Chi scatta dagli albori del digitale conosce sicuramente i prodotti sviluppati negli anni da Nik Software. Quando anche solo salire sopra gli 800 ISO era sinonimo di rumore e grana, strumenti come Dfine hanno salvato interi cataloghi di foto e lo hanno fatto soprattutto in modo molto rapido, con pochi click. Similmente strumenti come Color Efex, hanno permesso di modificare le proprie foto agevolmente, in un periodo in cui software come Photoshop erano alla portata di pochi (a livello economico, ma anche per la curva di apprendimento).
DxO Labs: ha ridato vita alla Nik Collection
Nik Software era stata acquisita da Google nel 2012: il colosso di Mountain View aveva sfruttato le competenze dell’azienda per dare nuovo impulso alle possibilità di modifica delle foto sugli smartphone, in particolare inglobando l’app Snapseed, l’unica attualmente rimasta di proprietà di Google. Nel 2017, infatti, gli strumenti della Nik Collection sono passati sotto il controllo di DxO Labs; se non sapete bene chi è questa software house, ne raccontiamo la storia nella nostra recente recensione del programma di sviluppo RAW e fotoritocco PhotoLab 9.
Dopo un po’ di storia, veniamo alla notizia odierna, relativa al lancio della Nik Collection 9, una rinnovata serie di strumenti per la gestione, in pochi click, delle proprie immagini. Non parliamo di un solo programma, ma di 8 differenti strumenti che hanno una caratteristica ben precisa: sono sfruttabili come plugin all’interno dei più diffusi software di fotoelaborazione (Photoshop, PhotoLab, Affinity), ma anche come programmi a sé stanti.
Nik Collection 9: una suite di strumenti
Come si evince dal nome, la Nik Collection 9 riunisce più strumenti, ognuno dedicato a un’operazione di fotoritocco precisa:
- Nik 9 Analog Efex
- Nik 9 Color Efex
- Nik 9 Dfine
- Nik 9 HDR Efex
- Nik 9 Presharpener
- Nik 9 Sharperner Output
- Nik 9 Silver Efex
- Nik 9 Viveza
La Nik Collection si struttura come un insieme di moduli autonomi, ciascuno pensato per una fase specifica della post-produzione, con un’impostazione che privilegia interventi mirati e un controllo diretto sull’immagine piuttosto che un flusso lineare unico.
Storicamente il cuore della suite è Color Efex, che interviene su contrasto, resa cromatica e microcontrasto attraverso una serie di filtri combinabili. È lo strumento più “trasversale”, spesso utilizzato come passaggio creativo principale perché permette di intervenire sull’estetica generale dell’immagine senza uscire dal contesto fotografico.
Accanto a questo, Silver Efex rappresenta un caso a sé, essendo interamente dedicato alla conversione in bianco e nero. Qui l’approccio è più fotografico che digitale: simulazioni di pellicole, gestione avanzata della grana e controllo fine dei toni lo rendono uno degli strumenti più completi per questo tipo di lavorazione.
Un ruolo più tecnico è svolto da Dfine, che interviene sulla riduzione del rumore analizzando automaticamente la struttura dell’immagine, e dai moduli Sharpener, progettati per la gestione della nitidezza lungo tutto il flusso. In questo caso è importante distinguere tra le due fasi operative: il Presharpener lavora all’inizio della post-produzione, recuperando la nitidezza persa a causa del sensore e del processo di demosaicizzazione, mentre lo Sharpener Output interviene alla fine, adattando la nitidezza al supporto di destinazione, che sia una stampa o la visualizzazione a schermo.
Sul piano delle regolazioni locali, Viveza è probabilmente lo strumento più rappresentativo della filosofia Nik. Permette di intervenire su luminosità, colore e contrasto in aree specifiche senza maschere tradizionali, sfruttando la tecnologia U-Point per selezioni rapide e contestuali. Viveza può essere anche vista come una versione semplificata e più immediata di Color Efex, visto che i suoi strumenti sono replicati anche in quest’ultimo.
La suite include anche HDR Efex, dedicato alla fusione e alla gestione di file per produrre immagini ad alta gamma dinamica, con un’impostazione che tende più al controllo creativo che alla semplice estensione della gamma tonale.
Nella galleria qui sopra trovate una sintesi visuale delle novità più importanti introdotte dalla nuova Nik Collection 9. Alcuni strumenti, come le maschere basate sull’intelligenza artificiale, sono comuni ad altri, mentre certi pannelli sono esclusivi di un singolo modulo. Nei prossimi paragrafi analizziamo nel dettaglio tutte le novità.
Nik Collection 9: le nuove maschere AI
Gli strumenti per creare maschere erano già presenti in Nik Software, assieme alla possibilità di effettuare una regolazione locale tramite U-point, ma la nona generazione della suite introduce due importanti novità che sfruttano l’intelligenza artificiale, con elaborazione locale. La prima è l’introduzione delle maschere di profondità, che permettono di applicare effetti in modo molto credibile su fotografie in cui sono presenti più piani. È possibile schiarire, scurire, annebbiare lo sfondo con diverse possibilità di regolazione, per ottenere un effetto realistico.
Sempre sfruttando l’intelligenza artificiale è ora possibile creare maschere sui singoli soggetti oppure su singole porzioni dell’immagine. Anche in questo caso, è soprattutto la facilità di utilizzo a rendere il flusso di lavoro più veloce, con strumenti che sono molto intuitivi: passando sui diversi soggetti all’interno dell’immagine, infatti, appare in modo istantaneo la maschera proposta dall’AI, che può essere selezionata con un click. Le maschere possono essere anche copiate tra diversi effetti: ad esempio è possibile creare una maschera per il soggetto e poi copiarla e invertirla per agire specularmente sullo sfondo con un altro effetto.
