Il mercato delle gimbal camera compatte è stato fino a pochi mesi fa territorio esclusivo di DJI, che con la serie Osmo Pocket ha stabilito i parametri di riferimento per una categoria intera. Così Insta360, invece di costruire una risposta all’Osmo Pocket, si è mossa progettando qualcosa di più ambizioso. Due fotocamere, due sensori, un monitor rimovibile che diventa telecomando, e una serie di specifiche tecniche che in questo formato non si erano mai viste: ecco la Luna Ultra, di cui vi raccontiamo tutte le caratteristiche più interessanti in questo approfondimento.


Il sistema ottico a doppia fotocamera
Il modulo principale della Insta360 Luna Ultra è un grandangolo da 20mm equivalenti con apertura f/1,8 abbinato a un sensore CMOS da 1 pollice (la taglia più grande mai integrata in una gimbal camera di questo tipo). Il secondo modulo è un mediotele da 60mm equivalenti f/2 su sensore da 1/1.3 pollici. I due sistemi lavorano in modo indipendente, non condividono gli stessi elementi ottici, e la transizione tra l’uno e l’altro avviene automaticamente durante la zoomata: fino a 2x si utilizza il grandangolo, a 3x la fotocamera commuta sul mediotele per un vero zoom ottico. Da 3x a 6x il sistema ritaglia l’immagine sul sensore 8K del secondo modulo; oltre i 6x e fino a 12x interviene l’ingrandimento digitale, con conseguente calo progressivo della risoluzione.
Che differenza c’è tra un 20mm e un 240mm equivalenti? Esattamente quella che mostriamo in questo video, dove mettiamo a confronto la focale minima e quella massima della Luna Ultra. Il passaggio tra i due moduli — con sensori e ottiche fisicamente diversi — introduce una certa discrepanza qualitativa, che tuttavia resta piuttosto contenuta fino a quando la luce disponibile è sufficiente.
C’è però un aspetto da tenere ben presente nell’uso pratico: la commutazione tra le due fotocamere è percettibile. Quando si attraversa la soglia dei 3x l’inquadratura cambia visibilmente, sia in termini di parallasse che di caratteristiche qualitative dei due sensori. In più, chi si aspetta la continuità di un’ottica zoom tradizionale rimarrà deluso. La Luna Ultra va usata come se si avesse a disposizione un sistema a focali fisse — 20mm, 40mm, 60mm, 120mm, 240mm — piuttosto che uno zoom vero e proprio. La fluidità della zoomata, semplicemente, non è contemplata.
Il meglio e il peggio della Luna Ultra in condizioni di scarsa illuminazione: nella prima parte del filmato il modulo principale con sensore da 1 pollice a 20mm equivalenti — senza crop né interpolazioni — restituisce una qualità sorprendente per uno strumento di queste dimensioni. Nella seconda, la fotocamera spinta a 12x di ingrandimento: qui entra in gioco il sensore del secondo modulo, ritagliato e interpolato per mantenere il 4K, con un calo della qualità che è tanto inevitabile quanto evidente. Per apprezzare meglio il contenuto vi consigliamo di aprire il video su Youtube e di impostare la qualità dello streaming in 4K.





Il monitor rimovibile: la più interessante delle novità
La caratteristica più originale della Luna Ultra, tuttavia, la troviamo altrove: il pannello frontale, che ospita il monitor da 2 pollici, i comandi fisici e il microfono integrato, si stacca fisicamente dal corpo della fotocamera e funziona come monitor e telecomando remoto fino a 20 metri di distanza, con trasmissione video HD. Ha una propria batteria da 210mAh che si ricarica insieme alla batteria principale quando il pannello è agganciato al corpo, e un microfono integrato che porta il totale del sistema a quattro capsule auricolari.


In pratica, questo significa che è possibile posizionare la Luna su un treppiedi, allontanarsi di una ventina di metri e continuare a vedere la trasmissione video, controllare le impostazioni e registrare l’audio del parlato direttamente dallo schermo rimovibile. Da qui passa anche tutta la gestione della fotocamera: scorrendo nelle quattro direzioni si accede ad altrettanti menu (impostazioni generali dall’alto verso il basso, risoluzione e formati dal basso verso l’alto, impostazioni di scatto e modalità Pro da destra verso sinistra, revisione dei contenuti da sinistra verso destra). Lo schema è quello consolidato di molte action cam, ma le dimensioni ridotte dello schermo da 2 pollici rendono il tocco meno preciso di quanto si vorrebbe: non è raro dover ripetere un comando. Per le operazioni più raffinate è preferibile passare dall’app smartphone. Solo tramite app, tra l’altro, è disponibile l’istogramma, strumento di assistenza alla ripresa molto utile per chi riprende in I-Log.
