Con il nuovo Lumix S 40mm f/2, Panasonic completa ulteriormente una gamma di fissi L-Mount già tra le più articolate del mercato full frame, rivolgendosi stavolta a chi privilegia la portabilità anziché l’uniformità del fattore di forma. L’obiettivo pesa 144 grammi e misura 40,9mm di lunghezza: numeri che lo collocano tra i fissi full frame più contenuti dell’intero sistema L-Mount e che, abbinati alla Lumix S9 – la mirrorless con sensore 35mm più compatta della linea – danno vita a un kit difficilmente battibile per ingombro e discrezione. L’obiettivo sarà disponibile da giugno in due finiture, nero e argento, al prezzo di listino di 399,99 euro: una cifra che lo mette a confronto con diverse alternative universali di analogo posizionamento disponibili per il sistema L-Mount. Sarà la qualità ottica a fare la differenza, e i risultati che abbiamo ottenuto sul campo, come vedremo, sono incoraggianti.
La lunghezza focale scelta per questo fisso, 40mm, è meno ovvia di quanto sembri. Non è il classico 35mm da reportage né il 50mm da ritratto ambientato: si colloca in un punto di equilibrio interessante, con un angolo di campo di 57° abbastanza vicino alla percezione visiva umana (così da risultare naturale), pur mantenendo una certa capacità di abbracciare l’ambiente circostante. Una focale che si presta tanto al ritratto “contestualizzato” quanto alla street.
Lumix S 40mm f/2: costruzione e controlli
Il barilotto del nuovo Lumix S 40mm f/ è tropicalizzato – resistente a polvere, schizzi e gelo fino a -10°C se abbinato a un corpo compatibile – e l’elemento frontale è trattato con rivestimento al fluoro per evitare il deposito di acqua, olio e sporco. Sul barilotto trovano posto il classico selettore AF/MF e un tasto Fn personalizzabile: un’aggiunta non scontata, dato che gli altri fissi della linea S ne sono sprovvisti.
L’unica ghiera presente, se utilizzata in modalità manuale, offre una doppia anima operativa. Da un lato troviamo la risposta lineare, dove lo spostamento del fuoco avviene a velocità costante indipendentemente dalla rapidità di rotazione (una caratteristica essenziale in ambito video per garantire passaggi di fuoco ripetibili e precisi). Dall’altro, la modalità non lineare permette una regolazione più istintiva per l’uso fotografico, adattando la velocità della messa a fuoco alla rapidità del gesto. Sui corpi macchina più recenti come le S1R II, S5 IIX e S9, la versatilità aumenta grazie alla possibilità di invertire il senso di rotazione o di assegnare alla ghiera, durante l’uso in autofocus, funzioni di controllo alternative. Tra queste spicca lo zoom ritaglio, che simula una zoomata ottica attraverso crop progressivi sul sensore, ma è possibile gestire anche parametri di scatto, bilanciamento del bianco, stili foto e modalità AF. Nonostante questa flessibilità, è doveroso segnalare l’assenza di una ghiera fisica dedicata ai diaframmi, che troviamo invece sul rivale TTArtisan di pari focale e luminosità, il quale, pur essendo più economico, offre questo controllo manuale diretto sul barilotto, privilegiando un’ergonomia più classica rispetto all’approccio interamente digitale del Lumix S.
Lo schema ottico del Lumix S 40mm f/2
Sette elementi in sei gruppi, con tre lenti asferiche. È uno schema relativamente compatto, coerente con gli obiettivi di peso e dimensione. Le tre ASPH sono chiamate a correggere l’aberrazione sferica e a tenere alta la risoluzione dai bordi al centro, compito non banale per un’ottica destinata anche a sensori a elevata densità di pixel come quelli montati su alcune attuali Lumix S.
Due le attenzioni progettuali specificamente orientate al video: il contenimento del focus breathing, ovvero la variazione apparente dell’angolo di campo durante la messa a fuoco, e la gestione del diaframma a micro-step per evitare quel “respiro esposimetrico” che con certe ottiche si manifesta al variare del valore di apertura. Il sistema AF è basato su un motore passo-passo interno e aggiorna la messa a fuoco fino a 240fps in collaborazione con il corpo macchina, velocità sufficiente per la gran parte degli impieghi cui questo obiettivo è destinato.
Panasonic dichiara un’attenzione progettuale specifica al contenimento del focus breathing, e i risultati si vedono: il fenomeno è presente, ma piuttosto contenuto.
Lumix S 40mm f/2: specifiche operative
La distanza minima di messa a fuoco è di 30cm, con un ingrandimento massimo di 0,17x: non siamo in territorio macro, ma il dato consente comunque scatti ravvicinati su soggetti piccoli, nonché la realizzazione di scatti di dettagli.
Il filtro frontale è accettato nella misura da 62mm, mentre l’innesto è in metallo, con un anello in gomma a far da tenuta verso gli agenti esterni. Altre guarnizioni sono collocate in prossimità della ghiera di messa a fuoco e in corrispondenza della lente frontale.
Lumix S 40mm f/2: la nitidezza al centro
A tutta apertura la nitidezza al centro è già utilizzabile, con una leggera morbidezza che scompare a f/2,8 e lascia il posto a una resa convincente tra f/4 e f/5,6, il punto di lavoro ottimale. Da f/11 in poi la diffrazione inizia a farsi sentire, con una progressiva perdita di dettaglio che sconsiglia l’uso delle chiusure estreme salvo necessità specifiche.
