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Home CULTURA PORTFOLIO

Marco Garofalo: paglia e fotovoltaico sulle capanne dei masai

Un viaggio nel mondo dell’accessibilità all’energia, cavalcando gli scatti e i racconti di un fotografo consapevole e travolgente.

Jessica Barresi di Jessica Barresi
16 Maggio 2026
in PORTFOLIO
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Tanzania, Energy Portraits. © Marco Garofalo
Tanzania, Energy Portraits. © Marco Garofalo

Poche persone immaginano che oggi un masai possa avere – oltre alla lancia, al machete e al costume tradizionale – una taschina per il cellulare nella cintura. Ancora più difficile, per tanti figli della cultura occidentale, è immaginare quel masai intento a sistemare un pannello fotovoltaico sul tetto della sua capanna in fango e paglia per ricaricare, tra le altre cose, il telefonino… preferibilmente un Nokia vecchio modello, senza le funzioni superflue degli smartphone più evoluti, che servono solo a buttare giù la batteria in un batter d’occhio.

Questa con Marco Garofalo rientra nel piano di interviste d’autore realizzate da FOTO Cult con il supporto di EIZO. L’iniziativa ispirata da sano mecenatismo per la cultura fotografica, vede protagonisti fotografi e professionisti dell’imaging di fama internazionale.

Per restare aggiornati sui prodotti e sulle iniziative EIZO è possibile iscriversi alla newsletter e ricevere via mail tutte le comunicazioni riguardanti le ultime novità. Info al link: eizo.it/newsletter

In barba ai nostri imbarazzanti preconcetti, eccolo lì il masai, fotografato mentre piazza in posizione ottimale un pannello da 80 Watt sulla sua umile abitazione, in un boma della Tanzania, tra il Monte Meru e il Kilimangiaro, dove l’alta tensione non esiste.
Lo scatto è di Marco Garofalo, la storia che c’è dietro ce l’ha raccontata lui, come gli piace fare quando una delle sue fotografie aggancia il pubblico e lui completa l’opera a parole, muovendosi tra i mille volti del tema dell’energia.

India, Energy Portraits. © Marco Garofalo
India, Energy Portraits. © Marco Garofalo
“Il guardiano delle batterie”, Sunderband, Bengala Occidentale. (clic per leggere la didascalia)

Minigrid fotovoltaica di 30 kW per alimentare una scuola, una mercato e sessanta abitazioni. Tutta l’energia proviene dal sole, ma non sempre il sole brilla, e le batterie permettono di accumulare e utilizzare l’energia elettrica anche quando le fonti rinnovabili non sono disponibili.

Ma partiamo dall’inizio.
Più o meno all’età di diciotto anni Marco Garofalo era un assistente fotografo di moda, grande amante del set. Successivamente è stato fotografo di staff per cinque anni, scattava per l’agenzia Grazia Neri e infilava un servizio dopo l’altro. A un certo punto, però, ha preferito uscire dallo studio, viaggiare, esplorare il mondo mentre la fotocamera diventava una sorta di chiave universale per entrare anche nei luoghi e nelle storie in cui tendenzialmente non si riesce ad entrare.
Passato al reportage e alla fotografia documentaria, ha assecondato a lungo la sua attitudine per i temi sociali, finché non ha deciso, con il suo compagno di viaggio e grande esperto di energia, Matteo Leonardi, di mettere a fuoco la sua ricerca fotografica su un tema ben preciso.

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Matteo gli ha detto un giorno: “Marco, io e i miei colleghi continuiamo a scrivere libri sul tema della povertà energetica. Sono pieni di informazioni, di dati, di grafici, ma la verità è che sono noiosissimi per i non addetti ai lavori, perché trattano temi difficili da spiegare e da comprendere. La fotografia, secondo me, potrebbe aiutarci a rendere più accessibile una tematica apparentemente troppo complessa e poco coinvolgente”.

Energy Portraits. © Marco Garofalo.
Energy Portraits. © Marco Garofalo.

