Bra (CN)
Dal 19 settembre al 25 ottobre 2026
Siamo nel 2026, fotografiamo tutto, non stampiamo quasi niente, la rivoluzione digitale ha congelato gli album di famiglia agli anni ’90. La nostra memoria privata e collettiva è rarefatta, confusa e appesa a una connessione internet e ogni tanto salta fuori una soffitta o uno scantinato a darci uno scossone morale. È andata così nel 2020, l’anno del ritrovamento dell’Archivio fotografico Studio Bruno Risso: più di 30.000 immagini su lastre in vetro, negativi e stampe raccolte in polverosi scatoloni e in cassette di plastica per ortofrutta erano in paziente attesa in una polverosa cantina, pronte a ricordarci come fa la fotografia a custodire la storia.
L’archivio raccoglie immagini realizzate da diversi fotografi – tra cui Bruno Risso, Carlo Novara, Giovanni Novara e Beppe Rainero – insieme a preziosi registri manoscritti che permettono di ricostruire con precisione volti, date e contesti, offrendo alle nuove generazioni la possibilità di ritrovare antenati e storie locali.
Numerosi ritratti in studio si alternano a scatti all’aperto, vedute storiche e documentazione di eventi sportivi e ludici, restituendo volti e paesaggi che hanno caratterizzato l’Ottocento e il Novecento e tenendo traccia, al tempo stesso, dell’evoluzione della pratica fotografica.
Il ritrovamento dell'archivio fotografico Studio Bruno Risso
Facciamo un passo indietro per ricostruire il ritrovamento di questo tesoro della storia della fotografia.
Nel 2019 il dottor Giancarlo Volpi lavorò a un progetto sugli studi fotografici piemontesi, arrivando a censirne ben 178 in 99 paesi, percorrendo più di 5.000 km.
Successivamente si rese conto che questi studi avevano prodotto, anche involontariamente, degli archivi molto ricchi, così iniziò a contattare gli studi precedentemente censiti. Nell’estate del 2020 andò a trovare il signor Risso nel suo studio – al tempo ancora aperto – e fu lì, nella cantina dello studio, che Volpi scoprì l’archivio che lo avrebbe assorbito per un lungo periodo di tempo.
L'archivio diventa una mostra fotografica a Bra
Dopo sei anni e oltre 4.000 ore di lavoro di intervento sull’Archivio, arriva a Bra una mostra ospitata nella storica Zizzola – Casa dei braidesi, intitolata Ricordé. Un archivio, un paese, una mostra fotografica.
L’esposizione è organizzata in quattro sezioni principali: una sezione dedicata alla documentazione fotografica dei sei anni di intervento sull’archivio, dal ritrovamento al lavoro di conservazione e catalogazione; una sezione incentrata sui ritratti e sulle vedute storiche; un capitolo dedicato alle gare internazionali di motocross nell’ex circuito dell’America dei Boschi, che per decenni ospitò importanti eventi che videro grande partecipazione popolare; una sezione dedicata alla discoteca Diamant, con fotografie che riportano alla memoria le serate, i concerti e gli artisti che hanno animato il locale, come Patty Pravo, Ornella Vanoni e Massimo Ranieri.
Ricordé. Un archivio, un paese, una mostra fotografica è stata prodotta e allestita con la cura e la dedizione che qualsiasi archivio meriterebbe, specialmente se tanto imponente.
Lo stesso Volpi si è occupato personalmente della curatela dell’esposizione e della stampa in camera oscura di una selezione delle immagini in mostra.
Trenta stampe digitali di ritratti su vetro sono appese a una maestosa scultura che rappresenta l’albero genealogico della città di Bra, creata dall’artista Giovanni Borgarello.
Insieme a questo vero e proprio albero della memoria della città, i visitatori avranno modo di osservare dal vivo il banco ottico ligneo di fine Ottocento impiegato per i ritratti fotografici originali su lastra in vetro.
Più articolato, invece, il processo di stampa riguardante le restanti sezioni della mostra: trentotto stampe analogiche sono state realizzate in camera oscura da negativi provenienti da file digitali restaurati.
Figure chiave del grande lavoro di recupero e catalogazione dell’archivio sono state, insieme a Giancarlo Volpi, il fotografo Bruno Risso, l’Assessore alla Cultura della Città di Bra (2015-2025) dott. Fabio Bailo, la dott.ssa Anna Negrini, la quale ha riscritto al computer oltre 150.000 metadati legati alle foto e provenienti da registri scritti a mano.
L’esposizione è parte del più ampio progetto di acquisizione finanziato dall’avviso pubblico Strategia Fotografia 2025, promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura.
Il progetto “Archivio fotografico Studio Bruno Risso per la città di Bra” ha incluso anche la digitalizzazione dell’intero archivio – presto consultabile sul sito dei Musei Civici www.museidibra.it – e la produzione di un documentario di circa 60 minuti che racconta la scoperta e il recupero dell’archivio e del quale sarà possibile prendere visione a fine anno.
Un incontro con gli autori del progetto
In occasione del festival BRA’S è prevista la presenza degli autori del progetto per due giornate di incontro e dialogo con il pubblico sabato 19 e domenica 20 settembre. Durante questi appuntamenti sarà possibile confrontarsi direttamente con i protagonisti del recupero dell’Archivio fotografico Studio Bruno Risso, porre domande tecniche e storiche, richiedere approfondimenti e soddisfare curiosità sul ritrovamento, la conservazione e la digitalizzazione del materiale.
Ricordé. Un archivio, un paese, una mostra fotografica
- A cura di Giancarlo Volpi
- Zizzola – Casa dei braidesi, Strada Fey – Bra (CN)
- dal 19 settembre al 25 ottobre 2026
- sab-dom 10-18
- ingresso gratuito
- museidibra.it
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