Matera
Dal 7 luglio all’8 novembre 2026
Per Mimmo Jodice il Mediterraneo era la culla simbolica di una comune origine culturale di greci e romani. Animato dall’interesse per i temi della memoria e dell’antico – maturato a partire dagli anni Ottanta – il compianto fotografo napoletano ha prodotto Mediterraneo, una delle serie più importanti della sua ricerca fotografica, esposta persino al Philadelphia Museum of Art nel 1995.
Le potenti immagini di quel lavoro, che ci offrono una poetica visione contemporanea del passato, sono in mostra a Palazzo Lanfranchi di Matera, raccolte nell’esposizione Mimmo Jodice. Mediterraneo. Da inizio dicembre, la mostra farà tappa al Centre d’Art Moderne di Tétouan in Marocco.
Il Mediterraneo di Mimmo Jodice in mostra a Matera
A Matera sono esposte ottantatré opere fotografiche, di cui sessantotto stampe vintage ai sali d’argento su carta baritata con viraggio al selenio, realizzate dall’artista stesso tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta. Le stampe provengono dalla Collezione privata “i Cotroneo, Roma” e sono state concesse in prestito a fini espositivi dal collezionista stesso e dalla Collezione Farnesina del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale che ne conserva in deposito e ne espone una parte.
Completano la mostra cinque opere di grande formato 140×100 cm della serie Danzatrici e un’appendice di dieci opere vintage e moderne dedicata alle ricerche più recenti di Mimmo Jodice sul Mediterraneo, provenienti dallo Studio Jodice.
Mimmo Jodice. Mediterraneo è la prima grande mostra monografica istituzionale dalla scomparsa dell’artista, indiscusso protagonista della storia della fotografia europea contemporanea.
Le immagini sono il frutto di numerose ricognizioni dedicate alla cultura mediterranea e all’archeologia, a partire dalla terra natale dell’artista, alla quale Jodice è sempre rimasto profondamente legato: da Paestum a Pompei, da Cuma a Baia. Lo sguardo si estende poi a un Mediterraneo più ampio, che va dalla Grecia alla Turchia, dalla Giordania alla Tunisia, dalla Francia alla Libia. Non si tratta di un’indagine documentaria in senso stretto: i soggetti diventano piuttosto pretesti per un percorso interiore sospeso tra realtà e immaginazione, in cui emergono tracce delle civiltà greca e latina attraverso templi, acquedotti, terme, anfiteatri, statue e mosaici.
Mimmo Jodice: il fotografo delle statue vive
Tra le opere più celebri figurano gli Atleti della Villa dei Papiri di Ercolano e Le Danzatrici, conservate al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.
Nelle fotografie di Jodice le statue sembrano vive e assumono una forte intensità espressiva: grazie a una sapiente gestione di luci e ombre i volti si caricano di una umanità vibrante, in cui bronzo e marmo perdono la loro distanza formale e si trasformano in materia emotiva.
Nel percorso espositivo si coglie chiaramente la “mano” dell’autore, sia in fase di ripresa sia in camera oscura, dove interviene accentuando elementi specifici che contribuiscono a creare una sensazione di straniamento e apertura verso una dimensione immaginifica – a tratti perturbante – in cui l’elemento architettonico appare come un antro misterioso.
Accanto a queste opere, una serie di vedute e paesaggi marini – da Stromboli a Cartagine – privi di segni antropici contemporanei, in cui Jodice ricerca uno sguardo sospeso e silenzioso, vicino a quello degli abitanti dell’antichità.
Queste fotografie si inseriscono nel percorso di ricerca di un paesaggio mediterraneo quasi metafisico, scollegato dalla civiltà del presente.
Al termine del percorso, il visitatore incontra una sala che restituisce la complessità di Mediterraneo, un progetto ampio e in continua evoluzione, sviluppatosi anche attraverso fotografie successive alla pubblicazione americana, riconoscibili in mostra per il passepartout bianco e le diverse modalità di stampa. Tra queste, le celebri sequenze Demetra e Athena.
Il libro di Marsilio
La mostra porta con sé una riedizione ampliata e aggiornata del libro Mediterraneo, dato alle stampe dalla casa editrice newyorchese Aperture in occasione della mostra del 1995 al Philadelphia Museum of Art. Il nuovo volume, edito da Marsilio con il design grafico di Studio Sonnoli, integra ulteriori opere della serie e include il saggio curatoriale di Carlo Sala, il testo di Predrag Matvejević pubblicato nell’edizione del 1995 e un contributo di Salvatore Settis, già apparso nel catalogo della mostra Attesa (Electa, 2016) e qui presentato nella sua versione definitiva.
La mostra Mimmo Jodice. Mediterraneo è promossa dall’Unità di Missione per la Cooperazione culturale con l’Africa e il Mediterraneo allargato del Ministero della Cultura, in collaborazione con il Comune di Matera, la Fondazione Matera Basilicata 2019, il MUNAF – Museo Nazionale di Fotografia e lo Studio Jodice grazie alla disponibilità dei Musei nazionali di Matera presso Palazzo Lanfranchi, e con la consulenza scientifica della Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, l’esposizione rientra nell’ambito di Matera e Tétouan Capitali Mediterranee della Cultura e del Dialogo 2026, in un legame anche simbolico tra le due sponde del Mediterraneo.
Titolo Mimmo Jodice. Mediterraneo
Fotografie di Mimmo Jodice
Design grafico di Studio Sonnoli
Formato 24,3×28,5cm
Pagine 176
Illustrazioni 101 in bianco e nero
Prezzo 35 euro
Lingua italiano, inglese e francese
Editore Marsilio Arte
Data di pubblicazione luglio 2026
ISBN 9791254633984
Mimmo Jodice. Mediterraneo
- A cura di Carlo Sala
- Palazzo Lanfranchi, piazza G. Pascoli, 1 – Matera
- dal 7 luglio all’8 novembre 2026
- tutti i giorni 9-20, mar 14-20
- intero 10 euro, ridotto 2 euro
- museimatera.it
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