Insta360 arriva sul mercato dei microfoni wireless di fascia alta con il Mic Pro, un accessorio pensato per chi non vuole scendere a compromessi in fatto di qualità audio, ma cerca al tempo stesso una soluzione che si integri discretamente nel proprio flusso di lavoro. Non si tratta di un aggiornamento del Mic Air: l’architettura è sostanzialmente diversa, le ambizioni anche. Il Mic Air nasce come strumento di miglioramento audio in configurazioni semplici — un trasmettitore, una fotocamera o uno smartphone — ed è pensato per chi vuole fare un passo avanti rispetto al microfono integrato senza affrontare una curva di apprendimento. Il Mic Pro si rivolge a chi quella curva l’ha già percorsa: videomaker e creator che gestiscono set con più soggetti, più camere, contesti acustici variabili, e hanno bisogno di uno strumento che tenga il passo senza imporre compromessi.
Un microfono progettato per chi produce sul serio
Insta360, dunque, definisce il Mic Pro come il proprio modello di punta, e le specifiche tecniche sembrano sostenere questa affermazione. Al centro del sistema c’è un array a tre microfoni integrato nella trasmittente, che consente funzioni altrimenti riservate a dispositivi ben più costosi e ingombranti.
L’autonomia totale con la custodia di ricarica arriva a 30 ore, con ogni trasmittente che garantisce fino a 10 ore di utilizzo continuo e il ricevitore fino a 11. La registrazione interna nella trasmittente può avvenire anche in 32-bit float: con questo formato il segnale audio non va mai in clipping, indipendentemente dai picchi improvvisi, e i dettagli nelle sezioni a basso volume possono essere recuperati in post senza introdurre rumore di fondo. La memoria integrata da 32 GB offre fino a 44,8 ore di registrazione in formato mono 32-bit float (22,2 ore in stereo), o fino a 60 ore in mono 24 bit (30 ore in stereo).
Il Mic Pro supporta il timecode sync con quattro modalità operative (NA, Line In, Line Out, Audio Out), rendendolo compatibile con flussi di lavoro multi-camera professionali e con generatori timecode esterni come Tentacle Sync o Deity TC-1. Per le produzioni che richiedono più trasmittenti, il sistema supporta configurazioni fino a quattro trasmittenti più una ricevente, oppure due trasmittenti più quattro riceventi (setup utile per interviste multipersonali o set con diverse angolazioni di ripresa).
La cancellazione del rumore è affidata a un chip NPU dedicato con architettura CIM (Compute-in-Memory), disponibile in due intensità. L’obiettivo dichiarato è preservare la naturalezza della voce anche in ambienti molto rumorosi, a differenza delle soluzioni più aggressive che tendono ad appiattire il timbro vocale. Il sistema a tre microfoni abilita quattro modalità di ripresa direzionale: omnidirezionale, cardioide, figura-8 (ossia fronte e retro) e Voice Focus (super-direzionale), quest’ultima basata su beamforming adattivo con un angolo di cattura di 60° e soppressione dell’asse laterale di circa 12 dB. Un Auto Gain Control a due modalità (anti-clipping automatico e bilanciamento dinamico) completa il quadro audio, mentre tre preset vocali (Standard, Rich, Bright) offrono al videomaker un’ulteriore poasibilità di personalizzazione del suono.
Tutte queste funzioni sono direttamente accessibili e configurabili tramite App Insta 360 nel caso si acquistasse una singola trasmittente, oppure direttamente dal display LCD touch della ricevente (presente nel kit più completo come quello che vedete in questo articolo e che abbiamo ricevuto in prova). La portata wireless dichiarata è di 400 metri in campo aperto, con trasmissione a 2.4GHz. Il peso della trasmittente è di 19,7g.
Insta360 Mic Pro: come si collega
Il Mic Pro offre quattro modalità di connessione, pensate per coprire scenari d’uso diversi. La combinazione TX-RX collegata via cavo USB-C o Lightning consente l’ingresso audio digitale diretto su smartphone o computer. La connessione TX-RX tramite cavo jack 3.5mm è il percorso standard per fotocamere reflex e mirrorless, il più universale e stabile.
La modalità più interessante, tuttavia, è la connessione Bluetooth diretta tra la trasmittente e alcune fotocamere Insta360 — X5, X4 Air, Ace Pro 2, GO Ultra e Luna — tramite protocollo Bluetooth SPP (Serial Port Profile) a 48 kHz. Questo significa qualità audio sensibilmente superiore rispetto ai 16 kHz che il protocollo Bluetooth HFP (Hands free Profile) è in grado di offrire. La connessione consente inoltre di avviare e interrompere la registrazione direttamente dalla trasmittente (un vantaggio soprattutto quando la fotocamera è su un gimbal o fuori portata) oppure di regolare alcuni parametri del microfono direttamente dal menu della action cam.
La quarta opzione è la connessione Bluetooth della trasmittente allo smartphone, ma con limitazioni importanti: il segnale è a soli 16 kHz, la funzione fotocamera nativa non è supportata e il tutto richiede app di terze parti compatibili. Una modalità utile per lo streaming, meno per la produzione video.
