I reparti marketing dei marchi cinesi di smartphone negli ultimi tempi ci stanno provando senza sosta: vogliono convincerci che non ci serve più una macchina fotografica, ma che ci può bastare uno smartphone per tutte le esigenze di ripresa. Quattro fotocamere posteriori, uno o più sensori da 200 megapixel, moduli con focali equivalenti che superano i 200mm, con i supergrandangolari ormai consueti. In più la tendenza degli ultimi mesi è quella di aggiungere teleconverter al pacchetto, con la possibilità di allungare la focale equivalente fino a 400mm.
Oppo vede lungo con il suo Find X9 Ultra
Recentissima proposta del mercato è il nuovo Oppo Find X9 Ultra, un cameraphone che si fregia di una delle fotocamere integrate dalla focale più lunga, visto che il modulo 10x con sensore da 50 megapixel arriva a 230mm equivalenti. Non solo, anche questo modello è compatibile con un aggiuntivo ottico, un teleconverter che, se montato sulla fotocamera 3x da 200 megapixel, arriva a 300mm di focale.
Si potrebbe pensare che tutti in Oppo siano concordi con i vari proclami altisonanti del marketing, per cui è possibile sostituire in toto una fotocamera con un cameraphone, ma – un po’ a sorpresa – gli stessi responsabili della divisione Imaging del marchio hanno rivelato di avere un’opinione leggermente diversa.
Smartphone e fotocamere: hanno ancora ambiti di utilizzo differenti
A questo proposito è molto interessante il pensiero di Simon Liu, che sul biglietto da visita porta la carica di Director of Imaging Technology di Oppo. In una tavola rotonda organizzata dal marchio cinese e da Designboom nella cornice della Milano Design Week, a Liu è stato chiesto se un cameraphone evoluto possa sostituire totalmente una fotocamera.
La risposta secca è stata: “No, non penso che uno smartphone possa sostituire una fotocamera“. Parole che hanno lasciato interdetta anche la persona che stava conducendo la discussione, che si è affrettata a incalzare l’ospite con un “Please, elaborate“, invitandolo a spiegarsi meglio.
“Parliamo di due oggetti diversi: le fotocamere stanno dalla parte della fisica, dell’ottica, gli smartphone si affidano maggiormente alle capacità computazionali. In alcuni ambiti uno smartphone non potrà mai ottenere i risultati di una macchina fotografica; d’altra parte oggi in alcuni campi uno smartphone permette di riprendere meglio di una fotocamera“. Il concetto è chiaro: la fisica non fa sconti e certi risultati ottenibili con ampi sensori e ottiche luminose (o specialistiche) non sono alla portata di uno smartphone. Il rovescio della medaglia è però anche che in alcuni contesti, grazie alla capacità di calcolo a bordo, gli smartphone permettono scatti quasi impossibili a una fotocamera. Uno degli esempi sono le foto notturne a mano libera, dove la super stabilizzazione e il processo multi frame (che somma una serie di brevi scatti per ottenere l’esposizione finale di diversi secondi) fanno ottenere immagini che richiederebbero, con una normale macchina fotografica, un treppiedi.
“Gli smartphone hanno sicuramente abbassato l’asticella, la soglia d’ingresso. Oggi permettono a tutti di produrre contenuti di alta qualità in modo molto semplice. Hanno allargato la platea di quelli che possono raccontare una storia tramite le immagini“. Simon Liu ha poi sottolineato un altro punto di forza degli smartphone, a suo vedere: la possibilità di registrare ricordi di alta qualità, che possiamo tenere sul nostro telefonino e riguardare ogni volta che vogliamo (anche magari in quei piccoli momenti di attesa che contraddistinguono le nostre giornate), oppure da condividere in modo molto immediato con gli amici.
Anche sul fronte della post produzione l’opinione di Liu è simile. “Oggi la potenza di calcolo di uno smartphone mi permette di effettuare in modo molto semplice degli interventi di post produzione sulle mie immagini, che una volta avrebbero chiesto ore di lavoro sul PC. Un esempio è la rimozione dei soggetti o degli oggetti indesiderati dalle nostre foto. D’altro canto oggi ci sono ancora alcuni interventi che è possibile fare solo su uno schermo più ampio come quello di un computer“.
La tavola rotonda di Oppo ci lascia quindi con una speranza: chi sviluppa i prodotti è ben conscio della differenza tra una macchina fotografica con ampio sensore (e ottiche di qualità) e uno smartphone, pur – naturalmente – mettendo in luce le potenzialità di quest’ultimo. Discorso diverso per quelli che gestiscono il marketing…
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