Uno sfondo quasi completamente nero, un cavalluccio marino adulto sul lato sinistro della composizione e due piccoli che sembrano nuotargli incontro.
Potrebbe trattarsi di tre individui imparentati, ma non ve ne è certezza. Sicuro è che il fotografo francese Julien Anton ha trascorso ore in immersione nelle acque della Polinesia francese in cerca di questo animale sempre più raro e che la scena che è riuscito a immortalare è stata ritenuta abbastanza emozionante da valergli il titolo di Ocean Photographer of the Year 2026.
È risaputo che chi ha a che fare con gli animali in generale e con la fauna selvatica in particolare dovrebbe ben guardarsi dall’antropomorfizzazione (la tendenza ad attribuire caratteristiche o emozioni umane a esseri che umani non sono), ma è innegabile che il suggestivo ritratto di Anton riesca a toccare le corde giuste per farci cadere in tentazione.
L’adulto sembra chinare il capo come un genitore colpevole, i piccoli sembrano cercare le sue rassicurazioni piuttosto che avventurarsi coraggiosamente alla scoperta di un mondo di cui conoscono ben poco.
È tutto frutto della nostra immaginazione: come spesso capita davanti a una fotografia, la lettura dell’immagine è alterata dalla proiezione delle esperienze vissute dall’osservatore e dal suo bagaglio culturale.
A cadere nella “trappola”, in primis, sono stati i membri della giuria.
“Quando l’immagine di Julien Anton è apparsa per la prima volta sullo schermo”, ha dichiarato il fondatore e direttore dell’Ocean Photographer of the Year, Will Harrison, “la giuria è rimasta in silenzio, perché è un’immagine che richiede riflessione, una pausa per meditare”.
Harrison ha aggiunto che la fotografia è piena di un’energia silenziosa, che sembra rappresentare il divario generazionale, la questione del futuro incerto dei giovani e del modo irrispettoso in cui stiamo trattando l’oceano con cui avranno a che fare le nuove generazioni.
“È la fotografia d’oceano nella sua forma più potente”, ha concluso Harrison, “intima, urgente e impossibile da ignorare.”
Jenny Stock vince il Female Fifty Fathoms Award 2026
È stata la fotografa britannica Jenny Stock, invece, ad aggiudicarsi il prestigioso “Female Fifty Fathoms Award”, premio istituito nel 2021 da Oceanographic e Blancpain per rendere omaggio alle donne pioniere e all’avanguardia nel campo della fotografia degli oceani. A differenza di altre categorie, la vincitrice di questo premio viene nominata dalle sue colleghe e valutata dalla giuria dell’Ocean Photographer of the Year, che comprende il rinomato fotografo oceanico Laurent Ballesta, la redazione di Oceanographic e una delegazione di Blancpain guidata da Marc A. Hayek, Presidente e CEO.
Tutti i vincitori di categoria dell’Ocean Photographer of the Year 2026
Adventure – Gergo Rugli
Conservation Hope – Thomas Pavy
Conservation Impact – James Ferrara
Fine Art – Matty Smith
Human Connection Award/People & Planet Ocean – Rui Duarte
Ocean Unseen/Hidden Worlds – Kawai Mitsuna
Portfolio – Miguel Serrano Ruiz
Wildlife – Julien Anton
Female Fifty Fathoms Award – Jenny Stock
Il premio “The Ocean Photographer of the Year”, presentato da Oceanographic e Blancpain, mette in luce la meraviglia e la fragilità degli oceani e celebra i fotografi che danno voce al nostro pianeta blu. Il programma si articola su tre pilastri interconnessi: sensibilizzare il pubblico alla bellezza dell’oceano, sostenere la ricerca scientifica sugli ecosistemi e sui fenomeni sottomarini, intraprendere azioni concrete di conservazione, come contribuire alla creazione di aree marine protette in tutto il mondo.
Quest’anno il concorso ha ricevuto oltre 15.000 immagini.
La galleria completa delle immagini vincitrici è su oceanographicmagazine.com.
La “trappola” visiva dei cavallucci marini vince l’Ocean Photographer of the Year 2026
Pubblicate le immagini vincitrici del concorso...
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