• Chi siamo
  • Contatti
Scopri fotocult.it Leggi tutto gratis per 30 giorni
venerdì, 29 Maggio, 2026
  • Login
  • Registrati
Abbonamenti
Fotocult.it
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
FOTO Cult
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
Home MOSTRE & CONCORSI MOSTRE FOTOGRAFICHE ARCHIVIO

Le mostre su Vivian Maier non sono mai troppe… O forse sì?

Ecco il punto di vista della più grande studiosa della celebre tata fotografa, curatrice della mostra “Vivian Maier. The exhibition”.

Jessica Barresi di Jessica Barresi
23 Maggio 2025
in ARCHIVIO
Condividi su FacebookCondividi su Twitter
Self-Portrait, New York, NY, 1953. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Self-Portrait, New York, NY, 1953. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Padova

Dal 25 aprile al 28 settembre 2025

Prorogata fino al 19 ottobre 2025

Su Vivian Maier vengono allestite innumerevoli mostre fotografiche in Italia e nel mondo, secondo alcuni – per dirla fuori dai denti – anche “troppe”. Mentre scriviamo questo articolo, ça va sans dire, è in corso a Padova un’esposizione, dedicata alla sterminata produzione della tata fotografa più amata di sempre: Vivian Maier. The exhibition.

La qualità degli scatti di Vivian Maier è ineccepibile, la quantità di materiale prodotto dalla fotografa è sbalorditiva e la sua storia è a dir poco avvincente: la combinazione dei tre fattori la rende giocoforza un soggetto particolarmente adatto ad attrarre e affascinare un ampio pubblico. Ma lei, “Viv” in persona, notoriamente riservata rispetto alla condivisione delle sue fotografie, cosa penserebbe della sovraesposizione del suo lavoro se fosse qui oggi?

Self-Portrait, New York, NY, 1954. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
New York, NY, October 18, 1953. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Abbiamo posto questa domanda – e non solo – a una paziente e disponibile Anne Morin, curatrice della mostra in corso presso il Centro Culturale Altinate/San Gaetano, per provare a stimolare nuovi punti di vista su una delle più grandi icone della fotografia moderna e contemporanea e capire perché le mostre a lei dedicate sono state tante, ma forse non ancora abbastanza.

banner vetrina libri fotocult.it

Ogni anno innumerevoli mostre presentano l’opera di Vivian Maier. A cosa si deve questa sovraesposizione?

Vivian Maier è un caso molto particolare nella storia della fotografia, probabilmente perché non era previsto che entrasse a far parte di quella storia, ma poi una strana vicenda ci ha messo lo zampino. Il suo lavoro era destinato all’oscurità, all’oblio e persino alla distruzione, ma per uno scherzo del destino, per una straordinaria combinazione di circostanze, è diventato un punto di riferimento. Il meccanismo che le ha permesso di passare dall’invisibilità all’iconicità è senza precedenti, e il fatto che una donna anonima, una dilettante appartenente agli strati sociali più bassi, abbia ottenuto un riconoscimento così solido, trasforma il caso di Vivian Maier in un vero e proprio fenomeno, semplicemente perché la sua storia parla a tutti.

Armenian woman fighting on East 86th Street, New York, NY, September 1956. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, N
Armenian woman fighting on East 86th Street, New York, NY, September 1956. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, N

Immaginiamo che Vivian Maier, persona notoriamente riservata e poco incline alla condivisione delle sue fotografie, potesse essere qui oggi. Come commenterebbe la costante pubblicazione delle sue immagini?

È molto difficile da dire, ma penso comunque che lei preferirebbe rimanere nell’ombra piuttosto che commentare. Vivian Maier non parla, fa e basta.

Senza l’accattivante contesto della storia di John Maloof, la produzione di Vivian Maier sarebbe altrettanto popolare?

Come curatrice impegnata fin dall’inizio in questo lungo e lento viaggio volto a costruire una struttura di visibilità per Vivian Maier, ho sempre separato la storia dalla Storia. L’opera sta in piedi da sola, non ha bisogno di storytelling o di contesto narrativo. Non c’è spazio per l’aneddoto, il suo lavoro è troppo potente. È una questione di proporzioni.

banner vetrina libri fotocult.it

Perché il titolo Vivian Maier. The exhibition? Che ne è delle mostre presentate al pubblico finora?

La mostra The exhibition è la somma di tutte le esposizioni venute prima. Questa mostra è l’apice del lavoro di Vivian Maier e non esiste una mostra su questa fotografa più grande o più completa. Mi ci sono voluti quindici anni per realizzarla e si basa su un processo di ricerca che ha richiesto molto tempo. È una conquista.

Ci sono ancora molte persone che non conoscono la tata fotografa?

