La storia degli smartphone Google Pixel inizia nel 2016, quando l’azienda di Mountain View decise di portare sul mercato smartphone progettati interamente in casa, con l’obiettivo di offrire un’esperienza Android “pura” e di spingere forte sull’innovazione fotografica e sull’integrazione dei servizi Google. A differenza della serie Nexus, realizzata in collaborazione con vari produttori (come LG o Samsung), i Pixel hanno rappresentato il debutto di Google come produttore integrale del proprio hardware. Sin dai primi esemplari il focus si è spostato sulla massima integrazione dei servizi e delle app Google, offrendo funzioni software talvolta esclusive e un comparto fotografico ottimizzato.
Nel corso degli anni la gamma si è evoluta includendo modelli più potenti come i Pixel “Pro” e versioni più accessibili come la serie “a”, che ha raccolto spazio nel mercato portando le tecnologie chiave di Google a un pubblico più ampio, senza rinunciare a qualità costruttiva, aggiornamenti estesi nel tempo e un sistema software sempre più ricco di funzionalità intelligenti basate sull’AI.
Il nuovo Google Pixel 10a si vuole posizionare come il protagonista della fascia media del 2026. Presentato ufficialmente con un prezzo a partire da 549 euro in Europa, il 10a conserva molte delle caratteristiche tecniche consolidate delle generazioni precedenti pur portando con sé alcune migliorie: un display pOLED da 6,3 pollici con luminosità di picco notevole (3.000 nit di picco dichiarati), un nuovo rivestimento in vetro Corning Gorilla Glass 7i, il supporto al lancio di Android 16 con garanzia di aggiornamenti software e di sicurezza per sette anni e un’autonomia (la batteria è la stessa da 5.100mAh del Pixel 9a) estesa fino a 120 ore in modalità risparmio energetico.
Il classico stile Google Pixel
Dal punto di vista estetico e costruttivo il Pixel 10a è fedele alla tradizione della serie “a” e in particolare al modello di precedente generazione, dal quale esteticamente si distingue solamente per il riposizionamento dello slot per la sim e per l’integrazione completamente a filo con lo chassis del comparto fotografico. Le linee restano pulite, con materiali pensati per durare e protezione IP68 contro acqua e polvere. La doppia fotocamera sul retro (anche questa soluzione è la stessa già vista sul 9a) combina un sensore principale da 48 megapixel con un modulo ultra-wide da 13 megapixel. Si tratta di una configurazione non troppo spinta, ma negli ultimi anni Google ha dimostrato di saper ottenere buoni risultati fotografici anche senza sbandierare “grandi numeri”. Il “segreto” è nella fotografia computazionale in ripresa, tecnologia sviluppata per superare i limiti fisici dei dispositivi di ripresa di piccole dimensioni, e dell’intelligenza artificiale in post-produzione: una funzione tra tutte, la “gomma magica”, sorprendente per la facilità e la precisione con cui sa eliminare elementi indesiderati, ricreando lo sfondo.
Il confronto con il precedente Pixel 9a conferma un approccio decisamente conservativo: le specifiche tecniche restano in gran parte invariate, rendendo il Pixel 10a un’evoluzione incrementale piuttosto che un netto cambio di passo. Le novità hardware più concrete si limitano all’ottimizzazione energetica, all’aggiornamento del comparto della connettività di rete e alla velocità di ricarica — fino a 30 watt con caricatore opzionale da 45 watt — ma, al netto di queste e altre piccole ottimizzazioni (come il vetro più resistente e il retro piatto), l’esperienza d’uso complessiva non si discosta drasticamente dal modello precedente, mantenendo persino lo stesso processore Tensor G4. Da verificare la disponibilità della VPN gratuita di Google, citata nel materiale informativo inviato alla stampa, ma non presente nella scheda tecnica del prodotto sul sito ufficiale.
Rispetto ai modelli di fascia superiore, come il Pixel 10 o le versioni Pro, le distanze restano nette: i flagship vantano il più potente chip Tensor G5 e sistemi fotografici avanzati con teleobiettivi a periscopio. Tuttavia, Google non ha rinunciato a portare sulla serie economica una delle innovazioni più interessanti dei modelli “pro”: parliamo del Satellite SOS, che permette di inviare messaggi di emergenza anche in totale assenza di rete mobile, garantendo un livello di sicurezza finora riservato solo ai top di gamma.
Il Google Pixel 10a è già disponibile per il pre-ordine a 549 euro per la versione 128GB e 649 euro per la versione 256GB. Sarà disponibile presso i punti vendita online e fisici in Italia (Amazon, Google Store, Unieuro, MediaWorld, Euronics) il 5 marzo. Il taglio di memoria più piccolo potrebbe far storcere la bocca a qualcuno, ma rispetto ai concorrenti cinesi, spesso ripieni di bloatware, la presenza a bordo di Android “puro” potrebbe rendere la scelta meno problematica.
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