Il percorso del 35mm f/1,4 di Sigma segna le tappe fondamentali della storia recente dell’azienda.
La prima generazione (2012): il 35mm F1.4 DG HSM Art è stato il primissimo obiettivo della linea Global Vision. Ha ridefinito gli standard di risolvenza per i grandangolari luminosi su reflex, costringendo gli antagonisti a rincorrere.
La transizione mirrorless (2019/2021): il 35mm F1.4 DG DN Art viene prima riproposto con lo stesso schema ottico della versione reflex con innesto L-Mount; due anni dopo viene riprogettato per sfruttare il tiraggio corto delle mirrorless e lanciato anche con innesto Sony E, introducendo anche il motore passo-passo e riducendo parzialmente peso e ingombri.
L’evoluzione DG II (2026): questa nuova iterazione alza ulteriormente l’asticella, raffinando lo schema ottico. La vera rivoluzione è l’adozione del sistema Dual HLA (High-response Linear Actuator) e di un gruppo di messa a fuoco flottante.
Rispetto agli altri 35mm Sigma a catalogo, il DG II si posiziona come il vero fulcro del sistema: si affianca al massiccio 35mm F1.2 DG II Art (estremamente luminoso, ma più pesante e costoso) e al compatto 35mm F2 DG DN Contemporary (votato alla portabilità quotidiana), offrendo il compromesso ideale tra prestazioni e maneggevolezza.
Indice dei contenuti
Sigma 35mm F1.4 DG II | Art: ergonomia e costruzione senza macchia
Compatto quanto il (se non più del) Sony, azienda maestra nella miniaturizzazione, il nuovo 35mm f/1,4 di Sigma cade perfettamente in mano e offre tutti i comandi razionalmente desiderabili. Innanzitutto la ghiera di messa a fuoco, che non risente dell’accorciamento del nuovo barilotto, è ampia e dalla scorrevolezza ben calibrata. La versione con innesto L-Mount, che abbiamo provato con l’eccellente Lumix S1R Mark II da 44MP, consente anche di gestire l’angolo e il verso di rotazione oltre alla risposta, lineare o meno; e in autofocus la sua funzione può essere commutata come fosse una normale ghiera di regolazione. Ad esempio, può gestire la compensazione dell’esposizione oppure diventare la ghiera di uno zoom virtuale con escursione impostabile tramite fotocamera (le funzioni assegnabili dipendono dal corpo su cui viene montata l’ottica).
Immancabile la ghiera dei diaframmi, data per estinta quando l’euforia da controllo elettronico aveva concentrato tutti i comandi nella fotocamera e tornata in auge. Può avere i click ogni terzo di stop o scorrere fluidamente; e può ovviamente essere bloccata su A per lasciare il controllo a uno dei selettori della mirrorless. Il Sigma 35mm F1.4 DG II dispone anche di due pulsanti personalizzabili.
La struttura, nonostante la cura dimagrante subita, è tropicalizzata e regala una notevole sensazione di robustezza. Sigma ha usato sia leghe metalliche sia il suo rinomato composito termostabile per tenere per l’appunto sotto controllo il peso.
A tale proposito, la bilancia segna 525 grammi, uno in più rispetto al Sony di pari focale e luminosità. Con questo condivide anche la lunghezza di 96mm e il passo filtri da 67mm, mentre è più snello di 3 millimetri.
Completa il panorama tecnico il paraluce, di dimensioni molto generose, dotato di una fascia gommata che invita a sostenere correttamente l’obiettivo dalla sua parte più avanzata, e di un pulsante di sblocco che rende assai improbabile smarrire il prezioso accessorio.
Rispetto al modello precedente, il nuovo 35mm è più corto del 14% e più leggero del 20%. Questo risultato è stato ottenuto principalmente adottato un sistema di messa a fuoco a lenti flottanti. E per gestire tale complesso meccanismo è stata adottata una coppia di motori HLS (motori lineari a risposta rapida). La minima distanza di messa a fuoco è di 28cm, cui corrisponde un rapporto di riproduzione 1:5,4.