I comandi fisici e il tracking AI
Passando dai controlli a sfioramento a quelli fisici, il joystick gestisce i movimenti del gimbal nelle quattro direzioni classiche. Un singolo clic sullo stesso comando attiva il Deep Tracking — il sistema di inseguimento del soggetto basato su AI — un doppio clic riporta la fotocamera in posizione frontale, un triplo clic la sposta in modalità selfie. Il Deep Tracking è probabilmente la funzione che più colpisce nell’uso pratico: si aggancia al soggetto selezionato e lo mantiene inquadrato e a fuoco con una tenacia e una fluidità che nei prodotti comparabili non si vedono spesso. Il gimbal compensa i movimenti del fotografo mantenendo il soggetto centrato fino ai limiti fisici della meccanica, con risultati che in condizioni normali sono piuttosto impressionanti.
Il Deep Tracking della Luna Ultra non si limita al riconoscimento della figura umana: può agganciarsi a qualsiasi soggetto indicato dal videomaker nell’inquadratura, che sia una persona o un oggetto. In questa clip tre esempi pratici: un soggetto umano molto vicino con tracking sulla testa, che obbliga il gimbal a movimenti rapidi e precisi per mantenerlo in campo (cosa che riesce a fare senza incertezze); un soggetto fermo davanti al quale è il videomaker a muoversi; e un classico inseguimento su un soggetto in movimento. Il tracking si attiva e si disattiva con un singolo clic del joystick: una delle funzioni più soddisfacenti della Luna Ultra, e tra le più affidabili che abbiamo provato in questa categoria.
Capacità video e foto
Entrambe le fotocamere registrano fino all’8K/30fps in H.265, con supporto per I-Log a 10 bit e Dolby Vision. Il 4K/120fps è disponibile con audio incorporato, il Full HD arriva invece fino a 240fps. La modalità Pure Video per la ripresa notturna è disponibile fino al 4K/60fps e produce risultati sorprendentemente nitidi con pochissima luce, ma non è combinabile con la registrazione in Log.
Sul fronte dei profili colore, la collaborazione con Leica si traduce in tre “look” certificati – Natural, Vivid e Chrome – che si affiancano ai classici preset cinematografici come Pos Film, Fresh e Cinematic. Per chi non intende passare per il grading, i profili Leica offrono già in ripresa una resa cromatica piuttosto riconoscibile; per chi lavora in I-Log, il punto di partenza è comunque solido, con una flessibilità in post che le gimbal camera precedenti di Insta360 non offrivano.
Per chi scatta foto la risoluzione massima è di 37MP (7040×5288 o 6144×6144), con supporto JPG+RAW e modalità panoramica fino a 200MP. È presente anche la funzione Live Frame, che memorizza alcuni istanti precedenti alla pressione del pulsante di scatto (utile per non perdere i momenti imprevedibili).
Un dettaglio da non sottovalutare: in condizioni di luce intensa il diaframma fisso diventa un limite concreto per chi fa video. E senza filtri ND nel kit base, gestire l’esposizione in pieno giorno richiede di alzare il tempo di otturazione contravvenendo alla regola dei 180 gradi dell’otturatore (utilizzata per ottenere un effetto mosso naturale e cinematografico). I filtri ND sono disponibili come accessorio separato e, per chi intende usare la Luna Ultra in modo serio, vanno considerati quasi obbligatori.


Registrazione audio: tre microfono sul corpo, uno sul telecomando
Con quattro microfoni complessivi – tre sul corpo principale, uno sul pannello rimovibile — la Luna Ultra offre una flessibilità di registrazione insolita per una gimbal camera. La qualità della cattura è buona nelle condizioni standard, con una soppressione del vento accettabile. Chi ha esigenze più elevate può tuttavia abbinare il sistema wireless Insta360 Mic Pro, innalzando la qualità audio del girato a un livello professionale, senza compromettere la compattezza del gimbal.
