Nella giornata della presentazione della nuova mirrorless full frame Eos R8 Mark II, Canon Italia ha organizzato un incontro con i giornalisti per raccontare meglio questo nuovo modello, molto importante all’interno della gamma del produttore giapponese. All’incontro ha parlato anche Giuseppe D’Amelio, Country Director di Canon Italia, il quale ci ha riportato un dato interessante: in Europa, l’Italia è il paese con la più grande base attiva di utenti reflex. Visto che una buona parte di essi è già canonista, la missione di Canon Italia è quindi quella di favorirne il travaso verso il mondo mirrorless e la nuova Canon R8 Eos Mark II vuole essere un tassello fondamentale di questo percorso.
Per fare in modo che possa esserlo, i tecnici Canon hanno ascoltato le richieste degli utenti e corretto alcuni dei difetti di gioventù del primo modello, pur cercando di mantenere un confine abbastanza netto con la serie R6 – almeno con l’ultimo e più attuale modello R6 Mark III – considerata tuttora di fascia superiore.
Le due caratteristiche che balzano subito all’occhio guardando la scheda tecnica sono la presenza – finalmente – di uno stabilizzatore sul sensore e sul retro, dal punto di vista dell’interfaccia, l’arrivo del joystick multicontroller. Il tutto in un corpo profondamente ridisegnato dal punto di vista estetico, con più netti richiami al passato delle reflex Canon analogiche. Vuol essere un omaggio al passato, oltre che un aiuto nell’ergonomia della macchina, la nuova impugnatura EG-E2 che, una volta montata, richiama il taglio nella zona inferiore della mitica EOS 650. Si tratta di un’impugnatura aggiuntiva a soli fini ergonomici che non integra né batteria né connettori. Grazie a un sistema a sportello, però, permette almeno l’accesso al vano batteria della fotocamera senza doverla svitare ogni volta.
Cambia anche la finitura dell’impugnatura, più “moderna” nello stile e nell’efficacia della presa: quest’ultima beneficia anche di una bugna più pronunciata, studiata per favorire l’uso della fotocamera anche con una mano sola. A questo proposito, Canon ha anche ridisegnato la struttura dei tasti e dei comandi, spostando il vecchio commutatore foto/video alla destra del mirino, a portata di pollice, e integrandolo nel comando di accensione della fotocamera.
La modifica dell’impostazione strutturale della fotocamera ha interessato anche un altro dei punti critici segnalati dagli utenti in questi anni. Molti, infatti, non gradivano il fatto di dover aprire il vano batteria per accedere alla scheda di memoria. Gli ingegneri Canon hanno ascoltato anche questa esigenza, separando i due vani e spostando nell’impugnatura lo slot per la singola scheda di memoria SD. Maneggiando la fotocamera durante il primo contatto abbiamo notato come lo sportellino del vano batteria sia rimasto comunque ampio, a prima vista quasi sovradimensionato rispetto alle esigenze dell’accumulatore interno che rimane lo stesso del modello precedente, ossia la piccola batteria LP-E17 che equipaggia anche i modelli APS-C e che ora dovrà alimentare anche lo stabilizzatore. A questo proposito il dato dell’autonomia dichiarata vede un netto calo rispetto al modello precedente, passando da 340 a 220 scatti secondo gli standard CIPA.
Dall’altro lato, il vano per la scheda di memoria nell’impugnatura è sicuramente più comodo, anche se sull’esemplare che abbiamo avuto a disposizione – che, sottolineiamo, era di pre-produzione e quindi potrebbe differire in alcuni particolari da quello definitivo – ci è sembrato un po’ “plasticoso” per il blasone di una fotocamera full frame.
Non sono cambiati né lo schermo orientabile (3 pollici, 1,62 milioni di punti), né il mirino OLED da 2,36 milioni di punti con ingrandimento 0,70x. Quest’ultimo è forse una delle cose che ancora maggiormente differenzia la R8 dalla serie R6, e lo scarto tra le due fotocamere è subito evidente quando si appoggia l’occhio al mirino dell’ultima arrivata. Altri aggiornamenti hanno invece interessato la connessione Bluetooth per favorire un download più veloce delle foto dalla fotocamera verso lo smartphone o il tablet.
