Nel cuore della valle del Río Hurtado, in Cile, presso l’Osservatorio El Sauce, è in fase di completamento quella che può essere definita la più imponente struttura ottica “all-lens” mai concepita: il MOTHRA (Massive Optical Telephoto Hyperspectral Robotic Array). Questo ambizioso progetto astronomico non si affida a specchi giganti, ma alla visione di 1.140 obiettivi Canon EF 400mm f/2.8L IS, disposti in gruppi di 38 fotocamere su 30 montature differenti.
L’idea alla base di MOTHRA è quella di sommare la capacità di raccolta della luce di centinaia di ottiche fotografiche di altissima qualità per ottenere prestazioni equivalenti a quelle di un unico obiettivo da 4,7 metri. Questa configurazione è stata progettata per rilevare le emissioni luminose più deboli dell’Universo, in particolare il gas ionizzato diffuso che si trova tra le galassie.
La scelta degli obiettivi Canon EF 400mm f/2.8L IS non è casuale: i ricercatori hanno citato le prestazioni ottiche superbe e l’efficacia dei trattamenti antiriflesso come fattori determinanti. È interessante notare la preferenza per la versione EF rispetto alla più recente serie RF; tale decisione tecnica è dettata dal tiraggio dell’innesto EF, che permette l’integrazione di accessori specifici necessari per le rilevazioni astronomiche.
Ottiche Canon e sensori Sony
Ogni singolo obiettivo del network lavora in sinergia con camere Apx26 o Apx60, equipaggiate con sensori CMOS Sony IMX571 e IMX455. Questa combinazione tra ottiche nate per il mondo dei professionisti dell’immagine e sensori di ultima generazione permette a MOTHRA di mappare la cosiddetta “ragnatela cosmica” (cosmic web), una struttura teorica di materia oscura che collega le galassie e funge da motore per la crescita e la trasformazione.
MOTHRA rappresenta l’evoluzione su vasta scala del precedente Dragonfly Telephoto Array, situato nel New Mexico, che inizialmente utilizzava solo 3 ottiche, crescendo poi fino a 48 nel 2021. I padri del progetto, gli astronomi Pieter van Dokkum (Yale) e Roberto Abraham (Università di Toronto), hanno determinato che per osservare direttamente il gas ionizzato e mappare la materia oscura fosse necessario un incremento di potenza di circa dieci volte rispetto alle strumentazioni precedenti.
Nonostante la costruzione sia iniziata solo nel gennaio 2026, il sistema ha già cominciato a fornire immagini di straordinario valore scientifico e visivo. Tra queste, spiccano le osservazioni della galassia NGC 253 e della nebulosa RCW 114 (Dragon’s Heart Nebula).
Sebbene la struttura sia attualmente parzialmente operativa, il team prevede che l’intero array sarà completato e pienamente funzionale entro la fine del 2026. MOTHRA promette di trasformare decenni di teorie in immagini concrete, sfruttando i progressi nell’ottica commerciale e la potenza di calcolo per guardare l’Universo in un modo completamente nuovo.
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