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Fotografare gli uccelli “a tavola”

Fotografia naturalistica dinamica con Luca Bencivinni e i suoi consigli per portare a casa ottimi scatti di avifauna a caccia.

Jessica Barresi di Jessica Barresi
17 Maggio 2026
in GREENPICS, PORTFOLIO
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Gruccioni. © Luca Bencivinni
Gruccioni. © Luca Bencivinni

Chi conosce la dieta dell’animale selvatico che intende osservare parte decisamente avvantaggiato, perché sa in che ambiente cercarlo.
Un vero appassionato di uccelli, ad esempio, sa che il beccaccino si alimenta nelle acque basse e fangose delle zone umide, che il gheppio caccia sorvolando i campi e che il merlo acquaiolo pesca tuffandosi nei corsi d’acqua dolce più gelidi e movimentati.
Nozioni di questo tipo garantiscono una buona percentuale di successo anche a chi quegli uccelli spera di fotografarli, e magari proprio col boccone nel becco.

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Tra i fotografi che meglio riescono in questa impresa c’è Luca Bencivinni, nato a Pisa, classe 1982.
Luca è l’autore di tutti gli scatti presenti in questo articolo, che – eccezion fatta per la fotografia dell’imbeccata della ballerina bianca, realizzata in un capanno equipaggiato di mangiatoie per passeriformi – ritraggono animali intenti ad alimentarsi in natura senza alcun intervento da parte dell’uomo.

Martin pescatore. © Luca Bencivinni
Martin pescatore. © Luca Bencivinni

La predazione, si sa, è un’attività necessariamente rapida, fatto che complica un po’ le cose dal punto di vista fotografico. Proprio perché la cattura è istantanea, all’aspirante fotografo può far comodo un’infarinatura sulle tecniche di caccia adottate dalle diverse specie. Essere in grado di decifrare movimenti o comportamenti dell’animale che si tiene d’occhio, infatti, aiuta a intuire col giusto anticipo l’imminenza del momento clou.

A questo proposito, Luca ci ha raccontato alcuni metodi di cattura adottati dagli uccelli, che ha potuto apprendere attraverso le sue lunghe osservazioni sul campo. “Il cormorano – come anche lo svasso – si immerge per poi tornare in superficie con la preda nel becco ed ingoiarla… o almeno, provarci, visto che a volte il suo smisurato ottimismo lo induce a sovrastimare la propria capacità di ingerire pesci dalle dimensioni a dir poco enormi e fuori portata. Il Martin pescatore si apposta su un posatoio e osserva dall’alto il passaggio di piccole prede nell’acqua, sulle quali si lancia a capofitto con tuffi impressionanti; il gruccione caccia al volo insetti di qualsiasi tipo, dalle api, alle libellule, alle farfalle ai coleotteri, mentre i limicoli beccano nel fango in cerca di piccoli invertebrati”.

Cormorano. © Luca Bencivinni
Cormorano. © Luca Bencivinni

“I miei preferiti – ha proseguito Luca – sono gli ardeidi [famiglia a cui appartengono gli aironi, n.d.r.], perché sanno cacciare di strategia. Mangiano di tutto: roditori, insetti, anfibi, crostacei, pulli di altri uccelli e pesci, che pescano principalmente in acque basse, adottando diverse tecniche. Solitamente restano immobili per tempi interminabili, aspettano che la futura vittima si avvicini, la fissano, prendono bene la mira, caricano il colpo e allungano il collo rendendo il becco una sorta di fiocina letale che cattura la preda, alle volte trafiggendola. In altri casi questi uccelli particolarmente intelligenti sono in grado di fare uso di esche, che posizionano sulla superficie dell’acqua per attirare i pesci”.

Sgarza ciuffetto. © Luca Bencivinni
Sgarza ciuffetto. © Luca Bencivinni
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Fotografare gli uccelli che mangiano: aspetti tecnici

In questa caccia fotografia 2.0, prevedere il momento decisivo è fondamentale, ma è solo l’inizio: bisogna riuscire a immortalarlo come si deve. Dal punto di vista tecnico, Luca comincia sempre cercando la posizione più adatta a trarre vantaggio da una buona incidenza della luce. Successivamente lavora sul tempo di esposizione. “A volte – precisa – pur scattando con tempi che potrebbero essere considerati veloci, le foto risultano mosse, perché i movimenti di caccia sono estremamente rapidi. Per questo motivo non è raro che mi trovi a scattare con tempi che arrivano a 1/2500sec o 1/3200 sec”.

Gheppio. © Luca Bencivinni
Gheppio. © Luca Bencivinni

L’attrezzatura fotografica di Luca Bencivinni

Luca ha fotografato a lungo con una reflex APS-C Nikon D500 per poi passare, nell’ultimo anno, a una mirrorless full frame Nikon Z8. Il suo equipaggiamento include un obiettivo Nikkor 500mm f/4, che gli permette di ottenere immagini nitide mantenendo una distanza utile a non infastidire il soggetto, anche se spesso sceglie di abbinarlo al suo immancabile moltiplicatore di focale 1.4x.