La nuova Canon EOS R8 Mark II ha visto un profondo aggiornamento anche sul fronte dell’autofocus, che rimane il sistema Dual Pixel CMOS AF II, ma che è stato reso più robusto nella rilevazione delle persone e nell’inseguimento basato sul riconoscimento di occhi, volto, testa e corpo. Tra i soggetti riconosciuti troviamo anche gli animali (cani, gatti, uccelli e cavalli) e i veicoli, tra cui auto, moto, aerei e treni. I tecnici Canon sono riusciti anche a spremere un po’ di sensibilità in più dal sistema autofocus, portando il limite dichiarato di luminosità entro cui quest’ultimo riesce a lavorare a -7,5 EV. Sul modello precedente era di -6,5. Il dato è interessante in quanto dovrebbe garantire una messa a fuoco efficace anche in condizioni di non perfetta illuminazione con le ottiche di gamma amatoriale o prosumer, quindi non troppo luminose, soprattutto se parliamo degli zoom dal prezzo più accessibile.
Non ci sono cambiamenti a livello di otturatore, privo della prima tendina meccanica, che permette di scattare a 40 fps con otturatore elettronico e a 6 fps con prima tendina elettronica. Utilizzando la prima tendina elettronica è possibile scattare con in sincro flash fino a 1/200s (1/250s sfruttando la modalità priorità velocità sincronizzazione attivata utilizzando Speedlite compatibili). Sul fronte della raffica, la nuova Canon Eos R8 Mark II prende in prestito una funzione dai modelli di fascia superiore, ossia il prescatto continuo in modalità H+. Questo permette di registrare circa mezzo secondo prima della pressione completa del pulsante di scatto, memorizzando fino a 20 fotogrammi precedenti allo scatto.
Per quanto riguarda le novità introdotte per rendere più semplice l’utilizzo della fotocamera e ridurre la necessità della post-produzione, troviamo alcuni nuovi filtri colore Filmtone. Ora sono sedici in tutto e all’interno della lista, accanto a quelli che mimano la resa di pellicole positive e negative, fa la sua comparsa anche un filtro dedicato alla fotografia notturna studiato per ottimizzare la resa delle luci nella fotografia urbana al calare delle tenebre. I filtri sono utilizzabili sia in ambito fotografico sia durante la ripresa dei filmati.
A proposito di Filmtone, la Canon Eos R8 Mark II vuole strizzare l’occhio anche ai content creator e permette di registrare video 4K UHD fino a 60fps con segnale sovracampionato dal 6K. Scendendo di risoluzione in Full HD si può arrivare fino a 180 fps senza crop dell’immagine. Sono molti i formati registrabili, compreso il Canon Log 3. Anche qui troviamo una nuova funzione che punta a facilitare il lavoro in post-produzione: la defocus video transition, che permette con la semplice pressione di un tasto, di mandare fuori fuoco le immagini a una velocità controllata e personalizzabile dall’utente, ad esempio per ottenere in modo semplice una transizione con sfocatura alla conclusione di una clip.
Dual Pixel 3D: dati di profondità da un singolo scatto
Una parte importante della presentazione del nuovo modello è stata dedicata al sistema Dual Pixel 3D, novità introdotta proprio con questa fotocamera. Questo sistema sfrutta la struttura del sensore Dual Pixel, in cui ogni singolo pixel è spezzato in due, per creare una mappa di profondità. Se in passato alcune delle fotocamere di casa Canon potevano registrare i dati di distanza tramite la tecnologia Dual Pixel RAW, la nuova Canon EOS R8 Mark II è la prima che riesce a integrare questi dati anche all’interno di un file JPEG, semplificando il flusso di lavoro.