Lumix S 40mm f/2: la nitidezza ai bordi
Ai bordi il difetto più evidente a tutta apertura non è tanto la morbidezza, quanto una caduta di luce piuttosto marcata. Già a f/2,8 il difetto si attenua sensibilmente, e a f/4 è praticamente scomparso. La nitidezza ai margini del fotogramma segue una curva simile: f/4 e f/5,6 si confermano anche qui come i valori di apertura a cui questo obiettivo esprime il meglio di sé.
Lumix S 40mm f/2: il bokeh
Il bokeh è uno dei punti di forza di questo obiettivo: morbido e gradevole a tutta apertura, mantiene un carattere piacevole fino a f/4. Da f/5,6 lo sfocato diventa più descrittivo e strutturato, perdendo quella fluidità che caratterizza le aperture più ampie. A f/8 i punti luminosi fuori fuoco rivelano una struttura ad anello — il cosiddetto effetto cipolla — probabilmente imputabile alla levigazione delle lenti asferiche, che su un obiettivo di questa fascia di prezzo non può raggiungere le tolleranze micrometriche delle ottiche specialistiche da migliaia di euro.
Lumix S 40mm f/2: la resistenza al controluce
Con il sole appena fuori dall’inquadratura si registra una moderata perdita di contrasto, inevitabile su qualsiasi obiettivo impiegato in condizioni di luce difficile. Il flare non si è mai manifestato in modo fastidioso nel corso della nostra prova.
Lumix S 40mm f/2: le misure complementari
La caduta di luce ai bordi è piuttosto marcata a tutta apertura: 2,3EV a f/2 sono un valore importante, anche se la transizione verso i bordi è graduale e omogenea, il che la rende meno aggressiva visivamente di quanto il numero lasci intendere. La situazione migliora in modo deciso già a f/2,8 (1,5 EV) e diventa ampiamente accettabile a f/4 (1,25 EV) e a f/5,6 (1,05 EV). Chi scatta in JPEG dovrà tenerne conto alle aperture più ampie; chi lavora in RAW può correggerla in post produzione senza fatica, o sfruttarla consapevolmente per “isolare” ulteriormente il soggetto.
La distorsione è praticamente assente, anche scattando in RAW con il profilo di correzione disattivato. Un risultato non scontato su un fisso compatto, che potrebbe pagare qualcosa in termini di distorsione geometrica per contenere al massimo ingombro e peso.
Lumix S 40mm f/2: la galleria di immagini
Alcuni scatti realizzati con il lumix S40mm f/2 tra Casperia (RI) e Scheggino, comune della provincia di Perugia in Umbria, ubicato in prossimità del fiume Nera.
Lumix S 40mm f/2: le conclusioni
A 399,99 euro, il Lumix S 40mm f/2 porta in dote tropicalizzazione e tasto Fn personalizzabile in un barilotto da 144 grammi che “non si sentono” sulla fotocamera. Non è un obiettivo che sposta i confini della categoria, ma è uno strumento costruito con chiarezza di intenti e, soprattutto per chi scatta con una Lumix S9, rappresenta probabilmente la scelta più naturale disponibile oggi per il sistema L-Mount. Otticamente fa il suo lavoro con onestà: nitidezza apprezzabile, bokeh gradevole, un comportamento in controluce senza sorprese.
Per concludere, l’analisi non sarebbe completa senza guardare al suo rivale più temibile, il TTArtisan di pari focale e luminosità. Questo concorrente si presenta con un prezzo d’attacco pari a circa la metà del listino Panasonic e vanta la presenza di una ghiera dei diaframmi fisica, una mancanza che alcuni potrebbero avvertire sul barilotto del Lumix. Di contro, l’ottica Panasonic risponde con la presenza del tasto Fn personalizzabile e con una garanzia di affidabilità costruttiva superiore. La scelta finale dipende quindi dalle priorità del fotografo: se da un lato il TTArtisan attira per il risparmio e l’impostazione “manuale”, il Lumix S 40mm f/2 rimane la soluzione di riferimento per chi non vuole rinunciare alla protezione dagli agenti atmosferici e a una perfetta integrazione elettronica con il corpo macchina.
Lumix S 40mm f/2: la scheda tecnica
| Prezzo | 399,99 euro |
| Focale | 40mm |
| Apertura massima | f/2 |
| Apertura minima | f/22 |
| Schema ottico | 7 lenti in 6 gruppi (3 lenti asferiche) |
| Angolo di campo (full frame) | 57° |
| Motore AF | Motore passo-passo |
| Minima distanza di messa a fuoco | 30cm |
| Fattore di moltiplicazione | 0,17x |
| Lamelle del diaframma | 7 |
| Stabilizzatore | No (supporta stabilizzazione Dual I.S. 2 via corpo macchina) |
| Diametro filtri | 62mm |
| Paraluce | Non incluso |
| Dimensioni | Diametro 69mm, lunghezza 40,9 mm |
| Peso | Circa 144g |
| Innesti disponibili | L-Mount |
| Caratteristiche extra | Design resistente a polvere e schizzi, ghiera di controllo programmabile |
I Pro e i Contro del Lumix S 40mm f/2
- Peso e dimensioni ridottissime
- Tropicalizzazione
- Ghiera multifunzione e tasto Fn
- Focus breathing contenuto
- Nitidezza al centro anche a tutta apertura
- Tenuta in controluce
- Caduta di luce ai bordi a tutta apertura
- Resa ai bordi a tutta apertura
- Prezzo leggermente elevato rispetto alle proposte universali equivalenti
- Paraluce assente
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