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Home TEST OBIETTIVI

Test Nikkor Z 400mm f/4,5 VR S

La prova completa del leggerissimo teleobiettivo dedicato alle mirrorless Nikon Z

Emanuele Costanzo di Emanuele Costanzo
30 Settembre 2022
in OBIETTIVI
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Professionisti o appassionati di fotografia naturalistica e sportiva sono nel mirino di Nikon, che amplia il corredo dei tele con un 400mm a focale fissa. Il Nikkor Z 400mm f/4,5 VR S è caro, costa poco meno di 3.800 euro di listino; ma è anche incredibilmente leggero e compatto, e si trasporta e maneggia con disinvoltura. La resa ottica è eccellente, con poche ombre.

Dopo il Nikkor Z 800mm f/6,3 PF VR S è la volta del Nikkor Z 400mm f/4,5 VR S. Nel sempre più ampio corredo della Casa giapponese è già presente questa focale, in più declinazioni. La più performante prende corpo nel poderoso Nikkor Z 400mm f/2,8 TC VR S, un tele superluminoso con moltiplicatore di focale 1,4x incorporato che lo trasforma in un istante in un 560mm f/4: lanciato all’inizio del 2022, costa 15.499 euro salvo sconti. Più abbordabile, ma non proprio popolare, è invece un telezoom, il Nikkor Z 100-400mm f/4,5-5,6 VR S, annunciato nell’autunno del 2021 e in vendita a 3.089 euro. L’oggetto della nostra prova, in listino a 3.789 euro, entra dunque in più diretta concorrenza con quest’ultimo, che è sì leggermente meno luminoso a 400mm (2/3 di stop), ma ha dalla sua la versatilità di uno zoom e un prezzo sensibilmente inferiore. Purtroppo non abbiamo ancora avuto modo di testare il Nikkor 100-400mm e ci ripromettiamo di colmare la lacuna quanto prima. Nel frattempo, non resta che mostrare di che pasta è fatto questo 400mm f/4,5.

  • Costruzione leggerissima e compatta
  • Resistenza alle intemperie
  • Ottima gestione del controluce
  • Pulsanti e ghiere programmabili
  • Qualità ottica anche a tutta apertura
  • Bokeh molto gradevole
  • Autofocus rapidissimo e finemente gestibile
  • Distorsione virtualmente assente
  • Minima distanza di messa a fuoco non particolarmente ridotta
  • Prezzo impegnativo
  • Caduta di luce ai bordi a tutta apertura
  • Lievi aberrazioni cromatiche laterali

Scheda tecnica Nikkor Z 400mm f/4,5 VR S

  • Prezzo 3.789 euro Importatore Nital S.p.a., via Vittime di Piazza Fontana, 54, 10024 – Moncalieri (TO) internet nital.it
  • Matricola 20003929
  • Apertura massima f/4,5
  • Apertura minima f/32
  • Schema ottico 19 lenti in 13 gruppi (1 ED, 2 super-ED, 1  SR, 1 con trattamento al fluoro, Nano Crystal Coat su più elementi)
  • Angolo di campo su formato 35mm 6° 10′
  • Angolo di campo su formato APS-C (15,6×23,7mm) 4°
  • Minima distanza di messa a fuoco 2,5m
  • Ingrandimento massimo 1:6,25
  • Lamelle del diaframma 9
  • Diametro filtri 95mm
  • Paraluce a tronco di cono con pulsante di sblocco (in dotazione)
  • Dimensioni diametro 104mm, lunghezza 234,5mm
  • Peso 1245g (1160g senza staffa pere treppiedi)
  • Innesti disponibili Z-Mount

Nikkor Z 400mm f/4,5 VR S: struttura, peso e dimensioni

Leggero. Non si può che partire da qui per descrivere il nuovo tele Nikkor: 1.245 grammi, staffa per treppiedi inclusa, sono nulla per una focale così lunga e luminosa. E la sensazione di leggerezza è enfatizzata dal volume relativamente elevato del barilotto, che pure è stato contenuto in poco più di 23cm di lunghezza e 10cm di diametro. La strana sensazione di avere tra le mani un obiettivo “vuoto” è frutto di un lavoro su due fronti. Innanzitutto sulla meccanica, fondata su un telaio in lega leggera che, grazie a una nutrita serie di guarnizioni, rende l’insieme robusto e impermeabile. E poi sull’ottica: i teleobiettivi con peso fortemente sbilanciato in avanti a causa degli spessi elementi frontali appartengono ormai al passato. Diciassette delle diciannove lenti che popolano questo Nikkor si trovano nella sezione mediana e posteriore, arretrando quindi il baricentro, e sono di diametro contenuto; davanti troviamo solo due elementi di grande diametro, uno dei quali relativamente sottile. Va però detto che un obiettivo di lunga focale molto leggero perde, nelle riprese a mano libera, l’effetto stabilizzante dato proprio dall’inerzia dovuta alla sua massa. Se su soggetti statici lo stabilizzatore ottico VR compensa egregiamente questo neo, nel panning la minore inerzia di moto riduce la percentuale di scatti con nitidezza accettabile. E questo almeno finché la sensibilità del fotografo non si adegua al nuovo strumento, consentendogli di sfruttare proprio la sua leggerezza per adeguare il brandeggio, ad esempio, per inseguire soggetti dalla velocità incostante. Dal punto di vista ergonomico il tele Nikkor in prova è ben studiato: la ghiera della messa a fuoco è in posizione mediana, mentre poco più avanti si trovano l’anello di controllo e i quattro pulsanti L-Fn2. Sia la ghiera sia i pulsanti sono personalizzabili attingendo a una lunga serie di opzioni (che includono anche la possibilità di disattivarli). Tra le più probabili da assegnare ai pulsanti L-Fn2, il richiamo di una distanza pre-registrata, mentre l’anello può servire a impostare il diaframma o la compensazione dell’esposizione (o altro). Nei pressi dell’innesto c’è un ulteriore pulsante L-Fn (facilmente raggiungibile solo con fotocamera su treppiedi). Sotto, due cursori per gestire la messa a fuoco (A/M) e la parzializzazione del campo AF. Per restare in tema, sotto la scocca il Nikkor 400mm f/4,5 VR S ospita un motore AF di tipo STM che agisce su gruppi interni, quindi le dimensioni dell’ottica non variano durante la focheggiatura; abbiamo rilevato anche un focus breathing contenuto, aspetto che, insieme alla regolazione fluida del diaframma, aiuta nei video con variazione di messa a fuoco ed esposizione. Non ridottissima la minima distanza di fuoco, pari a 2,5m, cui corrisponde il modesto rapporto di riproduzione 1:6,25.

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