“Una foresta di gru leggere e nervose”, “una scalinata che pare la coda sinuosa di un lucertolone che esce di scena”, “un folletto in skateboard accanto a una montagna d’ombra”.
Nelle evocative metafore di Lello Piazza, presidente di giuria dei Laowa Lovers Wide Angle Awards 2026, c’è un’appassionata sintesi delle tre fotografie che hanno vinto la prima edizione del concorso ideato da FOTO Cult in collaborazione con Laowa per celebrare la fotografia grandangolare.
Matteo Cirenei, Riccardo Morresi e Luca Menotti hanno primeggiato rispettivamente nelle categorie Architettura, Paesaggio e Street Photography, con immagini capaci di emergere tra più di 2.500 candidature inviate da circa 500 partecipanti.
Premio Speciale Laowa
È Marilisa Tognolo, invece, a vincere il Premio Speciale Laowa, riservato ai partecipanti in possesso di un’ottica Laowa.
La fotografa veneta si aggiudica il Premio per l’immagine realizzata nella Foresta di Fanal a Madeira, in cui i celebri esemplari di Laurissilva sembrano instaurare tra loro una connessione eterea, immersi in un’atmosfera sognante e senza enfasi cromatiche. Il riconoscimento, va detto, è fondato anche sul livello medio delle altre immagini candidate da Tognolo, rivelatrici di notevole coerenza stilistica e padronanza tecnica.
Volevo rappresentare il dialogo tra due alberi secolari, sfruttando la nebbia per eliminare ogni elemento superfluo e trasformare il paesaggio in una scena essenziale.
Il punto di incontro tra i rami delle due piante diventa il fulcro narrativo di uno scatto realizzato con un obiettivo Laowa 10mm, la cui prospettiva estrema ha permesso di valorizzare la monumentalità dei soggetti, enfatizzare la distanza reciproca e includere le chiome che si affacciano nella porzione alta del fotogramma, creando una composizione immersiva e bilanciata mediante un’unica esposizione.
Postproduzione
In Adobe Camera Raw e Photoshop, ho limitato il mio intervento a lievi regolazioni di contrasto, tonalità e pulizia dell’immagine, preservando integralmente l’atmosfera naturale e l’autenticità della scena.
In questo articolo pubblichiamo tutte le fotografie che hanno colpito e conquistato la giuria – composta da Lello Piazza (presidente), Isabella Tabacchi, Jessica Barresi, Luca Campigotto e Alberto Ghizzi Panizza – e che si sono piazzate al primo, al secondo e al terzo posto in ogni categoria.
Ciascuna fotografia è accompagnata da un testo di presentazione fornito dall’autore.
Per i tre vincitori di categoria è disponibile anche il commento integrale di Lello Piazza.
I premi dei Laowa Lovers Wide Angle Awards 2026
Per ogni categoria saranno assegnati i seguenti premi:
1° Premio sponsor Laowa: ottica Laowa 12mm del valore di 850 euro
2° Premio sponsor H&Y: kit di filtri a lastra per paesaggio (Portafiltri magnetico serie K + Filtro ND digradante) del valore di 400 euro
3° Premio sponsor VSGO: zaino per escursione fotografica da 35l del valore di 260 euro
Tutti i vincitori dei Laowa Lovers Wide Angle Awards 2026
Architettura
Questa fotografia appartiene a una serie scattata a Milano nel secondo semestre del 2025, nata per la mostra TE VIST? (Spazio Milesi, ottobre 2025) e poi confluita nel volume Milano Design Hub & Spoke. The places where design lives (Mondadori Electa). Si tratta di un progetto che documenta la trasformazione urbana della città nei recenti anni di cambiamento accelerato. Per questo scatto ho potuto contare sulla disponibilità di due amici che abitano nel palazzo di fronte al cantiere, che mi hanno ospitato al secondo piano. Il 24mm, pur equivalente a un 19mm sul medio formato, non riusciva a contenere l’intero edificio e il contesto circostante, quindi ho dovuto stitchare due immagini, lavorando necessariamente su treppiedi per mantenere ISO bassi e diaframma ottimale.
Postproduzione
In postproduzione, dopo Lightroom, passo per Silver Efex della Nik Collection: cerco ancora oggi, nel digitale, la stessa grana e lo stesso contrasto che inseguivo un tempo con le pellicole Agfa APX25 e Efke25, filtrate in giallo, arancio e rosso.
