In questi mesi si è fatto un gran parlare della cosiddetta ‘crisi delle memorie‘, definizione sotto il cui cappello ricadono le difficoltà di mercato dei chip di memoria. Beninteso, difficoltà lato consumatori, mentre invece il mercato è molto florido se visto dal punto di vista dei produttori. Alla base del problema c’è l’elevatissima domanda di chip da parte dei datacenter su cui si basano i diversi servizi di intelligenza artificiale. Con le aziende e le startup AI che hanno ricevuto grandi finanziamenti e raccolto milioni di dollari di investimenti è in atto una vera e propria corsa alla realizzazione di nuovi datacenter, che sta assorbendo praticamente tutta la produzione di chip di memoria. Siamo in quella fase in cui tutti corrono per crescere, ma alla fine solo i più forti riusciranno a continuare a esistere in futuro: la corsa è ad accaparrarsi le prime posizioni del mercato, pena – se non ci si riuscisse – vedere a repentaglio il proprio futuro.
In questo scenario la stretta sul mercato consumer è duplice: da un lato i datacenter assorbono gran parte della produzione di memorie RAM, dall’altro si mangiano tutte le forniture di SSD (Solid State Drive), la cui velocità (rispetto a quella degli hard disk) è fondamentale per non rendere l’archiviazione il collo di bottiglia del sistema.
La scarsità di chip porta all'innalzamento dei prezzi
Con le grandi aziende con le tasche rigonfie di dollari impegnate ad accaparrarsi le forniture di chip per i prossimi mesi (anni in alcuni casi), il mercato consumer ha perso di importanza agli occhi dei produttori, risultando molto meno redditizio. I chip di memoria destinati agli scaffali sono pochi e di conseguenza il loro prezzo sale. Ma quanto?
Per rispondere a questa domanda ci siamo armati di pazienza e abbiamo scandagliato uno dei principali attori del mercato consumer – Amazon – monitorando l’andamento dei prezzi di diversi sistemi di archiviazione nel corso degli ultimi mesi. Il quadro che emerge è chiaro nella sua tendenza. I prezzi di SSD, chiavette USB e schede di memoria sono progressivamente scesi fino al terzo trimestre del 2025, vedendo poi un balzo molto netto al rialzo, che per diversi prodotti ha portato il prezzo sia a tornare ai livelli di lancio, sia a sfondare questo tetto attestandosi su livelli ben maggiori. Per alcuni il grafico risulta tuttora in crescita, per altri ha raggiunto un plateau, mentre – complici le offerte delle ultime settimane – per qualche modello si denota un abbassamento dei prezzi. Va detto che quest’ultima tendenza interessa proprio i prodotti che avevano sperimentato i maggiori rincari e che, anche in presenza di un piccolo abbassamento di prezzo, i costi di acquisto restano molto superiori al minimo storico e talvolta superiori persino al prezzo di lancio.
Lo avrete sicuramente notato, negli ultimi mesi abbiamo rafforzato la nostra produzione editoriale ‘a caccia di offerte‘ per offrire un servizio ai nostri lettori, proponendo una regolare vetrina di prodotti di cui abbiamo verificato l’effettivo sconto, anche analizzandone lo storico e l’andamento periodico. Proprio da qui nasce questo articolo: molti (noi compresi) si chiedono come si possa definire ‘offerta‘ un prezzo che è pari a quasi il doppio del minimo storico. Analizzando la tendenza però è chiaro come, in alcuni casi, i prezzi dell’ultimo periodo – leggasi Prime Day – abbiano portato a un netto taglio rispetto al ‘massimo storico’ appena raggiunto. Del futuro non v’è certezza e non è detto che la tendenza strutturale dei prezzi sia quella di continuare a crescere e che quella delle offerte dell’ultimo periodo sia solo una breve parentesi.
