L’evoluzione della linea Micro QuattroTerzi firmata OM System continua a riservare sorprese e sfaccettature interessanti. Mettendo a confronto la nuova OM System PEN e la OM System OM-5 Mark II, ci si trova davanti a un classico dilemma moderno: due fotocamere che condividono gran parte dell’hardware di base, ma che si presentano al pubblico con concetti di ergonomia e destinazioni d’uso opposti. Se a una prima lettura distratta della scheda tecnica le due fotocamere potrebbero sembrare gemelle, uno sguardo più approfondito rivela come OM System abbia cucito addosso a ciascun modello una personalità unica.
Il primo elemento di marcata discontinuità è indubbiamente il design. La PEN si propone con un corpo macchina ispirato alle compatte a telemetro del passato, con linee dritte e privo del “pentaprisma” centrale (il mirino elettronico è laterale). Una fotocamera dalle linee essenziali adatta per la street photography, i viaggi e per chi ricerca uno strumento discreto, ma di grande impatto estetico. Abbinata a ottiche altrettanto compatte – come ad esempio il 17mm f/2,8 pancake – può essere portata sempre con sé, infilata in giacca o in una piccola borsa da passeggio.
La OM-5 Mark II, al contrario, rivendica la sua anima da mirrorless moderna. Il profilo è caratterizzato dal pronunciato mirino centrale, da un’impugnatura ben più marcata e da una disposizione dei controlli orientata alla massima rapidità operativa. In sostanza, anche abbinata a obiettivi di dimensioni più generose, come gli zoom della serie PRO, può rivelarsi uno strumento piacevole da utilizzare. La sua collocazione naturale durante il trasporto, però, resta la borsa o lo zaino fotografico.
A questo si aggiunge la questione resistenza agli agenti atmosferici: mentre la OM-5 Mark II vanta una certificazione di tropicalizzazione IP53 ed è “pronta” ad affrontare tempeste e climi estremi, la PEN opta per una protezione base IPX1, ideale per l’uso quotidiano, ma meno vocata all’avventura estrema.
Sotto la scocca, i punti di contatto tra i due corpi macchina si fanno evidenti. Entrambe le fotocamere si basano sul sensore Live MOS da 20,3 megapixel effettivi (con risoluzione massima di 5184×3888 pixel) affiancato dal processore d’immagine TruePic IX e possono contare su un sistema di messa a fuoco automatica ibrido a 121 punti a croce.
Su entrambi i modelli troviamo inoltre le apprezzatissime funzioni computazionali firmate OM System, tra cui la modalità ad alta risoluzione Handheld High-Res Shot (capace di generare file da 50 o 80 Megapixel anche a mano libera), il filtro Live ND fino a ND16, la modalità Live Composite, la Live Bulb, il Digital Shift e il Focus Stacking. Anche il comparto video condivide le medesime opzioni di registrazione, offrendo il C4K a 24p fino a 237Mbps, l’UHD 4K a 30p fino a 102Mbps e lo slow-motion in Full HD a 120fps, arricchiti dai profili colore Flat e OM-Log400.
È andando ad analizzare le specifiche più nel dettaglio che emergono quelle differenze atte a differenziare i due segmenti di mercato. Sul piano dell’autofocus, ad esempio, la nuova PEN vanta un algoritmo aggiornato capace di integrare il rilevamento automatico del soggetto dedicato a persone, cani e gatti, una funzione assente nella OM-5 Mark II. D’altra parte, quest’ultima offre prestazioni migliori per la fotografia d’azione grazie a un otturatore meccanico che raggiunge 1/8000 di secondo contro 1/4000 di secondo della PEN, e a una velocità di raffica (sempre con otturatore meccanico) di circa 6 fotogrammi al secondo con buffer RAW illimitato, contro i circa 5 fotogrammi al secondo (e buffer RAW limitato a 29 scatti) della PEN.
Anche per quanto riguarda la stabilizzazione d’immagine sul sensore, la OM-5 Mark II mantiene un leggero distacco rispetto alla PEN grazie ai 6,5 stop di compensazione al centro (5,5 ai bordi), valore che sale a 7,5 stop al centro (6,5 ai bordi) abbinando ottiche stabilizzate con tecnologia IS. La PEN si attesta invece su un ottimo, ma più contenuto, valore di 5,5 stop al centro e 4,5 ai bordi. Anche nella gestione dei dati la OM-5 Mark II strizza l’occhio ai professionisti integrando uno slot SD compatibile con lo standard ad alta velocità UHS-II, mentre la PEN si ferma allo standard UHS-I.
