Roma
Dall’11 settembre 2026 al 10 gennaio 2027
Il suggestivo scenario delle Terme di Caracalla si prepara ad accogliere l’opera del celebre fotografo croato Frank Horvat (1928-2020).
Eclettico e attivo per più di settant’anni, Horvat ha esplorato con trasporto diversi ambiti della fotografia, passando per la moda, il reportage sociale, il viaggio, il paesaggio, il ritratto e il rapporto con l’arte.
Iniziò a scattare fotografie a quindici anni, barattando la sua collezione di francobolli per una Retinamat da 35mm a Lugano. Nel 1950, a Parigi, conobbe Henri Cartier-Bresson e Robert Capa, che plasmarono inevitabilmente il suo sguardo. Due anni dopo partì per un viaggio attraverso l’India e il Pakistan, durante il quale scattò alcune immagini successivamente presentate nella storica mostra The Family of Man curata da Edward Steichen al MoMA di New York nel 1955. Il riconoscimento internazionale fu immediato, partì una collaborazione con la nota rivista Life: la sua carriera era decollata.
Horvat catturava la vita quotidiana con sensibilità, spesso utilizzando un teleobiettivo per cogliere momenti intimi mentre cercava inquadrature dinamiche che infrangessero le regole compositive. Al contempo praticava il fotogiornalismo come membro dell’Agenzia Magnum, della quale era entrato a far parte nel 1958.
Lavorava costantemente nel campo della moda e della pubblicità, si dedicava ai suoi progetti personali pubblicati in raffinati libri fotografici, spesso usando il colore prima che ottenesse un consenso diffuso.
Il percorso espositivo della mostra alle Terme di Caracalla
Le settantadue fotografie esposte a Roma saranno divise in tre momenti significativi della produzione dell’autore dallo sguardo delicato.
In una delle palestre delle Terme di Caracalla verrà costruito un percorso inedito fra i suoi migliori ritratti dedicati all’universo femminile, che Horvat ha saputo trattare con un approccio personale, scardinando i codici della fotografia di moda.
L’autore, che instaurava con le modelle un rapporto di amicizia e complicità, le liberò dalle pose canoniche, fotografandole per strada, spesso con una Leica e la sola luce naturale.
Alla fine degli anni Cinquanta, in corrispondenza del cambiamento di concetto di eleganza e dell’ascesa del prêt-à-porter, la moda si faceva accessibile a tutte le donne della classe media. Accanto alle attrici, alle ballerine e alle figure intellettuali, dunque, emergevano madri e lavoratrici indipendenti, soggetti ai quali Horvat amava dedicare le sue fotografie.
Ciò che catturava il suo interesse era la “donna reale”, come attestano anche gli scatti dei suoi servizi documentari realizzati in tanti Paesi del mondo, dal Pakistan all’India, dal Brasile al Senegal, dall’Egitto al Giappone.
Fa parte della mostra un approfondimento dedicato ai servizi fotografici che Horvat, invitato da Irene Brin e Gaspero del Corso della Galleria L’Obelisco, realizzò proprio a Roma nei primi anni Sessanta per la rivista Harper’s Bazaar. In quelle immagini, celebri modelle dell’epoca sono in compagnia di personaggi della cultura e del cinema come Alberto Moravia, Luigi Barzini, Marcello Mastroianni e molti altri.
La donna al centro della fotografia di Frank Horvat
La figura femminile, tanto importante nella produzione dell’autore, è centrale anche nella seconda sezione della mostra, composta da fotografie della serie Vere sembianze. Le immagini, collocate all’interno degli ambienti voltati delle Terme, mostrano la capacità di Horvat di “gareggiare” con la pittura, intessendo un dialogo estetico dinamico con i grandi ritrattisti del passato, svelando al contempo le intime verità delle donne moderne.
Il ciclo Goethe in Sicilia
La terza sezione dell’esposizione, invece, sarà dedicata al ciclo Goethe in Sicilia, in cui il fotografo, nei primi anni Ottanta, si è misurato con le memorabili pagine del Viaggio in Italia, scoprendo una profonda sintonia con la visione romantica dello scrittore tedesco. Affascinato dalla cultura greca dei templi, da quella rococò come dalle tradizioni popolari, Horvat si è concentrato sull’inconfondibile natura dell’isola e sui suoi paesaggi, luoghi di una storia senza tempo.
Qualcosa in più su Frank Horvat
Frank Horvat nacque nel 1928 ad Abbazia (ora Opatija, Croazia). Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, nel 1939, la famiglia ebrea emigrò a Lugano, dove Horvat acquistò la sua prima macchina fotografica. Tornato in Italia nel 1947, iniziò a frequentare l’Accademia delle Belle Arti di Brera a Milano. Durante il suo primo soggiorno a Parigi, nel 1950, incontrò Henri Cartier-Bresson e Robert Capa e due anni dopo intraprese un viaggio in India e Pakistan che diede avvio alla sua carriera fotografica.
Successivamente si spostò a Londra e poi a Parigi, praticando contemporaneamente fotogiornalismo e fotografia di moda.
Negli anni Settanta si stabilì a Boulogne-Billancourt, vicino a Parigi, dove costruì il suo studio ideale. Continuò a scrivere di fotografia e a fotografare, sperimentando le nuove tecnologie digitali ed esponendo i suoi lavori fino alla morte, avvenuta nell’ottobre del 2020, all’età di 92 anni. Sua figlia Fiammetta conserva e gestisce ora il suo archivio completo, rimasto intatto nella sua casa.
La mostra Frank Horvat, promossa dalla Soprintendenza Speciale di Roma diretta da Daniela Porro, con l’organizzazione di Electa, è curata dallo Studio Horvat (Fiammetta Horvat e Mathilde Oudin) e Nunzio Giustozzi.
Accompagna l’esposizione il catalogo edito da Electa, che si apre con un sentito ricordo di Ferdinando Scianna.
Frank Horvat
- A cura di Studio Horvat e Nunzio Giustozzi
- Terme di Caracalla, viale delle Terme di Caracalla, 52 – Roma
- dall’11 settembre 2026 al 10 gennaio 2027
- 11/09-30/09 ore 9-19; 01/10-25/10 ore 9-18.30; 26/10-10/01 ore 9-16.30. Lunedì chiuso
- intero 10 euro, ridotto 4 euro
- soprintendenzaspecialeroma.it
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