Una sequenza di clip realizzate durante la nostra prova sul campo con la Luna Ultra: ingrandimenti a confronto e alternanze dei due moduli, panoramiche con movimenti orizzontali e verticali del gimbal, riprese in movimento durante una camminata e situazioni di luce molto diverse tra loro, da quella forte di pieno giorno al controluce e alle tonalità calde del tramonto. Nel complesso, un prodotto che si fa apprezzare tanto per la qualità delle riprese quanto per la facilità con cui si riesce a gestire.
Autonomia e praticità di utilizzo
Anche sulla Luna Ultra – soluzione comune ad altre gimbal camera sul mercato – la batteria è integrata nell’impugnatura e non sostituibile. Insta360 dichiara 4 ore di autonomia, un dato che la nostra sessione di test, fatta di riprese 8K, slow motion, foto panoramiche e molto tempo trascorso nei menu, ha confermato come realistico per un uso vario. Vale però la pena segnalare che con un uso più intensivo dei soli 8K e slow motion l’autonomia può scendere sensibilmente, attestandosi intorno alle 2 ore: il dato reale, dunque, dipende molto dall’uso che si fa della fotocamera, e chi intende riprendere prevalentemente in alta risoluzione farà bene a tenere il cavo di ricarica a portata di mano. In ogni caso, la ricarica rapida che porta la batteria all’80% in circa 23 minuti è un plus di non poco conto.
Come ulteriore opzione per non rischiare di rimanere a secco con la batteria, nella confezione troviamo anche un modulo aggiuntivo che si aggancia alla base dell’impugnatura: aumenta l’autonomia grazie a un accumulatore di supporto al principale e porta con sé un piccolo treppiedi e la presa filettata.
Le dimensioni della Luna Ultra sono 52,4×169,9×38,5mm per 235 grammi. Non è un oggetto tascabile nel senso stretto del termine, ma entra comodamente in un marsupio o in una piccola borsa. La memoria interna è di 47GB, espandibile con microSD fino a 2TB.
Insta360 Luna Ultra: la resa alle alte sensibilità
In ultima analisi pubblichiamo un confronto diretto sulla tenuta agli alti ISO tra i due moduli della Insta360 Luna: su entrambi le sensibilità selezionabili spaziano da 100 a 6400 ISO, ma la differenza nella dimensione del sensore si fa sentire subito. Come c’era da aspettarsi, il modulo principale da 20mm equivalente – forte del suo sensore da 1 pollice – riesce a gestire il rumore in entrambe le sue componenti in maniera nettamente migliore quando i valori tendono ad avvicinarsi al fondo della scala, restituendo al tempo stesso un dettaglio fine e un potere risolvente ben superiori rispetto al modulo secondario da 60mm. Tutti i riquadri che vedete nell’immagine sono ingrandimenti al 100%.
Insta360 Luna Ultra: le conclusioni
La Luna Ultra è, al momento, la gimbal camera più avanzata e convincente che sia passata per la nostra redazione. Un giudizio che non esprimiamo con leggerezza, perché abbiamo già avuto tra le mani altri prodotti destinati a questo tipo di utilizzo dotati di sensore da 1 pollice, e non sempre quel sensore si è rivelato ottimizzato come converrebbe. Qui invece il modulo principale convince davvero: la qualità delle riprese, anche in condizioni di luce difficile, è ottima per uno strumento di queste dimensioni.
Il modulo secondario è sì inferiore per natura – sensore più piccolo, ottica diversa, interpolazione oltre i 6x – ma chi destina i propri contenuti ai social o alla fruizione su smartphone e tablet faticherà a cogliere queste differenze. Il consiglio è di non spingere troppo sugli ingrandimenti quando la luce inizia a scarseggiare.
Il Deep Track, proseguendo, ci ha stupito per efficacia e rapidità: aggancia il soggetto con una precisione che non ci aspettavamo, lo mantiene in campo anche con movimenti bruschi e si dimostra affidabile in un’ampia varietà di situazioni. Il telecomando rimovibile, infine, è un plus concreto non solo per il controllo a distanza, ma soprattutto perché il microfono integrato consente di registrare la propria voce in modo nitido e cristallino anche filmandosi da 20 metri di distanza.
L’autonomia è buona per un uso intensivo di una giornata, la ricarica rapida all’80% in circa 20 minuti riduce i tempi morti, e gli ingombri — per quello che la Luna Ultra offre — si fanno tollerare senza troppi rimpianti.
A trovare il pelo nell’uovo: la presa filettata da 1/4″ è disponibile solo nell’impugnatura aggiuntiva. Averla integrata nella base dell’impugnatura standard avrebbe facilitato l’utilizzo del dispositivo su un treppiedi.
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