| Sigma 35mm F1.4 DG II Art | Sigma 35mm F1.2 DG II Art | Sigma 35mm F1.4 DG DN Art (2021) | Sony 35mm F1.4 GM | |
|---|---|---|---|---|
| Schema Ottico | 15 elementi in 12 gruppi | 17 elementi in 13 gruppi | 15 elementi in 11 gruppi | 14 elementi in 10 gruppi |
| Angolo di Campo | 63,4° | 63,4° | 63,4° | 63° |
| Lamelle Diaframma | 11 (circolari) | 11 (circolari) | 11 (circolari) | 11 (circolari) |
| Distanza Min. Fuoco | 28cm | 28cm | 30cm | 27cm (AF) / 25cm (MF) |
| Ingrandimento Max | 1:5,4 (0,18x) | 1:5,3 (0,19x) | 1:5,4 (0,18x) | 0,23x (AF) / 0,26x (MF) |
| Diametro Filtro | 67mm | 72mm | 67mm | 67mm |
| Dimensioni (øxL) | 73,0×96,0mm | 81,0×113,4mm | 75,5×111,5mm | 76,0×96,0mm |
| Peso | 525g | 755g | 640g | 524g |
| Prezzo orientativo | 1000 euro | 1500 euro | 900 euro | 1700 euro |
Quanto vetro!
Lo schema ottico del Sigma prevede 15 lenti in 12 gruppi. Di queste, due sono SLD, ossia a bassissima dispersione, e ben quattro sono asferiche. Sigma dichiara di aver sfruttato le più recenti tecniche per realizzare questi elementi, allo scopo preciso di eliminare le aberrazioni cromatiche assiali, che gli occhi più allenati scorgono (e patiscono) nelle riprese realizzate con obiettivi luminosi alle maggiori aperture. Soprattutto perché, a differenza di quelle laterali, queste aberrazioni non sono correggibili in post produzione.
Se la Casa è fiera delle prestazioni a tutta apertura, che presto vedremo insieme, va sottolineata anche la cura nel preservarla ai diaframmi intermedi: il nuovo Sigma dispone di un’iride a undici lamelle a profilo curvo per mantenere circolari i punti fuori fuoco anche alle aperture medie.
Notevole anche lo spiegamento di forze per contenere i riflessi interni: Sigma ha utilizzato il nuovo rivestimento AAC (Advanced Amorphous Coating) che dovrebbe ridurre immagini fantasma e flare, mantenendo alto il contrasto anche in situazioni limite.
Nitidezza sorprendente
Sigma ci obbliga a trovare parole nuove per definire la resa dei suoi obiettivi, in particolare di quelli a focale fissa serie Sports o Art come questo recentissimo 35mm. Se al centro non ci aspettavamo niente di meno anche a tutta apertura, ossia una brillantezza indiscutibile, ai bordi siamo rimasti sorpresi dalla precisione con cui ha riprodotto i dettagli più fini. Al punto che abbiamo ricontrollato che l’analisi fosse stata eseguita realmente su immagini scattate a f/1,4. Oltre alla risoluzione, si apprezza anche la virtuale assenza di aberrazioni cromatiche laterali. I dettagli che mostriamo sono prelevati da file RAW convertiti senza alcuna correzione, se non quella della caduta di luce ai bordi per rendere i ritagli più facilmente confrontabili.
Qui di seguito, un esempio della resa alle brevi distanze: se a tutta apertura ha un aspetto un po’ sognante (vedi oltre il capitolo sul bokeh), basta chiudere di poco il diaframma per ottenere una croccantezza eccellente.
Aberrazioni cromatiche assiali
Ecco una delle prove pratiche per controllare le aberrazioni cromatiche assiali: sono del tutto assenti anche a tutta apertura. Ai dettagli affianchiamo anche le immagini intere per fornire ulteriori esempi della pastosità delle immagini generate da questo grandangolare.
Lo strato antiriflessi del Sigma Art 35mm F1.4 DG II | Art
La resistenza al controluce è eccellente: considerate che la luminosità di un sottobosco è davvero bassa e su questa è stata calcolata l’esposizione, mentre il raggio di sole del primo pomeriggio è intensissimo. Il differenziale quindi è molto alto e in un obiettivo con strato antiriflessi meno efficiente avremmo assistito a immagini fantasma e calo di contrasto di entità di gran lunga maggiore.
