L’annuale Nikkei Industry Map ci ha permesso recentemente di svelare i dati di vendita dei diversi marchi giapponesi di fotocamere, ma copre l’operato delle aziende nipponiche ad ampio spettro e riporta numeri interessanti anche per quanto riguarda il mercato dei sensori.
Da anni il leader indiscusso è Sony e anche nel 2025 la compagnia giapponese è riuscita ad aumentare le sue quote di mercato, raggiungendo il 53,6%, grazie a una crescita di 1,2 punti percentuali. Sony presidia tutti i segmenti del mercato: la conosciamo per i sensori di grandi dimensioni utilizzati nelle fotocamere, ma detiene importanti quote anche in quelli che sono alla base dei sistemi di imaging degli smartphone e sta beneficiando della crescita del mercato delle applicazioni di automazione industriale e degli ADAS (Advanced Driver Assistance Systems) ovvero i sistemi avanzati di assistenza alla guida, sempre più presenti sulle nostre auto. C’è poi il grande tema della videosorveglianza, dove Sony sta puntando molto sull’intelligenza artificiale a bordo, con sistemi in grado di rilevare situazioni senza doversi collegare alla rete per l’elaborazione: possono contare veicoli, persone e riconoscere oggetti senza trasmettere nemmeno un fotogramma all’esterno.
Sorprese sul podio
Il secondo gradino del podio è stato per lungo tempo appannaggio di Samsung: il produttore coreano ha però dato maggiore spinta al mercato delle memorie HBM (Hyper-Band Memory) che, grazie alla richiesta legata alla costruzione di nuovi data center per l’intelligenza artificiale, si prospetta molto redditizio. Samsung ha visto la sua quota di mercato scendere di 1,7 punti sul fronte dei sensori (quota totale 13,2%), sancendo il sorpasso di Omnivision, nonostante un leggerissimo calo anche da parte di quest’ultima (-0,1% e quota totale pari a 13,4%).
Alla base del podio si muovono con slancio i produttori cinesi, con SmartSense, in crescita dell’1,7% e ora attestata al 5,6% del mercato, e Galaxy Core, cresciuta dello 0,6% e arrivata a sfiorare il 4% di quote globali. SmartSense opera ad ampio spettro nei settori della videosorveglianza, automobilistico e degli smartphone, mentre Galaxy Core ha conquistato una buona fetta dei sensori di fascia medio-bassa sui telefonini.
I dati del report sono relativi al valore delle spedizioni, se si dovessero considerare i volumi probabilmente le aziende cinesi si classificherebbero più in alto. Mentre le aziende cinesi dominano i mercati di fascia bassa e media con una produzione di massa e vendite ad alto volume con bassi margini di profitto, il fatto che Sony si accaparri la maggior parte del valore delle spedizioni dimostra quanto sia efficace la strategia premium dell’azienda nel puntare sui prodotti ad alto valore aggiunto.
Recentemente è entrata in una fase operativa la joint venture che vede protagonisti Sony e TSMC: con questa mossa l’azienda giapponese vuole gettare le basi per i prossimi anni, aggiungendo alla propria esperienza nel campo della progettazione dei sensori le tecnologie avanzate della compagnia taiwanese, riconosciuta a livello globale come il più importante produttore di chip.
Fonte: dclife.jp
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