Ne abbiamo scritto al lancio e l’abbiamo anche messa al banco di prova per un test fotografico approfondito. Eppure la Lumix S9, a quasi due anni dal lancio, ha ancora molto da dire. E ora si aggiorna con una nuova colorazione che la rende ancora più ricercata, e grazie a un obiettivo che la completa in modo molto mirato.
E mentre le novità si rincorrono, quello che già c’era evolve e matura fino a diventare qualcosa di davvero interessante. L’app Lumix LAB nasce come complemento per il controllo da remoto della fotocamera e per il trasferimento dei contenuti sullo smartphone (funzioni che fa bene e senza fronzoli). Ma grazie al lavoro di una community di appassionati e professionisti sempre più attiva, oggi è diventata qualcosa di più, soprattutto per chi fa video. Ed è proprio da qui che vogliamo partire: quello che state per vedere è un racconto della Lumix S9 — nella nuova versione Black Titanium Edition — al lavoro a stretto contatto con lo smartphone e l’app Lumix LAB, tra scelta delle LUT, trasferimento alla fotocamera e applicazione diretta al segnale mentre si registra in Open Gate. Un flusso di lavoro distintivo di questa mirrorless full frame compatta di Panasonic, che abbiamo lasciato parlare per immagini e che più avanti vi racconteremo nel dettaglio.
Prima le novità: nuova Lumix S9 Black Titanium Edition
La Lumix S9 nella nuova livrea Black Titanium è esattamente quello che sembra: una mirrorless full frame fuori dal comune per forme e finitura. Sulla scocca, la texture in ecopelle nera sposa la nuova lavorazione in “titanio brunito” dello chassis, realizzata con un processo di rivestimento multistrato che garantisce resistenza all’usura e una finitura opaca resistente alle impronte. Il risultato è una fotocamera che, in mano, fa già una certa impressione prima ancora di accenderla; chi ha messo mano alla Gold Edition, già esaurita in tutta Europa, sa già di cosa parliamo.
La nuova Lumix S9 Black Titanium Edition sarà disponibile da inizio maggio a 1.499,99 euro, abbinata a richiesta con il 18-40mm in finitura coordinata, oppure con un’ottica rifinita in titanio esclusivamente tramite lo store online di Panasonic.
C'è anche un nuovo 40mm "sartoriale" f/2
L’altro arrivo è il Lumix S 40mm f/2, fisso luminoso da 144 grammi di peso e 40,9 millimetri di lunghezza. Assieme alla S9 forma un kit discreto, adatto per le riprese in scarsa luce ambiente, ottimo per isolare il soggetto dallo sfondo, quindi arruolabile sia per il ritratto ambientato, sia per la street. Dal punto di vista costruttivo, sul barilotto al classico commutatore AF/MF si affianca un tasto Fn personalizzabile; sul fronte ottico, attenzione particolare è stata riservata al contenimento del focus breathing e al controllo del diaframma, che si muove a micro-step per garantire transizioni di esposizione fluide durante le riprese. I videomaker saranno contenti: anche quest’ottica, come la S9, pensa anche al video. Sarà disponibile da giugno in due colorazioni, nera e argento, a 399,99 euro.
La spiegazione del video
Chi ha letto i nostri articoli sulla S9 sa che questa fotocamera nasce con un’identità precisa: non è una S5 II miniaturizzata, ma qualcosa di diverso per pubblico e approccio. Soprattutto sul fronte video, questa mirrorless ha una caratteristica che la differenzia dalla concorrenza e che potremmo definire come “flusso LUT“. La S9 ha un tasto fisico dedicato sul corpo macchina: una scorciatoia diretta per caricare, attivare e modificare una Look Up Table in ripresa, in un processo che la vede perfettamente integrata con l’app Lumix LAB. L’idea di base è tanto semplice quanto efficace: il videomaker non è costretto a lavorare sui preset in camera o su un computer, ma può costruire l’aspetto del suo girato direttamente dallo smartphone, trasferirlo alla fotocamera e applicarlo direttamente al segnale video. Per chi non ha ancora familiarità con queste nozioni: le LUT sono tabelle di conversione colore che trasformano la clip “piatta” di una ripresa log in qualcosa che ha già un aspetto definito e definitivo. Usarle in tempo reale cambia il modo di girare, perché si lavora vedendo direttamente il risultato finale. Poterlo fare con tanta semplicità abbassa in modo significativo la soglia d’accesso al mondo della ripresa video “impegnata”.
Dal lancio a oggi, del resto, la community di videomaker che ha abbracciato il marchio Lumix è cresciuta in modo significativo e, con essa, è esplosa l’offerta di LUT condivise gratuitamente dagli stessi utenti nell’app: non solo è possibile crearne di proprie seguendo il proprio stile, ma si può attingere direttamente a centinaia di preset già pronti, scaricarli e trasferirli sulla fotocamera (che ne può memorizzare fino a 39).
Open Gate: il formato che non ti aspetti, ma c'è quando serve
C’è un altro aspetto che vale la pena conoscere, soprattutto per chi produce contenuti destinati anche ai social “verticali”. La S9 registra anche in modalità Open Gate, ossia sfruttando tutta l’area del sensore senza crop. Questo vuol dire avere nel file una materia prima più “generosa”, da ritagliare in post nel formato che serve: orizzontale, verticale, quadrato… E se dal PC non si vuole proprio passare, ancora una volta la soluzione è nell’app Lumix LAB, che permette di editare direttamente i file MP4 Lite trasferiti sullo smartphone e di pubblicarli sui social. Un’app che, nel panorama delle companion app progettate dai costruttori di fotocamere, si colloca già tra le più complete e affidabili. L’unica cosa che ci aspettiamo — e che auspichiamo arrivi con un aggiornamento futuro — è una sezione dedicata al montaggio video, magari assistita dall’AI, sul modello di quanto già fanno le app di molte action cam e droni. Sarebbe l’anello mancante per chiudere il cerchio.
La Lumix S9 non è una fotocamera nuova, ma è una mirrorless che nel tempo ha trovato la sua dimensione, e buona parte del merito va a una community che ha saputo costruirle intorno un sistema creativo vivo e generoso. Il risultato è un flusso di caratterizzazione del girato che oggi, tra LUT condivise, app e tasto dedicato sul corpo macchina, si compie interamente tra fotocamera e smartphone: nessun computer, nessun software di color grading, nessun “passaggio intermedio”. Per chi non ha ancora le competenze per muoversi in una suite di post produzione ma vuole avere voce in capitolo sul timbro del proprio girato, insomma, questo è uno di quegli strumenti che aprono la porta alla produzione video impegnata senza spaventare. Nei prossimi giorni pubblicheremo anche il test del Lumix S 40mm f/2, che abbiamo già ricevuto in redazione insieme alla S9 Black Titanium Edition: se siete curiosi di scoprire come si comporta sul campo, non perdetelo.
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