Tra le province di Varese, Milano e Pavia si estende il Parco Lombardo della Valle del Ticino, su una superficie di circa 92.000 ettari. Le prime due righe del libro di Marco Zaffignani ci insegnano che è il più antico parco regionale italiano, il resto del volume ce ne mostra i tantissimi volti.
Pubblicato a novembre 2025, Parco del Ticino. Scenari raccoglie ottanta fotografie a colori scattate dall’autore tra il 2019 e il 2025, in sei anni di assidua frequentazione dell’area.
È un lavoro realizzato senza fretta, con tanta curiosità, con il rispetto dovuto a uno scrigno di biodiversità che funziona da importante corridoio ecologico, facendo da collegamento naturale tra le Alpi e gli Appennini.
Chissà quante persone hanno idea della varietà di habitat che compongono il Parco. Chissà quante persone hanno idea delle specie animali e vegetali che lo abitano. Chissà quanti sanno cosa sono i gerridi, le marcite, gli evonimi.
A chi dovesse sentirsi impreparato sull’argomento, il libro di Marco risulterà particolarmente utile. Nelle centoquattro pagine di Parco del Ticino. Scenari, infatti, compaiono alberi secolari, piante acquatiche e numerose specie di mammiferi, uccelli e insetti che è possibile avvistare nel Parco. Il ritmo lento col quale l’autore ha deciso di approcciare il progetto gli ha permesso di ricercare immagini significative, di contestualizzare i soggetti, di cogliere specifici comportamenti animali, di registrare i cambiamenti del territorio e di assecondare qualche slancio creativo fatto di lunghe esposizioni o punti di ripresa alternativi.
Lo scopo del libro è dichiarato: valorizzare il Parco come meta di turismo consapevole e rafforzare il messaggio di sostenibilità e rispetto per un ambiente rigoglioso e fragile che mostra continui segni di trasformazione, talvolta attribuibili a cause naturali, talvolta alle attività dell’uomo.
Scatti genuini accoppiati a didascalie essenziali ma esaustive conducono il lettore in un sentiero virtuale che intercetta – tra gli altri – picchi, cicogne, meravigliose damigelle e caprioli.
Dietro le quinte della fotografia al capriolo lungo il fiume
È proprio un capriolo il protagonista del simpaticissimo ritratto che apre questo articolo, ambientato nei pressi di un ramo del fiume Ticino. A proposito di quella foto, che subito ci ha fatto pensare a una fototrappola, abbiamo chiesto a Marco di raccontarci com’è stata realizzata.
“Avevo scoperto un punto che i caprioli utilizzano in certi periodi per passare da un bosco all’altro, e volevo cogliere la scena da un punto di vista ravvicinato usando un grandangolare. Appostandomi vicino al passaggio avrei senz’altro allertato gli animali, così ho sistemato sulla sponda la mia Nikon D810 con obiettivo 14‑24mm f/2.8, montata su treppiedi. Ho aggiunto un flash a slitta e ho collegato la macchina a un telecomando per lo scatto da remoto tramite wi-fi.
Mi sono allontanato, nascondendomi tra gli alberi a circa trenta metri di distanza, lasciando che fosse il luogo a fare il resto. Ci è voluto un po’, ma alla fine il capriolo è apparso proprio nel punto in cui speravo e, quando si è avvicinato alla fotocamera, ho scattato a distanza. Il flash ha illuminato l’animale e la riva, mentre il cielo conservava la luce del crepuscolo. Non mi aspettavo che il risultato fosse così particolare: il capriolo entra nell’inquadratura da sinistra e guarda curioso verso l’obiettivo, creando una composizione originale e un momento divertente, spontaneo”.
Con la stessa pazienza, l’autore di Parco del Ticino. Scenari si è dedicato alle riprese macro, alla fotografia subacquea con scafandro, agli scatti che includono la componente antropica. Ha fotografato ogni soggetto con il massimo rispetto, accogliendo con stupore anche le specie che i più ritengono banali e poco degne di interesse.
Il libro di Marco ci ricorda di scoprire la bellezza degli storni, di lasciarci incantare dai disegni vivi degli stormi in volo e dalla forza della natura che rinasce dopo il passaggio spietato di una tempesta.
In questo processo di riconnessione col mondo c’è qualcosa di importante da tenere a mente: spesso per vedere bisogna aspettare, bisogna tornare, bisogna cercare.
È possibile acquistare il libro contattando direttamente l’autore all’indirizzo mail fotografia@marcozaffignani.com, oppure tramite WhatsApp al numero 3342959910. Gli stessi contatti sono validi per sapere in quali librerie di Milano, Varese e Pavia è disponibile il volume.
In alternativa si può ordinare una copia di Parco del Ticino. Scenari scrivendo a info@pubblinovanegri.it.

Bio e contatti
Marco Zaffignani (classe 1983) è originario di Santa Cristina e Bissone (PV), è laureato in Scienze dell’Educazione e combina l’attività di educatore professionale con quella di fotografo freelance. Collabora con l’agenzia fotografica “Simephoto” e il quotidiano online de “La Rivista della Natura”.
È appassionato di fotografia dal 2014, anno in cui ha acquistato la sua prima fotocamera in concomitanza di un viaggio nel Sud-Est Asiatico. Si occupa di fotografia naturalistica e di paesaggio e di reportage.
Tra i suoi lavori ricordiamo lo scatto intitolato Incontro con gli squali balena a Papua Ovest, finalista ai Sony World Photography Awards e pubblicato in prima pagina sul Corriere della Sera.
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