Effetto Vetro in Analog Efex
Il modulo Analog Efex è quello che offre alcuni strumenti di fotoritocco con cui aggiungere effetti vari, dal motion blur alla simulazione di foto stampante su diversi tipi di carta o scattate con lastre rovinate dal tempo. A questi effetti ora se ne aggiunge uno (Glass Effect) che simula l’effetto di una vetrata con un motivo ripetuto. Non è certo uno strumento che si utilizza tutti i giorni, ma è un’opzione in più per arrivare facilmente a un risultato “creativo”.
Effetto Chromatic Shift in Analog Efex
Anche questo non è uno di quegli effetti da utilizzare tutti i giorni, ma il nuovo Cromatic Shift di Analog Efex può stimolare certamente la creatività. Se non sarà fondamentale per i fotografi puri, potrebbe diventarlo per il pubblico dei content creator, che hanno l’esigenza di creare un gran numero di copertine per i propri contenuti social, magari con effetti ripetibili.
Pannello Color Grading in Color Efex
Molti di noi si sono abituati agli strumenti di color grading basati sulle ruote colore e, in questa versione della Nik Collection 9, gli sviluppatori di DxO Labs hanno voluto aggiungere un tool con tali caratteristiche. Sulla stessa color wheel è possibile gestire tonalità e saturazione dello spostamento colore di luce, mezzitoni e ombre, con uno slider aggiuntivo per regolare il bilanciamento e, naturalmente, l’intensità di applicazione dell’effetto
Effetto Alone in Color Efex
Permette di dare un tocco in più alle proprie foto in cui ci sono presenti delle luci il nuovo effetto Halation (Alone nella versione italiana), che enfatizza le zone più luminose, creando appunto quell’alone che in fase di scatto è possibile ottenere solo con l’utilizzo di appositi filtri (o sporcando la lente frontale dell’ottica).
Metodi di fusione
Chi lavora con i software di fotoritocco lo sa bene: a volte non sono tanto gli effetti ad essere creativi, ma i metodi di fusione con cui vengono applicati alle immagini. La nuova Nik Collection 9 colma un grande vuoto, finalmente, aggiungendo questa opzione in Color Efex e Analog Efex, moltiplicando così le opzioni creative e le combinazioni possibili.
Questa nuova opzione si aggiunge a una delle caratteristiche fondanti di Color Efex, ossia la possibilità di applicare contemporaneamente diversi effetti, regolando in tempo reale la resa finale del mix. Altra caratteristica che molti apprezzano è la possibilità di salvare le diverse “miscele” di effetti come preset personali.
Come funziona nella pratica Nik Collection 9
Come detto, la Nik Collection 9 è utilizzabile singolarmente nei suoi vari moduli, ma dà il meglio di sé se sfruttata come plugin all’interno del proprio software di riferimento. In base al programma la procedura di aggiunta dei moduli come plugin può variare, ma in generale è automatica e una volta installata la suite basta seguire i passi indicati per trovare gli strumenti della Nik Collection integrati nel flusso di lavoro.
Nel caso di PhotoLab l’immagine – tramite l’apposito pulsante – viene inviata come TIFF al modulo della Nik Collection e da lì può, una volta terminate le modifiche, essere esportata nuovamente verso il programma di sviluppo nello stesso formato o in JPEG cliccando su “Apply“. Volendo è possibile anche esportare delle versioni intermedie utilizzando il comando “Export” in alto, che non chiude il modulo di modifica.
Nel caso di Photoshop è possibile utilizzare le immagini modificate nella Nik Collection come livelli, ampliando ulteriormente le possibilità creative. Una nota importante, in PhotoLab le modifiche effettuate nella Nik Collection sono sempre applicate su file rasterizzati TIFF, si tratta quindi di modifiche distruttive. Nel caso di Photoshop è possibile lavorare in uno Smart Object e applicare gli strumenti della Nik Collection come filtro avanzato. In questo modo l’effetto non viene “stampato” definitivamente nei pixel, ma rimane collegato al livello come operazione modificabile. La conseguenza pratica è che è possibile riaprire Nik in un secondo momento, cambiare i parametri, regolare l’opacità o intervenire con una maschera senza dover rifare tutto da zero.
Quanto costa Nik Collection 9
Come abbiamo sottolineato nella recensione di PhotoLab 9, la formula scelta dai programmi dei DxO Labs è quella della licenza a vita. Chi compra la Nik Collection 9 avrà sempre a disposizione i propri strumenti e i propri preset, anche – e questo è uno dei punti di forza della suite – se dovesse in futuro cambiare software di sviluppo.
Certamente gli strumenti della Nik Collection 9 non si possono definire economici, ma il fatto di essere venduti con licenza perpetua permette di ammortizzare nel tempo l’investimento, contando che, come avevamo sottolineato anche nel test di PhotoLab 9, se un’ipotetica nuova versione porta in dote strumenti che non ci risultano interessanti, è possibile saltare l’aggiornamento e attendere il succesivo, continuando a poter utilizzare senza limitazioni la versione software già acquistata.
Nik Collection 9: vale la pena provarlo
Visto che è possibile scaricare la versione di prova con tutti gli strumenti a disposizione per 30 giorni, il nostro consiglio è di dare una chance alla suite e provare a giocarci un po’, magari potreste trovare alcuni strumenti in grado di velocizzare il vostro flusso di lavoro e giustificare così l’investimento.
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