Sono nato a Correggio (Emilia Romagna). Se escludiamo il celebre Ponte di Calatrava e la stazione Alta Velocità di Reggio Emilia ho poche occasioni di fotografare elementi architettonici moderni dalle mie parti. Ho scattato Green Spiral nell’ambiente minimal dei Musei Civici di Reggio Emilia, un luogo rimastomi impresso nella memoria dopo una visita in occasione di Fotografia Europea.
Dato il divieto di impiegare il treppiedi ho dovuto scattare a mano libera, sporgendomi in avanti. Ho usato un Laowa 12mm f/2.8 con innesto Canon adattato su una Sony A7RIV. Ho impostato la sensibilità ISO a 320, il tempo di scatto a 1/40sec e il diaframma tra f/5.6 e f/8.
Postproduzione
Cerco sempre di scattare il più pulito possibile quindi non ho dovuto fare aggressivi interventi di postproduzione. Ho aumentato lievemente l’esposizione ed effettuato un leggero crop con una minima ottimizzazione dell’inclinazione per centrare perfettamente il tutto.
Questo scatto nasce da un progetto di fotografia architettonica in bianco e nero che porto avanti insieme a un amico. L’idea è quella di visitare le capitali europee alla ricerca di luoghi meno conosciuti, dove geometrie, prospettive e luce possano raccontare la città in modo essenziale.
La fotografia è stata realizzata a Parigi, guardando verso l’alto attraverso l’apertura di un sottopasso, attraverso la quale si può osservare un grattacielo perfettamente incorniciato dal cemento. La sfida è stata trovare il momento giusto per immortalare il soggetto con la condizione di luce ideale, tenendo d’occhio anche il traffico intorno a me, col supporto fondamentale del mio compagno di viaggio.
Postproduzione
In postproduzione ho scelto un bianco e nero deciso, enfatizzando il contrasto tra il cemento e la luce per valorizzare geometrie, profondità e ritmo delle linee. L’obiettivo era trasformare una semplice scena urbana in un’immagine dal forte impatto grafico.
Paesaggio
Dragonstone è frutto di un viaggio in Spagna del Nord accuratamente pianificato. San Juan de Gaztelugatxe è una splendida location, molto gettonata dai fotografi di paesaggio, quindi ho cercato di ottenere qualcosa di diverso, di poco visto. Ho scelto di attendere che il flusso di visitatori scemasse completamente per immortalare il paesaggio nella sua dimensione più autentica, silenziosa e suggestiva.
Ho scattato durante l’ora blu, con un obiettivo ultragrandangolare Brighting Stars 12mm, ideale per valorizzare la spettacolare prospettiva della scalinata che conduce verso il promontorio. Poco dopo il tramonto il cielo si è coperto completamente e cadeva una leggera pioggia, in un’atmosfera molto “dark” che sembrava perfetta per quel luogo. Ho scelto una lunga esposizione per ottenere l’effetto seta dell’acqua e rendere lo scatto più dinamico e interessante.
Postproduzione
In postproduzione ho bilanciato la luce tra cielo e paesaggio, recuperato il dettaglio nelle ombre e valorizzato le tonalità fredde tipiche dell’ora blu, mantenendo però una lieve luce calda all’orizzonte per donare profondità all’immagine. Ho curato il contrasto locale per esaltare le texture delle rocce e guidare lo sguardo lungo la scalinata fino al promontorio e ho aggiunto un leggero effetto Glow&Orton per rendere l’immagine più fantasy e trasmettere la sensazione di quiete e imponenza che mi aveva colpito al momento dello scatto.
Quest’anno, all’inizio di aprile, ho organizzato un viaggio alle isole Lofoten (Norvegia) con anche l’obiettivo di riprendere l’aurora boreale.
Inizialmente avrei voluto fotografarla in uno dei borghi più iconici, ma la chiusura notturna di un tunnel sottomarino verso la zona scelta mi ha costretto a cambiare piano. La sera prima della realizzazione di questo scatto, ho cercato un luogo alternativo, rivolto verso nord e interessante anche dal punto di vista paesaggistico, per provare a raccontare l’aurora non solo come uno spettacolo isolato nel cielo, ma come parte di un paesaggio ampio e iconico del nord Europa.
Lo scatto è stato realizzato nella spiaggia di Hauklandstranda, vicino a Leknes, durante una notte con attività aurorale tanto intensa da vedersi ad occhio nudo.
Ho realizzato una panoramica di circa 270 gradi composta da 16 fotografie verticali su due file, 8 per ciascuna fila. Questa scelta mi ha permesso di esaltare al massimo la scena, dando molto spazio alla bassa marea in primo piano e ai riflessi sull’acqua e includendo, al tempo stesso, un’ampia porzione di cielo, raccogliendo tutte le forme dell’aurora.
