Ogni anno l’uscita del Nikkei Industry Map, la mappa dei settori industriali pubblicata da Nikkei Business Publications, offre uno spaccato prezioso su come si muovono davvero i produttori di fotocamere, al netto degli annunci e delle strategie di marketing. Essendo praticamente tutti i grandi produttori di fotocamere di nazionalità giapponese, questi dati danno un’ottima visione globale del mercato.
La nuova edizione, basata sui dati di spedizione CIPA relativi al 2025, conferma quanto raccontato nel nostro approfondimento sulla ripresa dell’industria fotografica giapponese: il mercato non solo tiene, ma cresce, arrivando a 9,85 milioni di unità.
Canon consolida il primo posto, Sony cede terreno in percentuale
I numeri parlano chiaro in merito a chi sia il leader indiscusso del mercato. Canon ha mostrato una crescita che definire solida sarebbe riduttivo: il marchio è passato da 3,53 a 4,5 milioni di unità spedite, con una quota di mercato che è salita dal 43,2 al 45,7%. Un’azienda che, da sola, copre quasi la metà del mercato mondiale e che, insieme a Sony e Fujifilm, arriva a controllare oltre l’80% delle spedizioni globali.
Sony resta salda al secondo posto, con 2,42 milioni di unità contro i 2,33 dell’anno precedente, ma la sua quota scende dal 28,5 al 24,6%. Non è un arretramento nei volumi, quanto piuttosto la conseguenza di una crescita di mercato trainata più dagli altri produttori: la casa di Minato continua la sua strategia di presidio della fascia alta, come raccontavamo anche nella nostra classifica delle fotocamere più vendute in Giappone, dove la Sony α7 V si conferma regina incontrastata delle vendite.
Fujifilm sorpassa Nikon
La notizia più rilevante dell’anno riguarda però il terzo gradino del podio. Fujifilm passa da 740.000 a 1,16 milioni di unità spedite, con una quota che balza dal 9 all’11,8%, superando così Nikon e conquistando la terza posizione. Un risultato che porta la firma soprattutto della X100VI, rimasta introvabile sugli scaffali per gran parte dell’anno, ma anche di modelli come la X-M5 e la X-E5, anch’essi vittime del proprio successo commerciale: come dicevamo nella nostra analisi sulle classifiche di vendita dei diversi modelli, Fujifilm ha il “problema” di vedere esaurite in fretta le scorte di queste fotocamere non appena vengono rimpinguate dalla produzione.
Una parte delle quote guadagnate da Fujifilm è stata sicuramente ai danni di Nikon, che scende da 960.000 a 880.000 unità spedite e vede la propria quota calare dall’11,7 all’8,9%, uscendo per la prima volta dalla storica “Big Three” del settore. Potrebbe trattarsi di un campanello d’allarme che il marchio di Tokyo dovrà affrontare, complice anche una gamma Z che a volte fatica a intercettare lo slancio dei rivali diretti.
Panasonic cresce, ma il vero exploit è Ricoh Imaging
Buone notizie anche per Panasonic, che sale da 280.000 a 430.000 unità (quota 4,4%), mentre OM System resta sostanzialmente stabile, con un leggero calo da 160.000 a 150.000 unità e una quota dell’1,5%, fanalino di coda della classifica.
Il dato più curioso, tuttavia, arriva da Ricoh Imaging: le spedizioni triplicano, passando da 70.000 a 210.000 unità, con la quota che sale dallo 0,8 al 2,1%, il balzo percentuale più consistente dell’intera classifica. Un risultato che porta la firma della Ricoh GR IV, capace da sola di risollevare le sorti commerciali di un marchio che per anni aveva convissuto con perdite pregresse ormai azzerate nei conti dell’ultimo esercizio.
Al netto delle singole storie di successo, il quadro generale racconta di un mercato fotografico che, contro ogni previsione di qualche anno fa, torna a crescere in volume. Resta però un affare quasi esclusivamente giapponese e concentrato: Canon, Sony e Fujifilm insieme valgono oltre l’82% delle fotocamere spedite nel mondo, lasciando alle altre quattro case appena una fetta residuale da spartirsi. Per Nikon, il vero tema del 2026 sarà capire come tornare a contendere quel podio che, dopo decenni, non le appartiene più.
La classifica
- Canon: 4,5 milioni di unità, quota 45,7% (2024: 3,53 milioni, 43,2%)
- Sony: 2,42 milioni di unità, quota 24,6% (2024: 2,33 milioni, 28,5%)
- Fujifilm: 1,16 milioni di unità, quota 11,8% (2024: 740.000, 9%)
- Nikon: 880.000 unità, quota 8,9% (2024: 960.000, 11,7%)
- Panasonic: 430.000 unità, quota 4,4% (2024: 280.000, 3,2%)
- Ricoh Imaging: 210.000 unità, quota 2,1% (2024: 70.000, 0,8%)
- OM System: 150.000 unità, quota 1,5% (2024: 160.000, 1,8%)
Al netto degli arrotondamenti, la fonte riporta un totale di 9,85 milioni di fotocamere spedite dalle sette aziende giapponesi nel 2025, un numero che è comparabile, ma non esattamente sovrapponibile a quello del report CIPA, che abbiamo citato nel corso di quest’anno, che riporta 9,43 milioni: probabilmente alla base della discrepanza ci sono differenti metodi di raccolta dati.
Fonte: CameraDecision
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