Da diverso tempo GoPro non navigava in acque tranquille. Il marchio, che di fatto ha inventato il segmento delle action camera, aveva progressivamente perso terreno nei confronti dei concorrenti cinesi, Insta360 e DJI in primis, e ultimamente faticava a offrire prodotti in grado di stuzzicare nuovamente l’interesse degli utenti.
Anche l’ultimo lancio, quello delle GoPro Mission 1, caratterizzate anche dalla presenza di un’action camera molto particolare con un bocchettone per ottiche intercambiabili in formato Micro QuattroTerzi, non è riuscito a tradursi in un successo commerciale.
Da qualche tempo la stessa GoPro non aveva fatto segreto di essere in cerca di soluzioni finanziarie per sistemare i conti, per cui la notizia odierna non arriva inaspettata. La decisione è stata quella di fondersi con un’azienda statunitense che opera in molti settori legati alla gestione ottica, tra cui quello delle reti ottiche ad alta velocità per i data center e dei prodotti in campo militare. A svelarlo è un comunicato stampa pubblicato da GoPro sul proprio sito.
Arriva la fusione con Starman Optical
GoPro ha infatti annunciato un accordo definitivo di fusione con Starman Optical, società privata statunitense specializzata in fotonica e nella produzione di transceiver ottici, il tipo di componente che fa viaggiare i dati all’interno dei data center. L’operazione, del valore complessivo di 285 milioni di dollari, prevede che gli azionisti GoPro ricevano un pagamento pari a 1,14 dollari per azione, corrispondente a un premio del 29,5% rispetto all’ultima quotazione, mantenendo comunque circa il 10% delle quote della società risultante dalla fusione. Il dettaglio che più farà tirare un sospiro di sollievo ai vertici di San Mateo riguarda però il debito: i circa 92 milioni di dollari ancora a passivo nel bilancio GoPro verranno ripagati integralmente alla chiusura dell’operazione, portando in dote un bilancio sostanzialmente privo di passività. GoPro resterà quotata al Nasdaq, mentre l’operazione, già approvata dai board di entrambe le società, dovrebbe chiudersi entro la fine del 2026, subordinatamente al via libera di azionisti e authority regolatorie.
Fotocamere sì, ma il baricentro si sposta altrove
Sul fronte prodotto, GoPro ha assicurato che continuerà a supportare la gamma esistente, l’abbonamento e la piattaforma cloud. Ma è altrettanto chiaro dalle parole scelte nel comunicato che il centro di gravità dell’azienda si sposta con decisione verso tutt’altro. Il know-how ottico e il portafoglio di oltre 2.500 brevetti statunitensi maturati in 24 anni di storia verranno infatti messi al servizio dell’infrastruttura AI, della difesa, della robotica e dell’aerospazio, in un’operazione che punta esplicitamente sulla produzione interamente made in USA. Non a caso Nick Woodman, fondatore e CEO di GoPro, ha parlato di una crescita “nei mercati consumer, commerciale e della difesa come leader americano nelle soluzioni di imaging e ottica“, mentre Charles Tebele, CEO di Starman Holding, ha sottolineato come la combinazione tra la proprietà intellettuale di GoPro e le capacità produttive di Starman crei “un’opportunità unica per riportare negli Stati Uniti la produzione di componenti critici“.
Fonte: GoPro
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