’immagine.
In compagnia di Joan Fontcuberta, di Erik Kessels, di Robert Adams, dei coniugi Becher e di tantissimi altri colossi legati al mondo della fotografia, la fotografa forlivese ci porta a spasso nel tempo in uno stimolante viaggio che attraversa diverse epoche. Si parte dalla domanda “Cos’è la fotografia?”, si arriva alla domanda “Quale posizione occupa oggi la fotografia?”. In mezzo c’è pane per la mente di chi si avvicina ora alla storia della fotografia e di chi la mastica già da un po’.
A chi è alle prime armi consigliamo la lettura con una matita a portata di mano: sarà di grande aiuto segnare i passaggi su cui tornare una volta connessi a internet per una prima visione dei tantissimi scatti e progetti citati dall’autrice, naturalmente contenuti anche nelle preziose nove pagine di note che chiudono il volume, edito da Einaudi.
Qualcosa in più su Silvia Camporesi
Silvia Camporesi (Forlì, 1973), laureata in filosofia, è fotografa dal 2000. Collabora con Artribune, la Scuola Holden di Torino e tiene corsi e conferenze in scuole, università e associazioni culturali. Ha realizzato committenze pubbliche come Italia in attesa (DGCC 2020), Atlante Sapienza (MAXXI 2022), Altri sguardi (Direzione Generale Musei, 2022), Architetture inabitabili (Istituto Luce, 2023) e Cantiere d’autore (MAXXI 2024). Ha vinto i premi PAC (2024), Strategia fotografia (2023), La Nuova Scelta Italiana (2022), Cantica21 (2021). Sue opere sono in collezioni pubbliche e private: MAXXI, Collezione Farnesina, MART, MAC Lissone, GNAMC. Ha pubblicato monografie con Skira, Corraini, Trolley Books, Postcart, Sagep. Ricordiamo Doppio sguardo (Contrasto Books 2019), una raccolta di interviste a fotografi contemporanei.
Titolo Una foto è una foto è una foto
Di Silvia Camporesi
Formato 10,5x18cm
Pagine 120
Illustrazioni –
Prezzo 13 euro
Lingua italiano
Editore Einaudi. Vele
Data di pubblicazione novembre 2025
ISBN 978-8806269883
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