Energy Portraits

Nasceva così Energy Portraits, un progetto durato circa tre anni, incentrato sul tema della carenza di energia nel Sud globale ( Africa, India e Sud America e parte dell’Europa) e cucito intorno alla sfida dell’obiettivo di sviluppo sostenibile n. 7 dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite, che mira a garantire l’accesso universale a un’energia pulita, sostenibile, affidabile ed economica entro il 2030.
È un lavoro che ha visto Marco e Matteo entrare nella sfera privata delle persone che vivono nei Paesi dove il tema dell’inaccessibilità all’energia è più caldo, fotografare quelle persone insieme ai loro dispositivi elettrici e prendere nota delle loro storie.

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Energy Portraits – finanziato dalla Fondazione AEM, esposto alla COP26 di Glasgow e all’edizione 2021 del festival Cortona On The Move – è partito da Kenya, Tanzania e Ghana. Ed eccoci tornati ai masai.
“I masai – ha precisato Marco – sono pastori e allevatori seminomadi, va da sé che non possano disporre di un contatore elettrico. La fotografia che apre questo articolo vuole raccontare che la Tanzania, a differenza di altri Paesi africani, ha un tasso di elettrificazione molto basso, ma anche un mercato del fotovoltaico molto sviluppato, con decine e decine di start-up che supportano le richieste di questi popoli antichi, fieri, fedeli ai costumi e alle tradizioni, ma al contempo capaci di abbracciare le più recenti tecnologie. Attualmente, tutte le capanne hanno almeno un pannellino da 5/10 Watt sul tetto, che può essere pagato anche a rate”.

Tanzania, Energy Portraits. © Marco Garofalo
Tanzania, Energy Portraits. © Marco Garofalo

“Si tratta di un accesso alla tecnologia diverso dal nostro, possiamo dire che questi popoli partono direttamente da un livello più evoluto”, ha proseguito Marco. “Ad esempio, dispongono del sistema Pay as you go, vale a dire che se finisce la corrente basta fare una rapida ricarica dal telefonino e tutto si riattiva istantaneamente, grazie a una tecnologia che da noi non esiste.
Allo stesso tempo l’Africa soffre il problema delle classi sovraffollate. Il tasso di natalità è altissimo, ci sono molti giovani e poche scuole, le lezioni sono distribuite in più turni e capita che gruppi di ragazzi debbano studiare la sera, al buio, condividendo una sola torcia elettrica.
Apprezzo molto che la fotografia mi fornisca l’occasione di parlare di questi argomenti”.

Che sia in una classe di liceali, alla presentazione di una mostra o di un libro, o nel mezzo di un’intervista, Marco Garofalo parla perché la realtà che ha potuto conoscere da vicino arrivi nel miglior modo possibile al maggior numero possibile di utenti.
Si definisce una sorta di attivista, che approfondisce, fotografa e diffonde, lavorando sul connubio tra immagini e parole, perché a proposito del tema energetico aneddoti e foto si spalleggiano a meraviglia, e allora perché non approfittarne?

Polonia, Energy Portraits. © Marco Garofalo
Polonia, Energy Portraits. © Marco Garofalo
“Ancora il carbone”, Polonia. (clic per leggere la didascalia)

Oggi la Polonia è la più grande “nazione del carbone” nell’UE e anche la più riluttante a conformarsi agli obiettivi europei di decarbonizzazione e neutralità climatica.
Infatti, il carbone fornisce quasi l’80% del fabbisogno elettrico nazionale e dà lavoro a oltre 80.000 persone. La situazione globale non è molto migliore: secondo un rapporto pubblicato dal Global Energy Monitor, il carbone sta vivendo una seconda età dell’oro, con l’apertura di nuove miniere, in gran parte finanziate con denaro pubblico. I Paesi più attivi sono Cina, India, Russia e Australia. Le Nazioni Unite stimano che, entro il 2030, l’estrazione di carbone sarà da tre a quattro volte superiore ai limiti fissati dagli Accordi di Parigi, dunque la decarbonizzazione e le emissioni zero sembrano obiettivi ancora lontani.

