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Home CULTURA INTERVISTE

Il lato surrealista di Francesca Woodman spiegato da Katarina Jerinic

Una mostra alla Gagosian Gallery di Roma pone l’accento sulle influenze surrealiste presenti nel corpus di opere di Francesca Woodman, tra immagini storiche e nuove esposizioni.

Francesca Orsi di Francesca Orsi
30 Maggio 2026
in INTERVISTE
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Francesca Woodman Untitled, c. 1975–78
Francesca Woodman Untitled, c. 1975–78. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian

Fino al 31 luglio, la galleria Gagosian di Roma ospita la mostra di una fotografa che a Roma passò diverso tempo e trovò anche molte ispirazioni: Francesca Woodman. L’esposizione si intitola Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid e porta in superfice il pensiero surrealista dell’autrice americana, che fece dell’autoritratto e dell’approccio introspettivo la sua firma prediletta. 

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La sua messa in scena prima dello scatto coinvolgeva sempre ambienti intimi, quotidiani, la dimensione che definiva il suo lavoro sembrava attingere più a mondi interiori che alla realtà, a un suo sentire mentale. Le composizioni delle sue immagini rimandano spesso a scene simboliche, che Woodman metteva a punto affidandosi anche all’ironia e alla casualità, oltre che alla consapevolezza della sua visione. Abbiamo intervistato Katarina Jerinic, curatrice della mostra e curatrice delle collezioni alla Woodman Family Foundation.

Francesca Woodman, But Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid, 1975–77 circa. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman, But Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid, 1975–77 circa. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome Courtesy the Foundation and Gagosian

Da dove nasce il titolo della mostra Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid?

Woodman scrisse questa frase sotto una delle sue fotografie, attualmente in mostra. In un appunto sul suo quaderno, risalente al 1976, collegò la frase alla fiaba La regina delle nevi di Hans Christian Andersen e ai frammenti di specchio che distorcono la percezione della bellezza. Probabilmente studiò questo tema in un corso frequentato alla Rhode Island School of Design (RISD) nello stesso periodo. Woodman era un’avida lettrice e il suo interesse per la letteratura influenzava spesso le sue fotografie.

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Che periodo di tempo coprono le immagini esposte?

Le opere più antiche risalgono più o meno al 1975, mentre le più recenti al 1980 circa.

L’esposizione vuole sottolineare l’influenza del movimento surrealista nell’opera di Francesca Woodman. Ma da dove nasce questo suo approccio?

Questo approccio deriva dagli specifici interessi culturali e formativi di Woodman. Francesca ha studiato il Surrealismo alla Rhode Island School of Design (RISD) e probabilmente conosceva già molti degli artisti del movimento grazie alle visite ai musei europei, che frequentò con i genitori fin dall’infanzia.
In particolare, ha citato André Breton e il suo libro Nadja come fonti di ispirazione per il suo lavoro.

Francesca Woodman Horizontale or Horizontal Legs, 1976
Francesca Woodman Horizontale or Horizontal Legs, 1976. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian

La mostra vuole esplorare le affinità di Woodman con il Surrealismo, come ad esempio il modo in cui utilizza oggetti di uso quotidiano e oggetti di scena insoliti per costruire spazi e situazioni enigmatici e onirici. In altre opere, si appropria di temi surrealisti legati alla feticizzazione e alla frammentazione del corpo femminile, spesso in chiave umoristica.

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Oltre al Surrealismo, ci sono degli elementi, all’interno del suo immaginario, che richiamano artisti come Mantegna o Casorati, per la presenzia delle uova, o Morandi, per l’uso di oggetti quotidiani per raccontare una dimensione interiore. Quanto la storia dell’arte italiana ha influenzato Francesca Woodman?

Morandi, ad esempio, tantissimo.
Woodman ha iniziato a trascorrere del tempo in Italia fin da piccola. Ha frequentato la seconda elementare in una scuola pubblica a Firenze e ha trascorso la maggior parte delle estati lì e viaggiando in Europa con la sua famiglia a partire dall’età di dieci anni. Poiché entrambi i suoi genitori erano artisti, questo significava frequenti visite ai musei e conversazioni sull’arte. Ha sviluppato una precoce familiarità con la cultura, l’arte e la storia dell’arte italiana, che probabilmente si è riversata nel suo lavoro attraverso l’approccio alla composizione, la sua reinterpretazione delle forme classiche e il suo interesse per l’allegoria. 