La tendenza al rialzo è resa evidente da una prima semplice lettura dei dati a 12 mesi di distanza. Qui sopra trovate il grafico che confronta i prezzi anno su anno, fotografando la situazione di questo mese di luglio contro quella dello stesso periodo dell’anno precedente. Prendendo in esame questo periodo, escludendo la scheda CFexpress, il cui prezzo è abbastanza stabile nel tempo, il prodotto che è cresciuto meno ha visto un aumento superiore al 50%.
Se invece ci spingiamo ad analizzare la variazione di prezzo tra il minimo storico e il prezzo attuale, vediamo che, anche includendo la scheda CFexpress, gli aumenti superano in tutti i casi il 50%. Tornando a escluderla il valore minimo dell’aumento si attesta al 70%.
Scegliendo di mostrare la situazione in termini assoluti, è possibile notare diversi aspetti. Il primo è la grande differenza tra i minimi e i massimi storici. La seconda è che in diversi casi il prezzo attuale non si discosta molto dal massimo storico; prendendo in esame le date di quest’ultimo parametro è altresì evidente come il picco sia stato raggiunto dalla maggior parte dei prodotti di recente.
Come fare per risparmiare in questo contesto storico?
La domanda che tutti si pongono è se la tendenza attuale dei prezzi delle memorie sia una semplice bolla speculativa o, invece, un trend strutturale. Come abbiamo visto nell’introduzione, la maggior parte degli analisti propende per la seconda ipotesi, corroborata dalle dichiarazioni di alcuni produttori, che nelle relazioni allegate ai propri risultati finanziari hanno indicato (come dato molto positivo per gli azionisti) di aver stretto accordi di fornitura di lungo termine con i grandi partner che costruiscono datacenter, praticamente saturando la produzione da qui ai prossimi 12/18 mesi.
In questo contesto, stare alla finestra sperando che i prezzi dei prodotti contenenti chip di memoria scendano nel breve termine sembra una pia illusione. Come abbiamo visto, non sono mancate però offerte in grado di mitigare l’aumento dei prezzi. Noi, dalla nostra parte, scandagliamo giornalmente Amazon in cerca di prodotti interessanti per i nostri lettori e per i fotografi a prezzo scontato e quando proponiamo un prodotto in offerta ne valutiamo la reale consistenza. Il primo consiglio è quello di memorizzare tra i preferiti la pagina che si popola di tutti i prezzi relativi al mondo delle offerte. Ogni volta che viene pubblicato un nuovo articolo in merito, lo trovate in cima alla lista. Inoltre abbiamo attivi anche un canale WhatsApp e un canale Telegram in cui, oltre a postare i suddetti articoli, segnaliamo eventuali breaking news relative a offerte particolarmente invitanti dell’ultimo minuto, con link diretti.
Il paniere della nostra analisi
Il paniere di prodotti che abbiamo utilizzato per questa analisi è stato scelto per due motivi: si tratta di alcuni dei prodotti più venduti su Amazon e di quelli che abbiamo in questi mesi maggiormente tenuto d’occhio nei nostri consueti ‘giri a caccia di offerte’. Se volete tenerli d’occhio anche voi, li trovate nei box qui sotto, con in cima l’oggetto della discordia, l’unità esterna SSD SanDisk che ha fatto nascere la riflessione da cui è poi scaturito questo articolo.
SanDisk 64GB Extreme PRO UHS-I V30
SanDisk 512GB Extreme PRO UHS-II V60
Lexar ES3 SSD esterno 1TB
SanDisk Extreme PRO 1TB UHS-I V30
SanDisk SSD Portatile 2TB - 800MB/s
Samsung T7 Portable SSD 2TB
SanDisk Extreme 2TB microSDXC
Samsung T9 SSD Esterno Portatile da 1TB
Seagate Portable Drive 2TB
Lexar ES3 2TB SSD Esterno
Lexar Professional CFexpress 4.0 Type B
Kingston XS2000 Portatile SSD 500G
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