E allora gliene abbiamo chiesto un altro di aneddoto, perché anche a noi piace sfruttare la fotografia come ponte di accesso alle storie del mondo. Ci ha raccontato che in Africa, prima di qualsiasi iniziativa, si chiede il permesso al capovillaggio, rituale che tra caffè, chiacchiere e convenevoli si sbriga in due ore nel migliore dei casi. Una volta, dopo aver ottenuto il permesso, lui e Matteo Leonardi hanno intervistato proprio il capovillaggio. “Gli abbiamo chiesto quale fosse per la sua gente l’uso principale dell’energia. Ci ha pensato un po’, poi ha risposto: ‘l’illuminazione’. Gli ho chiesto il perché e ha replicato: ‘Perché i nostri ragazzi devono stare tranquilli quando la sera camminano per le stradine del villaggio’.
A quel punto ammetto di essermi scontrato in prima persona con la retorica occidentale, pensando automaticamente a problemi legati alla droga o alla criminalità. Il capovillaggio allora è stato illuminante: ‘Leoni. Una casa illuminata è una casa sicura, perché i leoni non si avvicinano’”.

Tanzania, Energy portraits. © Marco Garofalo
Tanzania, Energy Portraits. © Marco Garofalo
“In collegamento con il mondo”, Tanzania. (clic per leggere la didascalia)

Le luci degli schermi dello smartphone si confondono con i lumini a cherosene e la fiamma del fuoco all’interno di una capanna alle pendici del Monte Meru, in Tanzania. Qui, quando l’accesso all’elettricità è limitato, bisogna stabilire le priorità: per questa e per molte famiglie rurali la comunicazione e il collegamento con il mondo sono considerati prioritari, più importanti persino dell’illuminazione.

Oggi, dopo un lungo percorso fotografico, Marco ha maturato un interesse per il contenuto che scavalca qualsiasi desiderio di produrre immagini finalizzate ad alimentare il proprio ego (anche se le soddisfazioni personali arrivano comunque, come quella volta in cui Leonardo DiCaprio gli ha chiesto il permesso di postare la sua foto del masai col pannello per parlare di energie rinnovabili sui social).
Marco non cerca una cifra stilistica facilmente associabile al suo nome, non vuole impressionare l’osservatore con la forma.
Ed è soprattutto con Ritratti di Energia, il secondo macrocapitolo del suo lavoro, che si percepisce chiaramente la sua predilezione per una fotografia “semplice, diretta, pulita e non pretenziosa”, per dirla con le sue parole.

Ogni casa è illuminata, Ritratti di energia. © Marco Garofalo
Ogni casa è illuminata, Milano, Ritratti di Energia. © Marco Garofalo
“Ogni casa è illuminata”, Milano. (clic per leggere la didascalia)

“Ogni casa è illuminata” è un progetto di sostegno ed efficientamento a favore di oltre 200 nuclei familiari promosso dall’Associazione di Promozione Sociale Laboratorio di Quartiere Giambellino, a Milano, che prevede il pagamento delle utenze e interventi di sostituzione degli elettrodomestici. In questo scatto i bambini di una famiglia di beneficiari del quartiere Giambellino di Milano all’arrivo della nuova lavatrice ricevuta grazie al progetto.

Ritratti di Energia: l’importanza della fotografia autentica

Ritratti di Energia è un lavoro interamente sviluppato in Italia, sostenuto dalla Fondazione Banco dell’energia. “Ho fotografato una ventina di progetti tra i più importanti che Fondazione Banco energia finanzia in tutta Italia”, ci ha spiegato l’autore, “scattando a Milano, Brescia, Bergamo, Torino, Cagliari, Roma, Napoli, Foggia e Potenza. Parliamo di progetti legati al terzo settore o al sostegno delle categorie più fragili, come i più poveri o le persone con disabilità, mediante un supporto economico per il pagamento delle bollette, la sostituzione degli elettrodomestici obsoleti con apparecchi ad alta efficienza, o il finanziamento delle cosiddette CERS, Comunità Energetiche Rinnovabili Solidali.

“Il sole per tutti”, Foggia, Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus.
“Il sole per tutti”, Foggia, Ritratti di Energia. © Marco Garofalo
“Il sole per tutti”, Foggia, Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus. (clic per leggere la didascalia)

Il progetto “Il sole per tutti” ha previsto la realizzazione di una CERS finalizzata a produrre, scambiare e consumare energia da fonti rinnovabili fornendo benefici ambientali, economici e sociali ai suoi membri individuati tra singoli cittadini, intere famiglie, enti pubblici e privati del territorio con una particolare attenzione alle famiglie a rischio di scivolamento in povertà. La foto ritrae alcuni minori delle Comunità Educative del “Villaggio Don Bosco” della Fondazione Siniscalco Ceci-Emmaus.