Il bokeh del Sigma Art 35mm F1.4 DG II | Art
Se a un grandangolare con luminosità moderata si chiede soprattutto una nitidezza elevata, da uno che si spinge fino a f/1,4 ci si aspetta uno sfocato tanto abbondante quanto gradevole. E questo Sigma non delude. Nel close-up, se utilizzato a tutta apertura, genera atmosfere sognanti; nel ritratto ambientato, sempre a f/1,4, è in grado di separare i soggetti dallo sfondo in modo molto netto, tanto che non sempre, come si vede dagli esempi qui sotto, è necessario lavorare a tutta apertura: un valore intorno a f/2,8 mantiene sempre un certo stacco, ma permette di leggere meglio l’ambiente.
Caduta di luce ai bordi e distorsione
Disattivando le correzioni digitali o elaborando i RAW con tutto “a zero”, è possibile apprezzare la correzione ottica all’origine di questo nuovo grandangolare.
La caduta di luce ai bordi è molto evidente a f/1,4: raggiunge -2,4EV negli angoli e scende a -1,2EV solo a f/2,8. Se non si apprezza l’effetto “cornice”, che pure alle volte aiuta, è necessario attivare la correzione in camera o applicare il profilo dedicato a questo Sigma che software come ACR di Photoshop già hanno nel database. Lo stesso vale per la moderata distorsione a barilotto.
Il focus breathing c'è ma non è eccessivo
Il respiro, ossia la variazione di angolo di campo effettivo in funzione della distanza di messa a fuoco, è – insieme alla caduta di luce ai bordi – l’unico “difetto” di questo obiettivo. Si noti, d’altro canto, la fluidità della variazione nella messa a fuoco, che invece è uno dei pregi di questo obiettivo. L’autofocus in genere, per silenziosità e rapidità, è tra i pregi più evidenti del nuovo Sigma 35mm F1.4 DG II | Art.
Sigma 35mm F1.4 DG II | Art: qualche scatto extra
Una piccola galleria realizzata con il grandangolare Sigma. Passando con il mouse sopra le immagini o cliccandole su smartphone, è possibile leggerne i dati di scatto.
Sigma 35mm F1.4 DG II | Art: il verdetto
Siamo di fronte a uno degli obiettivi più riusciti di sempre. Il nuovo Sigma non costa pochissimo, ma pur sempre 700 euro meno del rivale Sony. E offre prestazioni a dir poco sorprendenti. La più esaltante è la resa dei bordi anche a tutta apertura, caratterizzata da un’uniformità con il centro che di solito non si riscontra nei grandangolari, ma solo sui teleobiettivi superluminosi di altissima caratura.
Tra i punti migliorabili includiamo soprattutto la marcata caduta di luce ai bordi, difetto peraltro facilmente correggibile.
Il Sigma 35mm F1.4 DG II | Art sfoggia anche una costruzione robusta ed elegante. È anche leggero e relativamente compatto, grazie a uno sforzo progettuale che libera Sigma dalla nomea che voleva le sue realizzazioni molto valide dal punto di vista ottico, ma penalizzate da dati dimensionali e ponderali non di primo piano.
Scheda tecnica Sigma 35mm F1.4 DG II | Art
- Prezzo 999 euro
- Apertura massima f/1,4
- Apertura minima f/16
- Schema ottico 15 lenti in 12 gruppi
- Angolo di campo (full frame) 63,4°
- Minima distanza di messa a fuoco 28cm
- Rapporto di riproduzione 1:5,4
- Lamelle del diaframma 11
- Diametro filtri 67mm
- Paraluce in dotazione, a corolla
- Dimensioni diametro 73mm, lunghezza 94mm (L-Mount), 96mm (Sony E)
- Peso 530g (L-Mount), 525g (Sony E)
- Innesti disponibili L-Mount, Sony E
- Importatore M-Trading
Pro e Contro del Sigma 35mm F1.4 DG II | Art
- Struttura robusta e leggera
- Ottima ergonomia
- Nitidezza eccellente anche a tutta apertura, fino ai bordi
- Contenimento delle aberrazioni cromatiche assiali e laterali
- Bokeh sempre gradevole
- Autofocus rapidissimo e silenzioso
- Tenuta in controluce
- Prezzo adeguato alle prestazioni
- Focus breathing rilevante
- Caduta di luce ai bordi molto sensibile a f/1,4
- La versione Sony E ha qualche limite nella personalizzazione
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