Bologna
Dal 23 aprile al 27 settembre 2026
È arrivata negli spazi espositivi della Fondazione MAST la mostra Bernd & Hilla Becher. History of a Method. Della retrospettiva, esposta a Colonia fino al 1° febbraio 2026, vi abbiamo parlato in un articolo del 14 settembre 2025, di cui riporteremo parte del contenuto in questa pubblicazione.
I protagonisti della mostra, ça va sans dire, sono i coniugi tedeschi Bernd e Hilla Becher (1931–2007 / 1934–2015) che con il loro lavoro hanno segnato una svolta particolarmente significativa nell’approccio fotografico.
Dal 1959, la coppia si è dedicata – quasi ininterrottamente – per decenni a un’opera comune, incentrata su impianti e oggetti industriali prossimi alla demolizione e sviluppata in Germania, nei paesi del Benelux, nel Regno Unito, in Francia, Italia, Stati Uniti e Canada.
Chiunque mastichi un po’ di storia della fotografia saprebbe associare immediatamente il loro nome a espressioni come “sculture anonime”, “tipologie”, “scuola di Düsseldorf”, “fotografia oggettiva”.
Il metodo fotografico di Bernd e Hilla Becher
Ispirati allo studio sistematico e pseudo scientifico che aveva caratterizzato la produzione di fotografi come Karl Blossfeldt, Albert Renger-Platzsch e August Sander, Bernd e Hilla Becher hanno messo a punto un metodo fotografico rigoroso, teso alla documentazione oggettiva e alla rappresentazione meccanica.
Tale metodo prevedeva che tutte le loro fotografie scattate con macchine di grande formato a torri idriche, di raffreddamento o di estrazione, gasometri, altiforni, silos, capannoni e altri soggetti simili fossero in bianco e nero, nitide, bilanciate, realizzate in giornate di cielo coperto e uniforme.
Niente sole, niente contrasti, niente sfocature, nessun effetto artistico; niente distorsioni, niente linee cadenti, nessuna figura umana. Il fotografo doveva posizionarsi di fronte al soggetto da riprendere e quest’ultimo doveva essere del tutto decontestualizzato, per evitare distrazioni.
La mostra Bernd & Hilla Becher – History of a Method a Bologna
Attualmente – e fino al 27 settembre – le gallerie del MAST ospitano più di 350 fotografie originali in bianco e nero dei coniugi Becher, in una mostra che esplora come i loro approcci metodici siano emersi e come si siano evoluti, creando una grammatica visiva la cui influenza rimane palpabile nella fotografia contemporanea.
Le fotografie sono affiancate da un ampio corpus di materiali di approfondimento, tra cui disegni, libri e poster, che contribuiscono a restituire la complessità e la coerenza del loro metodo di lavoro.
Il percorso espositivo è articolato in dieci sezioni. Tra queste figurano i gruppi di fotografie basati sulla giustapposizione sistematica di immagini dello stesso soggetto ripreso da diversi punti di vista e a distanze comparabili. E ancora troviamo le celebri tipologie (gruppi di immagini composti da un minimo di nove a un massimo di ventiquattro fotografie organizzate in una griglia come risultato di un’analisi comparativa e di una classificazione delle forme e delle strutture degli edifici industriali), le varie rappresentazioni delle case a graticcio, o le sculture anonime.
Con oltre quaranta fotografie originali e testi scritti nel 1970, la sezione dedicata alle sculture anonime presenta un’ampia selezione delle immagini confluite nel volume Anonyme Skulpturen. Eine Typologie technischer Bauten, che trae origine dalla mostra Anonyme Skulpturen allestita nel 1969 alla Kunsthalle Düsseldorf, evento determinante per l’affermazione dell’opera dei Becher negli ambienti dell’arte minimalista e concettuale.
Un approfondimento è dedicato alle prime opere di Bernd Becher, formatosi come pittore decorativo e successivamente come grafico. Disegni e prime fotografie testimoniano il progressivo orientamento verso il mezzo fotografico, consolidato dopo i viaggi in Italia e Spagna e l’incontro con la futura moglie Hilla Wobeser.
La sezione che ripercorre la formazione di Hilla Becher, invece, parte dagli studi fotografici a Potsdam fino all’esperienza all’Accademia di belle arti di Düsseldorf, dove allestisce il primo laboratorio dedicato alla fotografia.
L’esposizione è ideata da Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur di Colonia in cooperazione con il Bernd & Hilla Becher Studio, Düsseldorf, ed è organizzata dalla Fondazione MAST. Le opere esposte provengono dal Bernd und Hilla Becher Archiv, conservato presso Die Photographische Sammlung/SK Stiftung Kultur di Colonia, e dal Bernd & Hilla Becher Studio di Düsseldorf, grazie al supporto di Max Becher e alla supervisione dell’Estate Bernd & Hilla Becher.
La mostra è accompagnata da un catalogo, pubblicato da Schirmer/Mosel Verlag in lingua tedesca e da un opuscolo, in lingua italiana e inglese, edito da Fondazione MAST.
La Scuola di fotografia di Düsseldorf
Il Foyer del MAST ospita anche un’esposizione dedicata ai fotografi della Scuola di fotografia di Düsseldorf, con opere provenienti dalla Collezione MAST, che mette in luce l’eredità e l’attualità del metodo dei Becher attraverso le ricerche delle generazioni successive.
La Scuola si è sviluppata attorno all’Accademia di Belle Arti di Düsseldorf, dove Bernd Becher ha insegnato fotografia dal 1976 al 1996, e all’atelier dei due artisti a Düsseldorf-Kaiserswerth, luogo di confronto e lavoro collettivo.
Nel Foyer sono esposte fotografie di alcuni tra i più noti allievi dei Becher, tra cui Salinas e Schiesser Diptycon di Andreas Gursky, Full Scale Mock Up 1, 2, 3 di Thomas Struth, opere dalle serie Machines e Photograms di Thomas Ruff e alcuni lavori di Tata Ronkholz.
Bernd & Hilla Becher. History of a Method
- A cura di Gabriele Conrath-Scholl, Max Becher e Urs Stahel
- Fondazione MAST, via Speranza, 42 – Bologna
- dal 23 aprile al 27 settembre 2026
- mar-dom 10-19. Lunedì chiuso
- ingresso gratuito
- mast.org
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