Di certo Vivian Maier non è estranea alla comunità fotografica, perché il fenomeno e il lavoro sono abbastanza potenti da non passare inosservati. Sono poche le persone che non hanno sentito parlare di lei; il suo nome ha rappresentato un volto senza linee, quello di una bambinaia che ha vissuto al servizio degli altri, nel rovescio del sogno americano e poi ha raggiunto l’apice della propria visibilità in meno di quindici anni. Vivian Maier non è un ‘pop-up’, è venuta per restare.

New York Public Library, NY, c. 1954. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
New York Public Library, NY, c. 1954. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Qual è l’impatto dell'opera di Vivian Maier sulle generazioni di nuovi fotografi?

Vivian Maier ha abbattuto le barriere della fotografia e ha ispirato molti fotografi amatoriali e contemporanei, soprattutto nell’ambito dell’autoritratto, tematica quanto mai attuale che oggi è declinata anche nella pratica del ‘selfie’. Senza dubbio Maier ha realmente esaminato la questione dell’autorappresentazione. Si stima che abbia scattato cinquecento autoritratti all’anno per quarantacinque anni. È una cifra enorme. Per questo Vivian Maier è così ‘popolare’, perché condivide il problema cruciale dell’identità e del soggetto all’interno della società.

banner offerte fotocult

Ce la vede Vivian Maier a gestire un account Instagram?

Certamente no. Instagram non è una finestra, è uno specchio, ma non di quelli in cui Vivian Maier voleva guardare il mondo.

Potrebbe citare un fotografo di strada contemporaneo di Vivian Maier che non ha raggiunto la sua stessa popolarità?

Naturalmente citerei Saul Leiter, una figura molto vicina a Vivian Maier in termini di tempo, spazio e concezione della vita e del lavoro. Le opere di Leiter sono attualmente in mostra alla Reggia di Monza. Leiter ha scelto di rimanere clandestino, nell’ombra, nell’opacità. Sia Maier che Leiter sono stati collezionisti di piccoli momenti, poeti del minuscolo, delle piccole cose, ognuno a modo suo.

Untilted, September 1961. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Untilted, September 1961. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Quante mostre fotografiche di Vivian Maier ha curato? Qual è la sfida più grande del suo lavoro in relazione a questa icona della fotografia?

Ho curato quasi sessanta mostre di Vivian Maier in tutto il mondo e la sua opera, come tutte le opere che esercitano un certo fascino, è inesauribile. Tra qualche anno sarà possibile proporre una nuova mostra su di lei, perché il suo archivio è straordinariamente ricco. La mia sfida più grande con Vivian Maier è rimanerle il più vicino possibile, senza mai tradire le sue intenzioni, il suo sguardo, il suo linguaggio. Mi faccio sua portavoce, per elevare il suo lavoro e collocare questa pietra miliare nella storia. Credo che lei sia mia complice e che altre opere saranno costruite sulla sua opera e tramandate nei millenni.

E per chi ancora non conoscesse la storia di Vivian Maier...

In breve, la storia è questa: negli anni Cinquanta Vivian Maier acquista la sua prima fotocamera in Francia, impara a sviluppare la pellicola e a stampare in camera oscura. Fotografa prevalentemente paesaggi alpini, vuole avviare un business di cartoline, il primo dei tanti tentativi falliti di fare della fotografia una professione. Nel 1951, a New York, “Viv” trova il suo primo impiego come tata, il lavoro ideale per non dover rinunciare alla sua passione. Scatta migliaia di fotografie, pratica il ritratto e l’autoritratto, esplora la street photography, il paesaggio urbano e il fotogiornalismo. Sebbene tutto le riesca sorprendentemente bene, diventa sempre meno incline a condividere le sue fotografie, che accumula compulsivamente insieme a giornali e altri oggetti di varia natura.

Central Park, New York, NY, September 26, 1959. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Central Park, New York, NY, September 26, 1959. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Negli anni Duemila Maier non riesce a pagare l’affitto del deposito che ospita le sue scatole inzeppate di stampe, negativi e rullini non sviluppati, per un totale di oltre 140.000 immagini. Le scatole vengono messe all’asta e nel 2007 il giovane artista John Maloof, all’epoca agente immobiliare, entra in possesso di una parte dell’inestimabile archivio della fotografa, della quale riesce a scoprire l’identità solo dopo la sua morte, nel 2009. Maloof condivide le immagini su internet e l’enorme interesse suscitato fa sì che venga scritta una nuova pagina di storia della fotografia.

