Era il 1949, sessantuno anni prima della nascita di Instagram. Walter Chandoha, reduce dalla Seconda Guerra Mondiale, frequentava la facoltà di marketing della New York University. Una sera, di rientro al suo appartamento nel Queens nel bel mezzo di una tempesta di neve, incontrò un piccolo gatto grigio infreddolito e non esitò a portarlo a casa con sé. Poche ore dopo il gattino sfrecciava inarrestabile tra le stanze dell’appartamento: Chandoha e la moglie scelsero di chiamarlo Loco.
Walter Chandoha (1920-2019) era cresciuto masticando fotografia, era stato fotografo di guerra e una volta tornato a casa – nel 1946 – aveva iniziato a sfruttare il tempo libero per fotografare scene di vita quotidiana a New York. Per lui fu naturale, dunque, puntare la fotocamera sul nuovo amico a quattro zampe la prima volta che lo sorprese intento a fronteggiare il proprio riflesso in uno specchio poggiato a terra.
Il padre della fotografia felina
Loco fu la miccia che accese una duratura ed esplosiva carriera fotografica, trasformando Chandoha nel più famoso fotografo di gatti del suo tempo… un tempo in cui l’arrivo dei social media era ancora piuttosto insospettabile.
Senza hashtag, senza reel e senza stories, il fotografo conquistò rapidamente le riviste illustrate di tutto il mondo e divenne tanto popolare da essere spesso descritto come il padre della fotografia felina moderna. Scattando inizialmente con una Rolleiflex, poi con una Graflex e successivamente con una Hasselblad, Chandoha realizzò ben 90.000 fotografie di gatti, il più delle volte assistito dalla moglie, Maria. Le sue foto finirono ovunque, illustrando persino cartoline, puzzle e confezioni di cibo per gatti.
Damiani Books ha pubblicato quest’anno “Walter Chandoha: Family Cats From the Archive 1949-1962”, una splendida raccolta di fotografie in gran parte inedite. Si tratta di immagini affascinanti, eleganti e sorprendentemente contemporanee, capaci di offrire anche uno sguardo intimo sulla vita quotidiana nella New York anni ’50: dagli appartamenti della famiglia nel Queens alle strade di quartiere ormai quasi scomparse.
Le cinquantacinque immagini in bianco e nero pubblicate nel libro lasciano trasparire pazienza, empatia e una straordinaria preparazione tecnica. I soggetti sono trovatelli che Chandoha adottava tramite la Humane League del Greenwich Village e che distraeva con piume d’uccello o altri accessori utili a ottenere le pose desiderate. Alternando scene all’aria aperta e ritratti in studio, il fotografo era in grado di lavorare bene sia in luce naturale, sia con complessi schemi di luce artificiale, che sfruttava per mettere in risalto ogni piccolo dettaglio dei suoi affascinanti “modelli”.
Walter Chandoha: guardare i gatti negli occhi
Intuito il ruolo fondamentale del punto di ripresa, Chandoha posizionava quasi sempre la fotocamera all’altezza dei gatti che intendeva ritrarre. Così facendo evitava schiacciamenti prospettici, creava un contatto visivo particolarmente efficace e amplificava la personalità di ciascun individuo.
Il libro presenta una prefazione di Grace Coddington – unica pagina di testo del volume – affiancata da un’illustrazione che raffigura Chandoha, realizzata dalla stessa Coddington, amante dei gatti da sempre.
Teneri, buffi, divertenti e fieri, i gatti di Chandoha regalano al lettore un piacevole salto indietro nel tempo, facendogli apprezzare il talento e la creatività di un autore appassionato e sorprendentemente sensibile, che – per la cronaca – su Instagram ci è finito comunque e ha portato a casa 25,9K follower.

Titolo Walter Chandoha: Family Cats From the Archive 1949-1962
Prefazione di Grace Coddington
Formato 17 x 22cm
Pagine 48
Illustrazioni 55 in bianco e nero
Prezzo 18 euro
Lingua inglese
Data pubblicazione primavera 2026
ISBN 9788862088589
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