Ho scattato con una mirrorless Nikon Z8 con obiettivo Nikkor Z 14-30mm f/4 S a 14mm, su treppiedi, con i seguenti parametri: 5 sec, f/4, ISO 3200.
Postproduzione
In sviluppo ho cercato di mantenere un risultato naturale, valorizzando colori, contrasto e leggibilità senza snaturare la scena. Il lavoro più complesso è stato unire le due file di fotografie, riducendo al minimo la distorsione e mantenendo coerenza nelle forme dell’aurora, così da restituire un’immagine ampia ma credibile.
Lo scatto è nato dal desiderio di catturare l’atmosfera intima e quasi fiabesca che il fiume Adda sa regalare nelle fredde mattine d’inverno, quando la nebbia e il gelo trasformano il paesaggio in un luogo sospeso nel tempo.
Ho scattato con una fotocamera Nikon Z6II abbinata a un Nikkor 14-24mm f/2.8 tramite adattatore FTZ. Per gestire la vicinanza del primo piano e l’ampia gamma dinamica della scena, ho eseguito un focus stacking di tre scatti, a cui ho aggiunto uno scatto sottoesposto per preservare i dettagli del sole. A livello compositivo, ho voluto dare forte enfasi al primo piano, lasciando che la foglia ghiacciata dominasse la parte inferiore per guidare lo sguardo verso il riflesso e lo sfondo.
Postproduzione
In postproduzione, dopo aver fuso gli scatti per ottenere una nitidezza totale e aver recuperato le alte luci utilizzando lo scatto sottoesposto, ho scurito leggermente il cielo per far risaltare la bellissima esplosione di luce dell’alba.
Street Photography
Prima di partire per un viaggio a Barcellona (Spagna) mi ero documentato per trovare location adatte a produrre immagini urban minimal in bianco e nero. Seppure fosse questa l’idea iniziale, mi sono fatto trascinare dall’atmosfera della città, colorata e calda nonostante fossimo a gennaio.
Dopo aver scattato alcune foto di architettura al MACBA, il museo di arte contemporanea di Barcellona, mi sono fermato ad ammirare le evoluzioni di alcuni skaters proprio sotto l’edificio. Ho impostato i tempi a 1/2000 sec e il mio Samyang 14mm in iperfocale per avere tutto a fuoco cercando di immortalare il momento in cui lo skater si trovava nel punto più alto del trick. Avevo visto che il suo amico lo controllava riposandosi sulla panchina e l’ho inserito nell’inquadratura per creare dei livelli nella foto. Solo a casa, in fase di sviluppo, mi sono accorto della tenda che si trovava sulla sinistra sotto l’edificio, e della banda rossa che dialogava con il rosso della tavola, delle scarpe e della lattina tenuta dallo skater “a riposo”.
Postproduzione
Avevo scattato una foto con orientamento orizzontale e una in verticale. In fase di postproduzione quella che aveva catturato il momento migliore era la verticale, l’ho ritagliata in orizzontale per veicolare lo sguardo dell’osservatore dal soggetto seduto al trick e poi alla tenda, con l’aiuto della linea a “s” dell’edificio. Ho corretto la prospettiva e le linee dell’edificio e lavorato su regolazioni di base classiche, riduzione del rumore, nitidezza, saturazione dei colori, neri e ombre.
‘The Donkey’ ritrae due bambini e un asino a Campo Imperatore, in Abruzzo. I piccoli, affacciati al finestrino di un camper, sono pieni di meraviglia; l’animale, libero all’esterno, ha un’espressione quasi beffarda. Mi piaceva l’idea di giocare sul contrasto ironico tra l’asino in libertà e i bambini in “cattività”, fantasticando sulla possibilità che fosse stato proprio l’asino a rinchiuderli nel camper per poi andarsene soddisfatto.
Ero a Roma, per la precisione a Piazza Navona. Nei pressi di una folla raccolta intorno a un uomo che faceva bolle di sapone mi colpì il viso gioioso del bambino che compare sulla sinistra del fotogramma, che si divertiva a provare a catturarle. Con un obiettivo Fujinon 10-24 mm f/4 a 12mm, montato su una fotocamera Fuji XT3, ho cercato di immortalare quell’espressione innocente.
Postproduzione
In Adobe Lightroom ho convertito lo scatto in bianco e nero e ottimizzato il contrasto.
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