Vivian Maier. The exhibition

La mostra “Vivian Maier. The exhibition” è suddivisa in sette sezioni e ripercorre tutta la vita dell’artista, con più di duecento fotografie, oggetti personali, documenti inediti, registrazioni audio e filmati Super 8, esposti in via eccezionale soltanto per questa retrospettiva.
La mostra è accompagnata da un catalogo che omaggia brillantemente l’eccezionale talento fotografico di un’autrice versatile, ironica, curiosa e caparbia. Il volume – realizzato da Moebius in collaborazione con Réunion des musées nationaux (RMN) – Grand Palais e Musée du Luxembourg, Paris – è un ottimo strumento per esplorare nel dettaglio della vita della fotografa, assaporando un magnifico carosello di ombre, specchi, volti, mani, strade, giornali e animali ritratti con un sorprendente senso estetico.

Chicago, IL, 1962. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY
Lena Horne, New York, NY, September 30, 1954. © Estate of Vivian Maier, Courtesy of Maloof Collection and Howard Greenberg Gallery, NY

Nata da un progetto di Vertigo Syndrome e in collaborazione con diChroma photography, la mostra è curata da Anne Morin – la più grande esperta e studiosa della vita dell’artista – e realizzata con il contributo di AcegasApsAmga e vede come mobility partner Frecciarossa Treno Ufficiale.

Vivian Maier. The exhibition

  • A cura di Anne Morin
  • Centro Culturale Altinate/San Gaetano, via Altinate, 71 – Padova
  • dal 25 aprile al 19 ottobre 2025
  • consultare gli orari di visita sul sito ufficiale della mostra
  • intero 16 euro, ridotto 14 euro
  • altinatesangaetano.it

Le mostre di fotografia da non perdere in primavera in Italia e dintorni

ARCHIVIO

Primavera 2025: le mostre di fotografia da visitare in Italia e dintorni

di Redazione Fotocult
20 Marzo 2025

La mappa delle mostre di fotografia su fotocult.it

Scopri la mappa interattiva delle mostre fotografiche

Clicca qui
banner home page fotocult
Potrebbero interessarti anche
Vivian Maier. Anthology
ARCHIVIO

Vivian Maier. Anthology

dal 7 settembre 2023 al 28...

di Redazione Fotocult
31 Agosto 2023
Vivian Maier. The Self-Portrait and its Double
ARCHIVIO

Vivian Maier. The Self-Portrait and its Double

dal 16 dicembre 2022 al 16...

di Jessica Barresi
24 Novembre 2022
Vivian Maier mostra Riccione
ARCHIVIO

Vivian Maier. Autoritratti nella street photography di una “tata francese”

dal 20 aprile al 3 novembre...

di Redazione Fotocult
26 Maggio 2024
Saul Leiter mostra fotografica Una finestra punteggiata di gocce di pioggia Monza
ARCHIVIO

Saul Leiter: fotografia pittorica, pioggia e vetri appannati

dal 1° maggio al 31 agosto...

di Redazione Fotocult
10 Maggio 2025
Saul Leiter Centennial Howard Greenberg Gallery
RACCONTI D'AUTORE

Pennellate di colore sui marciapiedi di New York: la street photography alternativa di Saul Leiter

dal 2 dicembre al 10 febbraio...

di Giulio Piovesan
26 Gennaio 2024
Spettatori all’ippodromo di Tor di Quinto, Roma, 1890 circa. Fondazione Primoli
CURIOSITÀ

Giuseppe Primoli. Narratore di Roma Capitale

Un viaggio dentro l’Archivio fotografico della...

di Francesca Orsi
25 Maggio 2023
Tags: Autoritrattomostre fotograficheStreet photography
Articolo precedente

La prova del Lexar GO, il piccolo SSD che salva la memoria del tuo smartphone

Articolo successivo

Morto Sebastião Salgado, il fotografo che ha raccontato l’umanità

Articolo successivo
Portrait-of-Sebastião-Salgado-2019.-©-Renato-Amoroso

Morto Sebastião Salgado, il fotografo che ha raccontato l'umanità

Login login per unirti alla discussione
banner metrophoto sigma bf fujifilm gfx100rf
banner instagram fotocult.it

Newsletter

*campo obbligatorio
banner google fotocult
banner Metrophoto sigma bf fujifilm gfx100rf

Articoli recenti

La Lumix G9 II con ottica abbinata al prezzo più accessibile di sempre e la Fujifilm X-M5 ancora più scontata: le offerte di oggi su Amazon

29 Maggio 2026
Robert Mapplethorpe Le forme della bellezza mostra fotografica Roma Ara Pacis

A Roma le forme della bellezza di Robert Mapplethorpe

29 Maggio 2026
Leica scopre il grigio antracite: nuova finitura “Metal Grey” per fotocamere e accessori

Leica scopre il grigio antracite: nuova finitura “Metal Grey” per fotocamere e accessori

29 Maggio 2026
Vincitori World Report Award | Documenting Humanity 2026

Dopo il World Press Photo, Carol Guzy vince anche il World Report Award

28 Maggio 2026

Fujifilm X-M5 con ottica: la versione nera è in offerta. E restano in sconto le mirrorless full frame Lumix e un monitor OLED

28 Maggio 2026

Viltrox Vintage Z1 Pro TTL Retro: il flash compatto dall’aspetto vintage si rinnova con TTL e HSS

28 Maggio 2026
Nicola Vinciguerra vincitore Premio umane Tracce

Neurodivergenze, rinascite e Blue Whale: in mostra tutti i temi sul podio del Premio Umane Tracce

27 Maggio 2026

Il test della Panasonic Lumix L10: bentornata, LX100!

