Bristol (Regno Unito)
Dal 17 settembre al 20 dicembre 2026
Il curatore Isaac Blease ha selezionato più di 5.000 stampe dalla collezione della Martin Parr Foundation. Si tratta di fotografie che coprono un arco temporale di oltre ottant’anni ritraendo la Gran Bretagna dal dopoguerra ai giorni nostri e che sono legate da un leitmotiv: il complesso rapporto tra il gotico e la fotografia documentaria britannica. Le immagini faranno parte della mostra Dark Tales, in programma dal 17 settembre al 20 dicembre presso la sede stessa della Martin Parr Foundation, a Bristol (Regno Unito).
Gli scatti dell’esposizione ritraggono il declino delle potenze industriali, scene domestiche claustrofobiche e minacciose attività notturne, e includono opere di Kjell-Åke Andersson, Bill Brandt, Anna Fox, Robert Frank, Don McCullin, Lee Miller, John Myers e Akihiko Okamura, solo per citarne alcuni.
Dark Tales include una selezione di immagini celebri e alcune fotografie meno conosciute, che lasciano emergere una narrazione giocosa e al tempo stesso inquietante. La mostra si focalizza sul ruolo svolto dalla fotografia nella visualizzazione di emozioni quali paura e fascino, amplificando il principio gotico secondo cui l’orrore prospera in prossimità di ciò che ci è familiare.
Il lato oscuro della fotografia
“Fin dalle sue origini”, dichiara Isaac Blease “la fotografia è stata un mezzo utilizzato per documentare le questioni controverse, politiche, morali e sociali che hanno sconvolto il mondo moderno: una certa oscurità pervade la sua storia. Così come gli autori gotici del XVIII e XIX secolo trasmettevano le loro ansie attraverso la narrativa, i fotografi hanno rispecchiato l’oscurità dei loro tempi attraverso immagini del mondo reale, creando opere d’arte che suscitano in noi un senso di terrore misto a meraviglia”.
Il curatore prosegue sottolineando che l’interesse per il gotico riemerge nei periodi di incertezza, e che la stessa fotografia documentaria sta attraversando un momento buio, in cui il suo scopo e il suo ruolo vengono messi in discussione, mentre il pubblico perde fiducia nei confronti dei fotografi per via della pericolosa intrusione dell’Intelligenza artificiale.
I capitoli enigmatici della mostra Dark Tales
La mostra è suddivisa in quattro capitoli dai titoli enigmatici: Il Castello, Felicità domestica, Doppio sguardo e Creature della notte. Le rappresentazioni dell’industria pesante di Kjell-Åke Andersson e Janine Wiedel rivelano la fragilità umana di fronte ai ritmi della produzione. In Felicità domestica, l’opera di Anna Fox intitolata Pete’s Food and Flowers offre un ritratto silenzioso ma toccante del disturbo da stress post-traumatico in ambito familiare, mentre le fotografie di Derek Ridgers della serata al Batcave Club, nel capitolo Creature della notte, immortalano uno dei luoghi di nascita della cultura gotica britannica.
È doveroso precisare che alcuni autori presenti in mostra operano saldamente all’interno della tradizione documentaria, mentre altri contestano e sovvertono attivamente le norme del genere. Uno degli obiettivi principali di questa mostra, in ogni caso, è privilegiare una ricerca visiva che evochi una precisa atmosfera.
In occasione della mostra Dark Tales: British Documentary Photography and the Gothic, la Martin Parr Foundation collabora con il vicino cimitero di Arnos Vale per presentare Darkroom di Michel Campeau nella cripta della cappella anglicana, anch’essa in mostra dal 17 settembre al 20 dicembre. In questo lavoro, le fotografie di grande formato di Campeau riflettono sulla mortalità del mezzo fotografico attraverso le sue rappresentazioni intime di camere oscure analogiche. Sia Dark Tales, sia Darkroom fanno parte del programma del Bristol Photo Festival 2026.
Dark Tales: British Documentary Photography and the Gothic
- A cura di Isaac Blease
- Martin Parr Foundation, 316 Paintworks, Bristol (Regno Unito)
- dal 17 settembre al 20 dicembre 2026
- gio-dom 10-17
- ingresso gratuito
- martinparrfoundation.org
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