Grazie a un software che verrà reso disponibile a partire da ottobre assieme all’inizio della vendita della nuova fotocamera, sarà possibile trasformare uno scatto bidimensionale JPEG in un oggetto tridimensionale in formato OBJ o GLB, dal quale sarà possibile anche creare un breve video MP4 con il movimento tridimensionale del soggetto. Lo stesso software potrà essere utilizzato anche con la tecnologia Dual Pixel RAW delle fotocamere che ne sono dotate. A questo proposito, Canon ha già annunciato che, tramite aggiornamenti firmware, verrà portata anche su questi modelli la possibilità di memorizzare i dati di profondità all’interno di un singolo file JPEG.
Si tratta di una funzionalità che potrebbe risultare molto interessante in alcuni ambiti specifici, quali la fotografia di prodotto o la creazione di cataloghi multimediali. Con un singolo scatto sarà infatti possibile ottenere foto di oggetti tridimensionali e ruotabili nello spazio, nonché osservabili da diversi punti di vista. Questa tecnologia, a differenza di alcune implementazioni che tramite l’intelligenza artificiale ricostruiscono quello che non c’è nelle immagini, sfrutta solo i dati ripresi dalla foto. Per cui Canon ha già mostrato una serie di buone pratiche da rispettare affinché l’effetto tridimensionale ottenuto dal singolo scatto possa essere massimizzato, come potete vedere nel video incorporato qui sopra. Nota importante: il software Dual Pixel 3D inizialmente sarà reso disponibile solo per piattaforme Windows e al momento Canon non ha rilasciato dettagli sul possibile arrivo anche della versione per macOS.
Abbiamo domandato se i dati di profondità dell’immagine siano leggibili anche da software di terze parti, ad esempio quelli di fotoritocco, per la creazione di maschere, ma al momento sono visibili solo all’interno dell’ecosistema Canon.
Canon Eos R8 Mark II: come si posiziona nella gamma?
Naturalmente la domanda che tutti si pongono è: come si posiziona la nuova Canon EOS R8 Mark II all’interno della gamma del produttore nipponico? Partiamo naturalmente dal prezzo: la Canon Eos R8 Mark II arriverà nei negozi a partire dalla seconda metà di ottobre 2026 al prezzo di 1.889 euro per il solo corpo, mentre la versione in kit con l’obiettivo RF 24-105mm f/4-7,1 IS STM sarà proposta a 2.309 euro. L’impugnatura aggiuntiva sarà acquistabile separatamente a 99 euro.
I più attenti avranno sicuramente notato che, rispetto al primo modello, è cambiata l’ottica fornita in kit. Rispetto al 24-50mm, Canon ha optato per un più flessibile 24-105mm, con l’obiettivo dichiarato di attirare un maggior numero di fotografi, anche dal mondo reflex, con quella che per Canon è una focale storica, sebbene in questo caso declinata con un obiettivo non ad apertura costante, per questioni di ingombri e pesi.
Peso e ingombri sono stati uno degli aspetti su cui si è focalizzata maggiormente la presentazione di Canon Italia, soprattutto quando si è andati a fare un confronto con gli altri modelli attualmente in gamma. La nuova Canon Eos R8 Mark II, infatti, va a posizionarsi tra la R8 prima serie, che rimane a listino e vede importanti sconti rispetto al prezzo di lancio, e la Canon Eos R6 Mark II. Completano il portafoglio ideale con cui Canon vuole andare ad attirare questa fascia di clienti, da un lato l’APS-C Eos R100 e dall’altro, per i più esigenti, la Eos R6 Mark III.
Nel caso del confronto tra R8 e R8 Mark II le cose sono abbastanza semplici. Il primo modello è sceso a 1.489,99 euro contro i 1.889,99 euro della nuova arrivata. I 400 euro di differenza sono giustificati dalla presenza dello stabilizzatore, dalle innovazioni sul fronte dell’autofocus e dalla funzionalità di prescatto. Ma sicuramente il taglio di prezzo potrebbe rendere il primo modello interessante per molti e per Canon rappresenta la possibilità di avere una strategia molto aggressiva dal punto di vista del prezzo sul formato full frame.
