Venezia
Dal 23 maggio al 12 settembre 2026
C’è chi è bravo a scattare fotografie e c’è chi brilla in camera oscura. Roland Dufau appartiene alla seconda categoria.
Quando l’azienda Ilford produsse il raffinato procedimento di stampa fotografica a colori noto come Cibachrome – sviluppato dal colosso chimico Ciba – Dufau ne divenne un vero e proprio maestro.
A lui e alla sua arte di stampatore la Fondation Bru dedica la mostra Roland Dufau, scultore di luce, visitabile presso Palazzetto Bru Zane (Venezia) fino al 12 settembre.
Ripercorriamo insieme la storia di questo mago della camera oscura.
Il metodo di stampa Cibachrome
Il metodo di stampa Cibachrome nacque nel 1963 in Svizzera e fu ufficialmente presentato al pubblico alla fiera photokina di Colonia dello stesso anno. Era un procedimento diretto positivo-positivo, molto apprezzato per la qualità, i colori saturi, la resa dei dettagli e la longevità delle stampe, stimata fino a trecento anni in condizioni di conservazione idonee, al riparo dalla luce diretta e dall’umidità.
L’inizio della carriera di Roland Dufau
Quando Ilford lanciò sul mercato i kit necessari a mettere in pratica il procedimento, Dufau ne acquistò immediatamente uno. Aveva da poco conseguito il diploma professionale in fotografia e avviato la sua carriera con un obiettivo stravagante, ma preciso: fare in modo che le stampe di hamburger surgelati sembrassero davvero appetitose e fedeli alla realtà. Il kit gli consentì di conquistare il cliente: il rosso del Cibachrome si rivelò semplicemente incomparabile. Fu l’inizio di una lunga avventura professionale.
Come in tutte le storie dei più brillanti professionisti, anche nella carriera di Dufau – durata trentasette anni – ci fu un punto di svolta: la Documentation française gli affidò una diapositiva del ritratto ufficiale del presidente François Mitterrand, scattato da Gisèle Freund, per realizzarne una stampa 20x25cm. Solo al momento della consegna Dufau scoprì di essere in competizione con altri cinque laboratori per la produzione di trecento copie identiche.
Esaminate le varie versioni alla sua scrivania, il Presidente scelse proprio la stampa in Cibachrome di Dufau. Per l’artigiano e sua moglie Christiane iniziarono così tre settimane di lavoro incessante per consegnare la prestigiosa commessa nei tempi stabiliti.
Il laboratorio di Dufau, aperto nel 1980 nel Quartiere Latino di Parigi, divenne sempre più professionale grazie al materiale da lui utilizzato. Vi transitarono centinaia di fotografi dilettanti e professionisti che cercavano la qualità e la resa cromatica del Cibachrome. Partendo dalle diapositive, Dufau lavorava con estrema precisione, applicando tecniche di fotoincisione e realizzando maschere per controllare i contrasti. Ogni diapositiva offriva diverse possibilità tecniche, ma era necessario lavorare nel buio totale, dedicando ore alla rimozione della polvere. I tempi di esposizione variavano da cinque secondi per le zone chiare, a quindici minuti per quelle scure.
Dufau ha costituito una collezione unica composta da oltre mille immagini, notevole sia per la fama dei fotografi che si affidavano a lui, sia per l’eccezionale qualità della stampa.
Il processo chimico originale del Cibachrome è stato dismesso nel 2011, ma le stampe realizzate con questo sistema sono ancora molto ricercate dai collezionisti.
Dopo il fallimento della Ilford nel 2013, Dufau aveva messo da parte una scorta di carta Cibachrome. Con il sostegno della Fondation Bru, con cui entrò in contatto nel 2014 grazie alla Fondation Gilles Caron, ebbe modo di utilizzare quella carta per realizzare sessanta stampe a colori a partire proprio dalle diapositive di Gilles Caron. Roland Dufau interruppe definitivamente la propria attività nel 2017.
Roland Dufau e Reza
Anche il filantropo e fotoreporter di fama internazionale Reza Deghati fece stampare da Roland Dufau le sue fotografie, per ultimo l’iconico ritratto del comandante Massoud (che compare nell’immagine che apre questo articolo). A testimonianza della grande complicità tra i due, il fotografo ha dedicato a Dufau un episodio della serie Square Artiste; è stato proprio questo profondo legame a spingere la Fondation Bru ad affidare a Reza la curatela della mostra a Venezia, con il difficile compito di selezionare le opere da esporre tra oltre mille stampe.
Qualcosa in più su Reza Deghati
Reza Deghati abbandonò l’architettura nel 1979 per impegnarsi ne “La fotografia al servizio dell’umanità”. Da allora fotografa conflitti, rivoluzioni e tragedie, ma anche gioie e dolori del nostro mondo.
Pubblicato dai principali quotidiani e riviste internazionali – come National Geographic, Time Magazine, Stern, Newsweek, El País, Paris Match, Géo – condivide da quarantacinque anni la sua visione umanista attraverso mostre in Francia e all’estero e installazioni nello spazio pubblico, sia in grandi metropoli sia nei villaggi più remoti. Tiene conferenze nelle principali università e presso organizzazioni internazionali. È autore di numerosi libri e partecipa alla realizzazione di documentari.
Dal 1983 si impegna come volontario per formare nel linguaggio dell’immagine giovani e donne che vivono in società in conflitto e nelle periferie delle megalopoli di tutti i continenti. Le sue attività sono sostenute dalle associazioni Aina World e Reza Visual Academy / Les Ateliers Reza.
Premiato numerose volte nel corso della sua carriera, Reza è Senior Fellow della Fondation Ashoka. Ha ricevuto un World Press Photo, un Infinity Award dell’International Center of Photography, un Lucy Award, la medaglia d’onore dell’Università del Missouri e il titolo di Doctor honoris causa dell’American University of Paris. La Francia gli ha conferito il titolo di Cavaliere dell’Ordre national du Mérite.
Roland Dufau, scultore di luce
- A cura di Reza
- Palazzetto Bru Zane, San Polo 2368 – Venezia
- dal 23 maggio al 12 settembre 2026
- lun-sab 14.30-18.30
- ingresso gratuito
- fondation-bru.org
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