Francesca Woodman Untitled, c. 1975–78
Francesca Woodman Untitled, c. 1975–78. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian

A proposito dell’influenza dell’arte italiana sul suo lavoro, ha scritto: ‘L’anno trascorso a Roma ha stimolato un’intera serie di opere che vanno da una raccolta di quaderni di fotografie che giocano su temi comuni alla storia dell’arte italiana come angeli, annunciazioni e odalische, utilizzando come base antichi quaderni scolastici italiani… fino a Temple, un’opera importante completata quest’anno a New York’.

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Quanto le esperienze italiane a Roma, al Pastificio Cerere e alla libreria Maldoror, hanno contribuito al “taglio” surrealista di Francesca Woodman, ora esposto da Gagosian?

Quando arrivò a Roma nell’autunno del 1977 per studiare per un anno con l’European Honors Program della RISD, parlava già fluentemente l’italiano e conosceva bene la cultura e la storia dell’arte italiana. Questo le permise di muoversi in città con facilità, non solo come studentessa ma anche come artista, e le permise di stringere amicizie con altri giovani artisti italiani che condividevano i suoi interessi, come ad esempio Giuseppe Gallo al Pastificio Cerere. A Roma, frequentò molto spesso, inoltre, la Libreria Maldoror, una libreria che si interessava di controcultura, incentrata sui movimenti d’avanguardia dei primi del Novecento, che approfondì, sicuramente, il suo interesse per l’arte e la letteratura surrealista.

Francesca Woodman Untitled or #4 from a Series “Dissection of a Portrait”, 1976
Francesca Woodman Untitled or #4 from a Series “Dissection of a Portrait”, 1976. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian

Oltre al patrimonio culturale e artistico che la influenzava, quanto anche il caso e il divertimento hanno inciso nella sua pratica?

Da quanto ho capito da chi la conosceva, Woodman aveva un grande senso dell’umorismo, e questo traspare chiaramente in molte delle sue fotografie. Pur avendo idee ben precise e spesso abbozzando in anticipo i progetti per la resa finale delle sue immagini, era aperta al processo creativo. Spiegava che i suoi appunti e schizzi erano il punto di partenza e che, una volta scattate le fotografie, improvvisava e lavorava in modo intuitivo.

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A cosa è dovuta la sua tensione a mimetizzarsi con gli elementi architettonici o ornamentali dello spazio? La sua intenzionalità era quella di svanire dall’immagine?

Non posso speculare sulle sue ragioni. Non la vedo come una persona che sta scomparendo, piuttosto come se stesse diventando qualcosa d’altro o, forse, come se stesse giocando a nascondino.

In mostra ci sono delle fotografie inedite. Quanto di Francesca Woodman c’è di inesplorato?

Molte delle opere di Woodman non erano state incluse nelle ampie mostre retrospettive organizzate nei circa trentacinque anni successivi alla sua morte (1981), periodo in cui la sua eredità artistica è stata gestita dai suoi genitori, gli artisti Betty Woodman e George Woodman. 

Francesca Woodman Untitled, c. 1977–78
Francesca Woodman Untitled, c. 1977–78. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian

Queste opere, insieme ad altre più note, sono ora a disposizione della Woodman Family Foundation (fondazione nata intorno al 2020, in seguito alla scomparsa di entrambi i genitori di Woodman, e incaricata di preservare l’eredità artistica di tutti e tre gli artisti). La Fondazione ha ereditato gli archivi di Francesca, precedentemente non catalogati.

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Ciò significa che ora possiamo comprendere un maggior numero di opere in relazione tra loro e leggere le sue stesse parole riguardo alle sue intenzioni e motivazioni. Grazie alle numerose mostre precedenti, il pubblico ha acquisito una conoscenza approfondita del suo lavoro, il che apre la strada a un’esplorazione più approfondita di aspetti, corpus di opere e temi specifici.

Francesca Woodman Untitled, c. 1976. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman Untitled, 1978. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome. Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman, Senza titolo, 1976 circa. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome Courtesy the Foundation and Gagosian
Francesca Woodman, It Must Be Time for Lunch Now, 1976. © Woodman Family Foundation/SIAE, Rome Courtesy the Foundation and Gagosian

Lately I Find a Sliver of Mirror Is Simply to Slice an Eyelid

  • A cura di Katarina Jerinic
  • Gagosian Gallery, via Francesco Crispi, 16 – Roma
  • dal 29 aprile al 31 luglio 2026
  • mar-sab 10-18.30
  • ingresso gratuito
  • gagosian.com
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