Quando scatto in questi contesti cerco un confronto tra il mio punto di vista e quello delle persone che fotografo. Nel caso di una sessione di scatti per un’associazione che si occupa di disabilità, ad esempio, faccio un giro, ascolto le persone, chiedo chi ha voglia di farsi ritrarre e chi no, e questa è una fase importante e delicata in cui la fotocamera ancora non esce dalla borsa. Ascolto le proposte di coloro che saranno i soggetti delle mie foto, esprimo il mio parere e insieme raggiungiamo un punto di incontro. A quel punto scatto e il resto lo fa chi guarda la foto”. 

“Sono sempre più convinto che le immagini debbano girare il più possibile, perché è questo che le rende efficaci. E mi sono accorto che per girare le foto devono essere semplici, calde. Credo che molte persone stiano ricominciando ad apprezzare fotografie più sincere, che non cercano il like, ma che offrono l’occasione di tornare a un confronto meno superficiale fra fotografo e osservatore”.

“Cer Le Vele”, Roma. © Marco Garofalo
“Cer Le Vele”, Roma, Ritratti di Energia. © Marco Garofalo
“Cer Le Vele”, Roma. (clic per leggere la didascalia)

Le Vele è il progetto di Comunità Energetica Rinnovabile e Solidale realizzato grazie all’installazione di alcuni pannelli fotovoltaici sul tetto dell’Istituto Leonarda Vaccari, che nel Municipio 1 di Roma rappresenta, da quasi un secolo, un punto di riferimento per la riabilitazione psico-fisica e l’integrazione didattica e sociale delle persone con disabilità. La CERS è finalizzata ad abbattere la spesa energetica dell’Istituto e, contemporaneamente, a sostenere la sua missione, ossia operare sulla persona disabile attraverso la realizzazione di un progetto di assistenza completo. Nella foto, alcuni ragazzi che frequentano le attività dell’istituto Leonarda Vaccari alla presenza di una educatrice e della Presidente Saveria Dandini de Sylva.

La fotografia di Marco ha questo nobile scopo: avviare un’interazione, uno scambio di informazioni e storie che sedimentano, magari smuovendo le coscienze e innescando il cambiamento che, per funzionare, deve partire dal singolo individuo, dal suo approccio mentale e concreto al tema dell’energia e della sua gestione.
Sia Energy Portraits, sia Ritratti di Energia sono diventati libri, pubblicati rispettivamente da Mondadori Electa (2017) e Moebius Editore (2026).

Marco Garofalo

Bio e contatti

Marco Garofalo (Milano, 1976) è un fotografo e autore italiano attivo nel campo del reportage sociale e della fotografia documentaria. Dopo una formazione nell’ambito della fotografia tradizionale in camera oscura e sui set di moda e pubblicità, il suo lavoro esplora temi legati alle periferie urbane, alle fragilità sociali, all’energia e alle trasformazioni del territorio, con uno sguardo attento alla dimensione umana e simbolica dell’immagine.

Ha realizzato reportage dedicati alla condizione dei senzatetto tra Milano e Roma in occasione dei trent’anni della Fondazione Progetto Arca, raccontando luoghi di marginalità e reti di assistenza urbana. Ha inoltre sviluppato The Last Chance, progetto fotografico e documentario sulla cultura trap nelle periferie europee, indagando il rapporto tra musica, identità e disagio sociale nelle nuove generazioni, esposto al Consiglio d’Europa di Strasburgo.

È stato il fotografo di scena per il film documentario Io sto con la sposa, un inaspettato successo cinematografico del 2014 che racconta la storia di cinque rifugiati siriani in viaggio verso Stoccolma, proiettato alla 71ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.

Marco Garofalo collabora con organizzazioni non governative, istituzioni culturali ed enti privati italiani e internazionali, ricevendo riconoscimenti per la sua capacità di utilizzare l’immagine come strumento di riflessione e cambiamento sociale.

Parallelamente alla ricerca fotografica, sviluppa progetti editoriali e artistici legati alla patafisica, alla poesia sperimentale e all’editoria indipendente.

marcogarofalo.com

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