Tra i dieci villaggi più piccoli della Groenlandia c’è Oqaatsut: circa quaranta abitanti, tanti cani e una manciata di costruzioni. C’è una chiesa che fa anche da scuola, un B&B, un’infermeria e l’H8, un piccolo ristorante in cui viene servita una sola pietanza composta da un mix di carne e pesce pescato in loco, accompagnato da pane, burro, caffè e biscotti danesi.
Nella lingua locale “Oqaatsut” significa ‘cormorani’, mentre il nome danese del villaggio – Rodebay – deriva dall’unione dei vocaboli rød (rosso) e bay (baia) e fa riferimento al colore dell’acqua tinta dal sangue delle balene uccise in grandi quantità dai balenieri danesi che nel XVIII secolo usavano la baia come scalo e punto di vendita.
A Oqaatsut non ci sono strade e le case non hanno acqua corrente. In quel luogo duro e remoto, a più di 4.000 chilometri dall’Italia, tra panchine vuote, altalene, scivoli e atmosfere sospese, il fotografo Stefano Balma ha ritrovato alcuni elementi dell’estetica di Luigi Ghirri, dai quali si è lasciato ispirare nella realizzazione di quello che chiama un “reportage emotivo” del luogo, fatto di composizioni essenziali che registrano le impronte della quotidianità umana in paesaggi apparentemente desolati.
“Oqaatsut mostra una genuinità spartana e malinconica – ci ha raccontato Stefano – e suscita un mix di stati d’animo contrastanti. Non è il villaggio di pescatori pittoresco che ci si potrebbe aspettare, piuttosto è un luogo che conserva qualcosa di autentico. Per questa ragione ogni anno, in occasione dei phototour che conduco in Groenlandia nel mese di agosto, Oqattsut diventa la meta di una giornata fotografica”.
“A Oqaatsut”, ha proseguito il fotografo, “lo stile di vita degli Inuit è rimasto praticamente immutato da secoli e la pesca dell’halibut è l’unico mezzo di sostentamento. La frenesia della vita moderna e le promesse non mantenute del colonialismo danese camminano su una corsia parallela alla realtà che si respira nel villaggio.
Nelle poche ore trascorse lì sono riuscito a scambiare qualche parola con gli abitanti, scoprendoli molto orgogliosi della vita che conducono, nonostante la totale assenza di servizi che noi siamo soliti considerare essenziali, come l’acqua in casa.
Ho fatto due chiacchiere con un paio di giovani, mi hanno confidato di vedere nel turismo la possibilità di emanciparsi economicamente e di migliorare il loro stile di vita. Un ragazzo che guidava la barca in uno dei nostri tour nella baia di Disko era originario di Oqaatsut e prima faceva il pescatore. Il numero di ore che quelle persone trascorrono in barca farebbe impallidire qualsiasi sindacato”.
Nelle fotografie che compongono la serie scattata da Stefano Balma le persone sono pressoché assenti. In compenso, ci sono tanti cani da slitta, nella maggior parte dei casi incatenati per evitare che si attacchino a vicenda. “Se nella stagione invernale i cani vengono abbondantemente nutriti e lasciati liberi”, precisa Stefano, “durante l’estate mangiano una sola volta al giorno e questo incide sulla loro aggressività, che li indurrebbe ad azzannarsi a vicenda qualora non fossero legati”.
Il villaggio di Oqaatsut ha l’aria di appartenere a una realtà completamente estranea alla nostra, una dimensione atipica contenuta sotto la cupola di un cielo freddo. Le case colorate raccontano il gusto di persone che non si vedono, il ghiaccio della Disko Bay si muove lentamente, il tempo sembra essersi fermato.
Ulteriori immagini della serie sono sul sito del fotografo stefanobalma.com.

Bio e contatti
Stefano Balma è nato a Torino nel 1988 e nel 2018 si è trasferito a Genova, dove ha scoperto la fotografia, che ha approfondito da autodidatta durante i suoi viaggi.
Incentra i suoi scatti su paesaggi naturali e dettagli, spinto dal desiderio di esplorare temi come il rapporto tra la materia e il tempo. Il percorso creativo di Stefano prende forma in una serie di progetti interconnessi, tra cui Shapes of Earth, Shapes of Ice e Sati Vana.
Le fotografie di Stefano Balma sono state premiate in diversi concorsi internazionali e il progetto Shapes of Earth è stato pubblicato sulla rivista Elements photomag. Dal 2023 collabora con la scuola FotoCorsi come tutor e guida per viaggi fotografici, e con la galleria web Cinque Rosso Arte di Bologna per la vendita di alcune sue stampe in edizione limitata. Dal 2025 ha iniziato a stampare personalmente i suoi scatti su carta fine art, vendute in tirature limitate e certificate.
www.stefanobalma.com
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