La notizia è arrivata direttamente dalla Borsa di Tokyo, dove le azioni Tamron hanno chiuso con un rialzo del 26%, segno che il mercato ha preso la cosa molto sul serio. Sony Group ha presentato una proposta non vincolante per trasformare Tamron in una propria controllata al 100%.
Sony detiene attualmente il 14,7% di Tamron, una quota che fino a poche settimane fa era la più alta tra tutti gli azionisti. La situazione è cambiata quando il fondo singaporiano Effissimo Capital Management ha espanso aggressivamente la propria partecipazione dall’11% al 17,4%, scalzando Sony dalla posizione di primo azionista. È ragionevole ipotizzare che questa mossa abbia accelerato la decisione di Sony di passare da azionista di minoranza ad acquirente totale. Del resto, una certa vicinanza operativa tra i due marchi era già emersa in modo piuttosto evidente nell’ultimo periodo. Il Tamron 12-20mm f/2.8 di cui abbiamo scritto di recente si è distinto dal resto della produzione Tamron per un aspetto insolito e per dei dettagli costruttivi che ricordano da vicino alcune ottiche Sony di produzione propria. Che si tratti di una coincidenza o di una collaborazione già in corso a livello progettuale?
Raccontati brevemente i “numeri”, in questa sede vale però la pena ragionare sulle implicazioni fotografiche di questa potenziale acquisizione. Tamron produce più di 20 obiettivi per il sistema mirrorless Sony E, sia APS-C che full frame, e proprio la disponibilità di ottiche di terze parti ha rappresentato uno dei punti di forza del sistema Sony fin dalla sua nascita, oltre 15 anni fa. Il sistema ricco di obiettivi accessibili e di qualità è sempre stato uno dei punti di forza di Sony, che ha concentrato le proprie risorse interne prevalentemente sulle ottiche G Master di fascia alta indirizzate ai professionisti e con le quali ha consolidato il suo posizionamento nel mercato professionale. Tamron dal canto suo detiene attualmente la quota di mercato più alta tra tutti i produttori di obiettivi di terze parti, combinando la propria linea ufficiale con una produzione “conto terzi”, tra cui certamente Nikon, che vale quasi la metà del totale. Per Sony, arrivare a possedere Tamron significherebbe non solo continuare a contare su capacità produttive e ingegneristiche di primo livello, ma anche consolidare una certa redditività.
C’è tuttavia uno scenario opposto che vale la pena considerare. Se Sony decidesse di interrompere la produzione Tamron per tutti i sistemi concorrenti, il danno per Nikon, Canon e Fujifilm sarebbe reale: perderebbero il principale fornitore di obiettivi accessibili per i rispettivi sistemi, con tempi di sostituzione tutt’altro che brevi. Sony, nel frattempo, rafforzerebbe ulteriormente l’attrattiva del proprio sistema E. Un monopolio di fatto nel segmento delle ottiche di terze parti accessibili che potrebbe avere effetti imprevedibili sul mercato.
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