La Canon R6 Mark III rimane una fotocamera che gioca, secondo noi, su una fascia differente per tutta una serie di caratteristiche, tra cui anche il sensore a maggiore risoluzione. La partita si fa serrata quando invece andiamo ad analizzare la nuova Canon Eos R8 Mark II e la R6 Mark II, che, e questo viene confermato direttamente anche da Canon, condividono lo stesso sensore da 24,2 megapixel. Parlando di listino Canon, la Eos R6 Mark II è posizionata più in alto a 2.199,99 euro solo corpo, sebbene parlando di street price spesso la si trova in offerta e l’abbiamo vista anche a circa lo stesso prezzo della nuova R8 Mark II.
Ci sono differenze importanti tra i due modelli, ma l’intervallo temporale che ha visto i due lanci permette comunque alla R8 Mark II di avere qualche carta da giocare. Sicuramente la Canon Eos R6 Mark II vince sul fronte dell’autonomia, perché ha la batteria delle fotocamere di fascia superiore, sulla flessibilità di scatto, avendo il doppio slot per le schede SD e un buffer di memoria decisamente più ampio, e offre anche un mirino di livello superiore.
| Specifiche | Canon Eos R8 | Canon Eos R8 Mark II | Canon Eos R6 Mark II |
|---|---|---|---|
| Sensore | full frame da 24,2MP | full frame da 24,2MP (derivato dalla R6 Mark II) | full frame da 24,2MP |
| Stabilizzazione IBIS | assente | fino a 7,5 stop | fino a 8 stop con ottiche IS |
| Struttura | protezione base da polvere e umidità | struttura tropicalizzata | corpo sigillato dalle intemperie |
| Otturatore | prima tendina elettronica | prima tendina elettronica | meccanica + elettronica |
| Raffica | 40fps (elettronico), 6fps (prima tendina) | 40fps (elettronico), 6fps (prima tendina), pre-scatto 20 fotogrammi | 40fps elettronico, 12fps meccanico |
| Sensibilità AF | EV -6,5 | EV -7,5 | EV -6,5 |
| Inseguimento AF | Persone, Animali, Veicoli | Deep Learning + Priorità Persone e AF Animali avanzato | Persone, Animali, Veicoli (Deep Learning) |
| Controlli Fisici | Ghiera multifunzione, senza joystick | Joystick posteriore dedicato | Joystick posteriore dedicato |
| Frequenza Video Max | 4K/60p / Full HD 180p | 4K/60p (sovracampionato da 6K) / Full HD 180p con modalità S&F | 4K/60p (sovracampionato da 6K) / Full HD 180p |
| Profili Colore / LUT | Canon Log 3, HDR PQ | Canon Log 3, 709, PQ, HLG + LUT e Filtri scaricabili | Canon Log 3, HDR PQ |
| Peso (solo corpo) | circa 414g | circa 500g | circa 670g |
| Dimensioni | 132,5×86,1×70mm | 131,5×90×80mm | 138×98×88mm |
| Prezzo al lancio | 1.819 euro solo corpo (attuale 1.489) | 1.889 euro solo corpo, 2.309 in kit con 24-105mm F4-7,1 | 2.990 euro solo corpo (attuale 2.199) |
Dalla sua, sebbene sia ingrassata rispetto al vecchio modello per la presenza soprattutto dello stabilizzatore, la Canon Eos R8 Mark II è molto più leggera della R6 II, con circa 170 grammi di differenza tra le due. Come abbiamo visto, poi, la nuova arrivata si gioca un EV di vantaggio sui livelli di luce a cui lavora la messa a fuoco, visto che arriva a -7,5 EV contro i -6,5 della R8 primo modello e della R6 Mark II. Per chi non ha intenzione fin da subito di investire su ottiche luminose, in condizioni di scarsa illuminazione potrebbe essere un vantaggio da non trascurare. Immaginiamo, come conferma anche la scelta di Canon per l’ottica kit RF 24-105mm, che l’utenza che sceglierà questa fotocamera potrebbe optare molto spesso per degli zoom anche spinti ma poco luminosi per non esagerare sul fronte del budget. Inoltre la nuova Eos R8 Mark II prende in prestito da alcuni degli ultimi modelli di fascia superiore la possibilità di memorizzare fino a 10 persone e dare a esse la priorità nella messa a fuoco.
