Fujifilm ha annunciato una novità per il suo sistema instax, ma stavolta non si tratta di un prodotto per il mercato consumer: si chiama instax SPOT ed è un sistema photobooth a realtà aumentata concepito per location ad alto flusso, come musei, cinema, parchi di divertimento, sale bowling, spazi eventi…
instax SPOT: in configurazione totem (da 80kg) o in versione da tavolo
La proposta si articola in due configurazioni: un photoboot in versione stand alone (700×700×1729mm, circa 80 kg) e uno in configurazione da tavolo (432×432×678mm, circa 18 kg). Il centro del sistema è un iPad con chip A16 e display Liquid Retina, che permette di gestire sia l’interfaccia utente, sia la fotocamera frontale da 12MP e ottica f/2,4 (la focale non è nota). La stampa avviene sulle note pellicole instax Mini o Square; due alloggiamenti per le stampanti sono ricavati proprio dietro il monitor, nella “testa” del photoboot, altre tre possono essere inserite nel piedistallo.
La funzione AR — ovvero cornici animate e sovrapposizioni grafiche — è il principale argomento di vendita del prodotto: l’operatore gestisce l’offerta tramite un’app admin dedicata, dalla quale imposta i prezzi per singola stampa, monitora quali effetti riscuotono più interazioni e riceve notifiche sul livello della pellicola (fino a 40 fogli per la versione da tavolo, 100 per la standalone). Il pagamento è accettato tramite lettore fisico o QR, con supporto a servizi di pagamento come Apple Pay o alle classiche carte bancarie.
Stampa anche da smartphone
Una funzione interessante è la stampa da smartphone: l’utente scansiona un codice QR, carica la propria immagine in formato JPEG, PNG, TIFF o HEIC/HEIF e ottiene una stampa fisica senza installare alcuna applicazione. Il requisito è iOS 17+ o Android 12+.
Per chi è e come averlo
Sul piano tecnico, qualche nota di contesto. Il sistema richiede un ambiente Wi-Fi e non è un dispositivo plug-and-play in senso assoluto: la sua collocazione ottimale presuppone un’infrastruttura di rete affidabile e una gestione continuativa da parte dell’operatore commerciale. instax SPOT non è quindi un prodotto per appassionati, né per studi fotografici in senso stretto (ma potrebbe essere una buona soluzione per qualche matrimonialista): è uno strumento di “engagement” – come specifica Fujifilm nel comunicato – pensato per chi cerca un punto di contatto con i propri clienti (la logica è quella del souvenir a pagamento). Il prezzo non è comunicato pubblicamente: va richiesto al team commerciale partendo da questo link.
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