Milano
Dal 10 giugno al 4 ottobre 2026
Nel panorama culturale milanese, la fotografia ha trovato una casa d’elezione tra le mura cariche di storia del Museo Diocesano Carlo Maria Martini. Nonostante il museo abbia tra i suoi pezzi più pregiati tavole trecentesche e quattrocentesche, esso unisce arte sacra, storia e pittura milanese dal IV al XXI secolo, con ampie aperture alla modernità, ospitando anche opere di Lucio Fontana. Negli ultimi anni il museo ha cercato di consolidare il suo rapporto con “i tempi più recenti” e lo ha fatto puntando sulla fotografia, mettendo in mostra nomi del calibro Dorothea Lange, Robert Capa e Robert Doisneau.
Negli ultimi quattro anni la strategia è stata quella del raddoppio: nel periodo estivo, fino all’autunno, il Museo accoppia a una mostra di un fotografo di peso del ‘900 (quest’anno Werner Bischof) quella dei vincitori dei Sony World Photography Awards. La direttrice del Museo, Nadia Righi, ha sottolineato come la fotografia rappresenti un linguaggio intrigante e giovane, capace di creare un ponte tra l’arte antica ospitata permanentemente e le riflessioni urgenti della contemporaneità. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere il museo “sempre più casa”, trasformandolo durante i mesi estivi in un centro di aggregazione dove il biglietto include, oltre a due mostre fotografiche, l’aperitivo e la possibilità di godersi l’atmosfera del chiostro serale, coniugando cultura e convivialità.
Spazi espositivi differenti rispetto a quelli londinesi
Come da tradizione, la mostra principale dei Sony World Photography Awards si apre alla Somerset House di Londra il giorno dopo la proclamazione dei vincitori. Negli ultimi anni, però, l’esposizione è divenuta itinerante, e alla tappa inglese ne sono seguite diverse in giro per il mondo. L’Italia è stata tra i Paesi pionieri nel proporre una propria versione della mostra.
Rispetto agli spazi frammentati e spesso angusti della Somerset House di Londra, gli ambienti del Museo Diocesano di Milano sembrano concedere un più ampio margine di manovra a chi si occupa della curatela, che ha modo di lavorare a una disposizione più impattante delle fotografie in mostra e di provare a individuare un fil rouge tra gli scatti premiati.
SWPA 2026: uno spaccato visuale del mondo contemporaneo
La curatrice Barbara Silbe spiega che il valore profondo della mostra risiede nella sua capacità di raccontare le storie più recenti del mondo, offrendo una lettura della contemporaneità attraverso gli occhi sia di fotografi esperti, sia di giovani talenti. I SWPA sono il concorso fotografico più partecipato al mondo, con oltre 400.000 immagini inviate alla giuria per questa edizione 2026. L’Italia ha giocato un ruolo importante con ben 14.000 immagini e con la capacità di esprimere ben quattro vincitori di categoria.
Proprio parlando di categorie, potete leggere il nostro commento sulla deriva presa in particolare dalla categoria Paesaggio nelle ultime edizioni del concorso.
Nell’edizione milanese della mostra troviamo una grande sala dedicata alle 10 categorie del concorso riservato ai professionisti, mentre nelle sale laterali trovano spazio il concorso Open e quelli dedicati ai giovani e alle scuole di fotografia. Una novità di quest’anno consiste nella scelta di stampare diverse fotografie in formato più grande, ma anche di dare spazio agli scatti finalisti non premiati (i cosiddetti shortlisted) tramite stampe su tessuto che animano la parete divisoria tra la sala principale e le altre sale. L’idea della curatrice è quella di fornire un percorso comprensibile, e godibile, anche al visitatore distratto e a chi arriva alla mostra attirato dalla potenza delle immagini, ma senza aver ‘studiato’ prima tutte le storie dietro gli scatti.
Citlali Fabián e il progetto Bilha, Stories of my Sisters
Naturalmente la mostra dà grande spazio al lavoro di Citlali Fabián, dal titolo Bilha, Stories of my Sisters, che le è valso il titolo di fotografa dell’anno. I soggetti ripresi sono donne, per l’esattezza attiviste e artiste il cui lavoro sta generando un impatto significativo e un cambiamento nelle comunità di cui fanno parte e oltre.
Sony World Photography Awards 2026
- A cura di Barbara Silbe
- Museo Diocesano Carlo Maria Martini, piazza S. Eustorgio, 3 – Milano
- dal 10 giugno al 4 ottobre 2026
- mar-dom 10-18, ingresso serale lun-dom 17.30-22.30
- intero 9 euro, ridotto 7 euro, ingresso serale 12 euro con prima consumazione
- https://chiostrisanteustorgio.it
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