Insta360 Mic Pro: come si porta sul set
La trasmittente può essere indossata in tre modi. La clip standard è la soluzione più comune per l’uso a bavero. Il magnete a bottone consente un fissaggio rapido e sicuro su tessuti più sottili o su indumenti privi di appigli (in questo caso è necessario rimuovere la clip prima dell’utilizzo, pena il rischio di danneggiare il meccanismo). La terza opzione prevede la trasmittente montata sulla slitta fredda del ricevitore – montato sulla fotocamera – nella configurazione cosiddetta “on-camera“. In questo assetto, il Mic Pro può funzionare come un microfono shotgun wireless: attivando la modalità Voice Focus, l’array a tre capsule punta nella direzione di ripresa e cattura la voce del soggetto riducendo il rumore laterale. Un setup compatto e pratico che nelle produzioni meno impegnate può sostituire sia il lavalier che uno shotgun dedicato.
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Prime impressioni: cosa succede quando lo si accende per la prima volta
L’esperienza “out-of-the-box” richiede qualche passaggio preparatorio che vale la pena conoscere in anticipo. I firmware delle trasmittenti e della ricevente vanno aggiornati singolarmente tramite l’app Insta360, non in parallelo. E così anche la custodia, che riceve il nuovo firmware dalla ricevente appena aggiornata, una volta riposta nel vano a lei dedicato. Un dettaglio che allunga leggermente i tempi di setup iniziale. Chi possiede già action cam Insta360 nella propria dotazione dovrà verificare che il firmware del corpo macchina sia aggiornato all’ultima versione compatibile con il Mic Pro: la connessione via Bluetooth SPP ad alta qualità richiede firmware specifici, e una versione non aggiornata si connette comunque, ma declassa automaticamente la qualità audio senza segnalarlo in modo evidente. Per verificare che la connessione sia avvenuta correttamente al protocollo giusto, è sufficiente controllare se è possibile regolare i parametri del microfono dal menu della action cam e avviare la ripresa premendo il tasto della trasmittente: se entrambe le funzioni rispondono, la connessione è quella “buona”.
Perché un display E-Ink
La scelta di integrare un display E-Ink nella trasmittente non è puramente estetica, anche se l’aspetto di personalizzazione è quello più immediatamente visibile. L’E-Ink consuma energia solo durante il refresh del display e non mentre visualizza un’immagine statica. In una giornata di produzione lunga, questo si traduce in un contributo concreto all’autonomia complessiva del sistema. Il modulo scelto da Insta360 è un E6 a sei colori: nero, bianco, rosso, giallo, blu e verde. Si tratta di un modulo poco diffuso sul mercato (la maggior parte dei display E-Ink a colori si ferma a quattro colori). Questa estensione della gamma cromatica consente di riprodurre una varietà di sfumature molto più ampia a partire dai sei colori primari, rendendo il display adatto alla visualizzazione di loghi e grafiche complesse senza semplificazioni eccessive. Il rivestimento AG+AR dello schermo riduce i riflessi e migliora la trasmissione della luce, con il risultato che il contenuto visualizzato rimane leggibile anche sotto la luce del sole. L’immagine caricata sul display rimane visibile anche a microfono spento, un dettaglio utile per l’identificazione rapida delle trasmittenti.
Casi d'uso del display E-Ink
La personalizzazione del display della trasmittente ha applicazioni concrete in diversi contesti produttivi. In una produzione commerciale può mostrare il logo del cliente o il titolo del programma, durante uno streaming live può indicare il nome del canale; durante le interviste può mostrare il nome del soggetto. La gestione del display avviene tramite l’app Insta360, che consente di caricare immagini personalizzate o di selezionare tra una libreria di sfondi ed emoticon fornite dal produttore.
Prezzi e configurazioni dell'Insta360 Mic Pro
L’Insta360 Mic Pro è disponibile in tre configurazioni: il kit con due 2 trasmittenti e una ricevente costa 329 euro. Il kit con una trasmittente e una ricevente si porta a casa spendendo 209 euro, mentre la singola trasmittente ha un prezzo di 109 euro.
Conclusioni
Il Mic Pro porta sul mercato alcune soluzioni che nella categoria dei microfoni wireless semplicemente non esistevano. L’array a tre capsule con pickup direzionale selezionabile trasforma la trasmittente in uno strumento che copre da solo scenari normalmente affidati a dispositivi separati: lavalier per le riprese ravvicinate, shotgun wireless montato su slitta quando il soggetto non può indossare il microfono.
La registrazione interna stereo — resa possibile proprio dall’array a tre capsule — aggiunge una dimensione che i trasmettitori dedicati di questa fascia raramente offrono. Il timecode sync con input e output completo, inoltre, apre le porte a produzioni multi-camera di livello professionale, senza richiedere dispositivi esterni dedicati alla sincronizzazione. E tanto per restare in tema di produzioni multi-camera, le configurazioni fino a 2TX+4RX coprono set complessi con più angolazioni di ripresa.
Il display E-Ink personalizzabile è l’elemento più immediatamente visibile, ma in prospettiva forse il meno centrale: per chi produce contenuti sponsorizzati o lavora su set con un’identità visiva definita è uno strumento utile, per tutti gli altri resta un dettaglio caratterizzante.
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