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Abbiamo chiesto al fotografo qualche dettaglio sulla sua gestione della messa a fuoco per scoprire che – naturalmente – ricorre ai sistemi di autofocus continuo, ideali per i soggetti in movimento. A seconda delle situazioni, Luca sceglie tra la modalità punto singolo (adatta alle scene relativamente statiche) e il tracking 3D, sistema avanzato particolarmente efficace, che riesce a rilevare immediatamente l’occhio dell’uccello e a seguirlo anche in volo, o in caso di repentine variazioni di posizione o orientamento.

Piovanello tridattilo. © Luca Bencivinni
Piovanello tridattilo. © Luca Bencivinni

Nel contesto della ripresa dinamica si rivela prezioso anche l’utilizzo dello scatto continuo, opzione che aumenta considerevolmente la mole di file da visionare una volta a casa, ma che moltiplica anche le possibilità di catturare il momento perfetto.
Golosa pure la funzione di Pre-Release Capture, che può regalare ai fotografi naturalisti una sorta di viaggio nel tempo, consentendo di registrare sulla scheda di memoria anche ciò che avviene un secondo prima della pressione completa del pulsante di scatto. Tuttavia, il nostro ha dichiarato di non utilizzare suddetta funzione, poiché la Nikon Z8 ne prevede il funzionamento solo se si scatta in formato jpeg.

Il luogo del cuore di Luca Bencivinni

Luca frequenta spesso Oasi naturalistiche attrezzate con capanni, ma preferisce scattare facendo delle belle camminate. “Ho la fortuna di abitare a cinque minuti di bicicletta dal Parco Naturale di San Rossore – ci ha detto – e questo mi permette di fare quello che più mi piace appena ho un momento libero. Imbocco i sentieri e, se ho fortuna, riesco a vedere e fotografare animali. In caso contrario mi ritengo comunque soddisfatto di aver trascorso qualche ora in uno splendido Parco, respirando un’ottima aria immerso nella natura”.

Svasso piccolo. © Luca Bencivinni
Svasso piccolo. © Luca Bencivinni
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E visto che la natura non si offre mai a compartimenti stagni, abbiamo deciso di includere “un’intrusa” in questo articolo, ossia una Natrice dal collare con il pesce in bocca. L’autore ci ha raccontato la storia dello scatto: “Era un pomeriggio estivo ed ero sdraiato mimetizzato ai bordi di un laghetto che si era formato all’interno del Parco di San Rossore. Dopo aver notato un po’ di movimento di uccelli avevo deciso di fare un appostamento. D’un tratto ho visto un’increspatura sull’acqua e subito dopo ne è emersa una ‘cosa allungata’. Puntato l’obiettivo, con grande stupore, ho capito che si trattava di una Natrice dal collare che nuotava con un pesce in bocca. Si è concessa per cinque o sei secondi, dopodiché si è immersa ed è sparita”.

Natrice dal collare. © Luca Bencivinni
Natrice dal collare. © Luca Bencivinni

Fotografia naturalistica consapevole

Sebbene collezionare una serie di fotografie che ritraggono il momento perfetto sia appagante, vale la pena di ricordare che i veri amanti della natura non si limitano a gonfiare l’archivio. I fotografi più appassionati lavorano sul proprio bagaglio di conoscenze naturalistiche e fanno della fotografia uno strumento oltre che una finalità.

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“Se conosco poco un animale che mi capita di fotografare”, ci ha detto Luca, “mi documento su Internet cercando di impararne le abitudini e gli atteggiamenti. Nella sessione fotografica successiva sarò più consapevole e capace di afferrare dettagli comportamentali che altrimenti sarebbero sfuggiti alla mia attenzione”.
La fotografia naturalistica resta, in parte, una sorta di lotteria: si può trascorrere un’intera giornata in natura senza portare a casa uno scatto soddisfacente. Certo è che conoscere gli animali può aiutare a fotografarli e fotografarli può aiutare a conoscerli. 

Ibis eremita. © Luca Bencivinni
Ibis eremita. © Luca Bencivinni
Ballerine bianche. © Luca Bencivinni
Ballerine bianche. © Luca Bencivinni
Luca Bencivinni

Bio e contatti

Luca Bencivinni è nato nel1982 a Pisa e lavora in proprio come artigiano.
Sin da piccolo è stato un grande amante della natura e degli animali e crescendo ha iniziato a dedicarsi alla fotografia, unendo i due interessi.
La sua esperienza da fotografo naturalista ha avuto origine nel Parco di San Rossore che si trova a soli quattro chilometri da casa sua.
Luca osserva e studia con interesse il comportamento degli animali e scatta sempre provando a cogliere un particolare atteggiamento del soggetto, nel pieno rispetto dell’animale, senza mai arrecare disturbo.
Tra gli scopi della sua pratica fotografica c’è quello di trasmettere all’osservatore la bellezza delle numerose specie animali che si possono trovare a pochi passi da casa.

Instagram: @lucabencio

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