Continuando con i punti di distacco, a bordo della OM-5 Mark II troviamo un mirino elettronico OLED da 2,36 milioni di pixel con un ingrandimento di 0,69x e un eyepoint di 27mm: questa unità garantisce un’esperienza visiva più ampia e comoda rispetto allo stesso pannello OLED della PEN, che propone però un ingrandimento di 0,61x e un eyepoint di 20,5mm. Sulla PEN è invece presente un comando dedicato alla gestione immediata dei profili colore e monocromatici personalizzabili direttamente tramite le ghiere presenti sul corpo macchina: un’impostazione pensata per ottenere JPEG pronti all’uso senza passare dalla post-produzione. Sorprende infine il capitolo alimentazione: la PEN adotta la nuova batteria BLS-7 che le consente di spuntare un’autonomia dichiarata di circa 410 scatti (o 80 minuti di video), superando nettamente la OM-5 Mark II che, alimentata dalla storica BLS-50, garantisce circa 310 scatti (o 60 minuti di video).
| OM System PEN | OM System OM-5 Mark II | |
|---|---|---|
| Anno | Settembre 2026 | Luglio 2025 |
| Prezzo al lancio | 999 euro solo corpo | 1.299 euro solo corpo |
| Design | “Rangefinder” compatta | Mirrorless compatta con EVF centrale |
| Sensore immagine | QuattroTerzi Live MOS (20,3 MP) | QuattroTerzi Live MOS (20,3 MP) |
| Processore d’immagine | TruePic IX | TruePic IX |
| Stabilizzazione IBIS (solo corpo) | 5,5 stop (centro) e 4,5 stop (bordo) | 6,5 stop (centro) e 5,5 stop (bordo) |
| Stabilizzazione Sync-IS (con ottiche IS) | Non supportata | fino a 7,5 stop (centro) e 6,5 stop (bordo) |
| Sistema AF | Ibrido 121 punti a croce | Ibrido 121 punti a croce |
| Rilevamento soggetti AI | Persone, cani, gatti | Non supportato |
| Max velocità otturatore meccanico | 1/4000s | 1/8000s |
| Raffica meccanica con AF/AE | Circa 5fps | Circa 6fps |
| Buffer RAW (raffica meccanica) | 29 scatti a 5fps | Illimitato a 6fps |
| Mirino elettronico (EVF) | OLED 2,36M punti (0,61x) | OLED 2,36M punti (0,69x) |
| Estrazione Pupillare (Eyepoint) | 20,5mm | 27mm |
| Profili colore dedicati On-Camera | Sì (sezioni e ghiere dedicate) | No |
| Resistenza agenti atmosferici | IPX1 (protezione base) | IP53 (tropicalizzazione) |
| Slot Scheda di Memoria | 1xSD (UHS-I) | 1xSD (UHS-II) |
| Ingresso per lo scatto remoto cablato | Assente | Presente (jack 2.5mm) |
| Autonomia batteria in foto (CIPA) | Circa 410 scatti | Circa 310 scatti |
| Autonomia batteria in Video (CIPA) | Circa 80 minuti | Circa 60 minuti |
| Dimensioni (LxAxP) | 125,8×74,5×43,3mm | 125,3×85,2x52mm |
| Peso (con batteria e scheda) | 393g | 418g |
OM System non ha realizzato un semplice aggiornamento estetico. Sebbene le “fondamenta” di queste due fotocamere siano le medesime, la PEN e la OM-5 Mark II rispondono a esigenze e filosofie fotografiche del tutto differenti. La prima si posiziona come la fotocamera ideale per lo street photographer, il creatore di contenuti, il fotoamatore che “non si arrende allo smartphone” e a chiunque cerchi un flusso di lavoro, dallo scatto alla condivisione, abbastanza veloce. La OM-5 Mark II rimane invece lo strumento d’elezione per l’escursionista, il fotografo naturalista e chiunque necessiti di un’ergonomia più moderna, tropicalizzazione completa e prestazioni senza compromessi soprattutto con l’otturatore meccanico attivo.
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