Sul fronte dell’ergonomia, la presenza del joystick multicontroller di fatto azzera quella che invece, con la prima R8, era una differenza importante, mentre resta ancora un certo divario con la R6 visto che questa serie abbina al multivia sul dorso anche una ghiera girevole. Stessa sorte analizzando l’otturatore: sulla R8 Mark II è con prima tendina elettronica e raffica fino a 6 fps (esattamente come il primo modello), mentre la Canon Eos R6 Mark II offre un otturatore meccanico completo e con esso può lavorare con una raffica a 12 fps. Entrambe scattano a 40fps con otturatore elettronico attivo, ma in questo caso a fare la differenza è la profondità del buffer di memoria, decisamente più contenuta sulla R8 Mark II.
Sul fronte video, di base le caratteristiche sono equivalenti, potendo registrare il 4K a 60p e il Full HD a 180 fps (il 6K interno è appannaggio solo della R6 Mark III). Quello che cambia sono alcuni strumenti aggiuntivi che mette a disposizione la R6 Mark II, utili per un utilizzo più professionale, ad esempio la possibilità di girare su registratore esterno video ProRes RAW 6K e di avere registrazioni video proxy simultanee grazie al doppio slot per le schede di memoria.
Nella strategia di Canon, quindi, la prima R8 diventa il gradino d’ingresso da utilizzare anche con la leva dei prezzi promozionali. La nuova R8 Mark II, invece, diventa la full frame leggera per quegli amatori evoluti che vogliono portare in viaggio un modello con prestazioni di fascia media, senza appesantire troppo lo zaino o la borsa, mentre la R6 Mark II resta una fotocamera sotto diversi aspetti più completa, ma anche più pesante e voluminosa.
Canon Eos R8 Mark II: come va alle alte sensibilità ISO
Come da nostra recente abitudine, mostriamo la serie di dettagli a sensibilità crescente in JPG, in RAW senza ottimizzazione in post-produzione e in RAW con sviluppo IA eseguito in Adobe Camera RAW. Sebbene il soggetto utilizzato per questo test sia un bersaglio “d’emergenza”, la serie ci permette già di valutare in modo sufficientemente rigoroso il comportamento della nuova Canon Eos R8 Mark II alle alte sensibilità e nei due formati principali.
E da questo primo assaggio possiamo osservare un JPG perfettamente fruibile fino a 6400 ISO e il RAW sviluppato con intelligenza artificiale anche a 12800 ISO. Torneremo ad approfondire l’analisi non appena riceveremo un esemplare finale in redazione per il test completo.
La gamma dinamica: un primo confronto tra JPG e RAW
In termini di gamma dinamica, è doveroso premettere che la discrepanza visibile tra RAW e JPG è legata alla mancanza, nella versione attuale di Camera RAW, dei profili di correzione specifici per l’obiettivo utilizzato (l’RF 24-105mm F4-7.1 IS STM) abbinato alla nuova R8 Mark II. Al di là dei profili, ciò che più conta è il comportamento della fotocamera in situazione di forte contrasto esposimetrico. Nel caso delle ombre particolarmente sottoesposte, possiamo già notare un’ampia flessibilità e una pulizia davvero eccellente delle aree rischiarate. Per quanto riguarda le alte luci, in contesti limite dove il cielo in JPG appare quasi del tutto slavato, il file RAW consente di far rientrare una buona quantità di dettagli, anche se non permette di riequilibrare alla perfezione un contrasto così marcato.
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