27 Maggio 2026
Quali sono i confini della fotografia di Paesaggio

Sony World Photography Awards: sbaglio, o c’è un po’ di confusione tra le categorie?

26 Maggio 2026

Brightin Star AF 12mm f/2.8 Full Frame: larghe vedute dalla Cina, ora con autofocus

26 Maggio 2026

Canon RF 16mm f/2.8 STM torna al minimo storico: solo 249 euro per il grandangolo spinto full frame, ma c’è anche una compatta Vlog

26 Maggio 2026

Elite Legends Series: Lexar schiera un tridente di dispositivi portatili omaggiando l’Argentina e il suo numero 10

25 Maggio 2026
Yolanda Cuomo mostra Officine Fotografiche Roma

Nel laboratorio visivo di una regina del photobook

25 Maggio 2026
Werner Bichof mostra Museo DIocesano

Werner Bischof: il delicato punto di vista di un fotoreporter Magnum

24 Maggio 2026
Lorenzo Zelaschi

Il fotografo di viaggio che sa scavare, e vedere il mondo davvero

23 Maggio 2026

Naviga per tag

Action Cam Amazon Archivio Canon Canon EOS Canon RF Concorsi fotografia Concorsi fotografici DJI Fotogiornalismo Fotografia di moda Fotografia di paesaggio Fotografia documentaria Fotografia naturalistica Fotoreportage Fujifilm Fujifilm X Fujinon Full frame Grandi autori Insta360 L-Mount Laowa Leica Libri Fotografici Lumix Lumix S Macrofotografia Maestri della fotografia Mirrorless Mostre fotografia Nikkor Z Nikon Nikon Z Obiettivi Offerte Panasonic Reportage Ritratto Sigma Smartphone Sony Sony E Street photography Tamron
fotocult logo

Dal 2004 FOTO Cult offre un'informazione professionale e appassionata su tecnica e cultura della fotografia. Sostienici e alimenta la tua passione.

Tipa World Award logo

fotocult.it è membro TIPA dal 2017. Clicca qui per conoscere la storia e la filosofia dell’associazione.

Content Authenticity logo

fotocult.it è membro della Content Authenticity Initiative

Amazon logo

In qualità di Affiliato Amazon, FOTO Cult potrebbe ricevere una commissione sugli acquisti idonei.

Categorie

  • TECHNEWS
  • TEST
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
  • MOSTRE
  • CONCORSI
  • LIBRI
  • GALLERIA
  • GREENPICS
  • LA RIVISTA

Recenti

La Lumix G9 II con ottica abbinata al prezzo più accessibile di sempre e la Fujifilm X-M5 ancora più scontata: le offerte di oggi su Amazon

29 Maggio 2026
Robert Mapplethorpe Le forme della bellezza mostra fotografica Roma Ara Pacis

A Roma le forme della bellezza di Robert Mapplethorpe

29 Maggio 2026
  • Cookie e Privacy Policy
  • Termini e Condizioni
  • Contatti
  • Abbonamenti e FOTO Credit
  • Acquista Crediti
  • Cart
  • Checkout
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie e Privacy Policy
  • Home
  • La rivista
  • Login Customizer
  • Mappa Mostre
  • My account
  • PALCO
  • Promozione Gold
  • Prova comparazione
  • Prova gratuita
  • Termini e Condizioni
  • test map
  • VETRINA

© 2024 copyright Fotocult s.r.l. C.F. e P. IVA n. 11984891009, Capitale sociale € 20.000,00 i.v. | Web design by Arkomedia Web Agency.

Bentornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata? Registrati

Crea il tuo nuovo account!

Registrati e inizia il tuo periodo di 30 giorni di prova gratuita!

Registrandoti autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali ai sensi del DL 30 giugno 2003, n. 196 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679). Privacy Policy.
Tutti i campi sono obblligatori Log In

Recupera password

Inserisci la tua username o la tua email per reimpostare la password

Log In
  • Login
  • Registrati
  • Carrello
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
Abbonamenti
  • Chi siamo
  • Contatti
Importante! Sei sicuro di voler usare 1 credito per leggere questo articolo?
Articoli rimanenti da sbloccare : 0
Importante! Sei sicuro di voler eliminare questa sottoscrizione?