San Donato Milanese (MI)
Dal 7 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
Tra le bancarelle dei mercatini d’antiquariato ci si imbatte spesso in mucchi di fotografie anonime del secolo scorso. Sono perlopiù foto di famiglia, ritratti di persone sconosciute di cui non sappiamo assolutamente nulla.
Al netto di annotazioni, dediche o appunti sulle stampe stesse, la memoria di quelle persone si è dissolta nel momento in cui chi osserva il loro volto non possiede alcun indizio per associarvi un’identità.
Ciononostante, non è raro che quelle immagini esercitino un certo fascino su chi si ritrova a guardarle, innescando nell’osservatore il desiderio di preservarle dall’oblio.
Ragionare sulle possibili cause di tale fenomeno è di certo stimolante. Siamo affascinati dal mistero? Non resistiamo all’idea di portare a casa il mondo di qualcun altro per pochi euro? Ci piace assaporare con gli occhi un tempo che non abbiamo vissuto e che sospettiamo potesse valere la pena di essere vissuto? Cerchiamo una bellezza alternativa negli abiti, nelle automobili, nelle acconciature del passato?
Ci intriga fantasticare sulle storie di persone che non potranno mai smentire il frutto della nostra immaginazione? Reagiamo inconsciamente al timore che le immagini fotografiche che ritraggono noi stessi o i nostri cari possano un giorno finire tra i rifiuti di chi non ci ha mai conosciuti? Preserviamo le stampe perché stiamo sviluppando la consapevolezza che la preziosa abitudine di stampare sta rapidamente scomparendo?
Le combinazioni tra questi e altri fattori possono essere tantissime, così come le reazioni di fronte a una scatola di fotografie vintage.
Paolo Pessarelli e i ritratti di persone sconosciute
Tra le persone che subiscono il fascino delle stampe di volti sconosciuti c’è Paolo Pessarelli, che dopo aver recuperato le immagini dai rigattieri o sui siti di vendita online le scansiona per uniformarne le dimensioni e le stampa su carta da disegno per poi intervenire con la matita oro. Il processo di Pessarelli parte solitamente da fotografie piccole in bianco e nero, talvolta cartes de visite, albumine e stampe ai sali d’argento.
L’autore non fa ricerche sui personaggi che compaiono negli scatti e solo di rado apprende qualche frammento della loro storia; ciò che più gli interessa è dedicare attenzione a quei volti, celebrarli con il colore dell’oro, che crea tra tutti quei personaggi una sorta di connessione, e non può non farci tornare alla mente “Golden Memories”, la più recente pubblicazione di Lee Shulman, che sublima proprio con foglie d’oro le fotografie ritrovate del celebre Anonymous Project.
I volti di Pessarelli nella mostra Muti canti
Un’ampia selezione di opere di Pessarelli è esposta presso le sale di Cascina Roma, storico spazio espositivo del Comune di San Donato Milanese (MI), nella mostra Muti canti, curata da Angela Madesani.
Di formazione economista, l’autore utilizza – per creare i contenitori o le cornici destinati ad accogliere i suoi ritratti – le pagine del Financial Times che riproducono i listini di borsa, numeri perfettamente incolonnati che corrispondono a una delle possibili rappresentazioni dell’umanità.
Il percorso espositivo comprende le installazioni della serie Nel grande specchio, composizioni corali costruite a partire dall’archivio fotografico dell’artista, composto da circa 1200 ritratti, e Oltre te, opere in cui le fotografie rielaborate sono montate su strutture rivestite con la carta del Financial Times. Due nuclei di lavori provenienti da uno stesso progetto, che impegna Pessarelli da oltre dieci anni in una ricerca che intreccia identità, memoria privata e memoria collettiva, archivio e racconto, fragilità individuale e destino comune.
Paolo Pessarelli. Muti canti
- A cura di Angela Madesani
- Cascina Roma, piazza delle Arti, 2 – San Donato Milanese (MI)
- dal 7 novembre 2026 al 31 gennaio 2027
- lun-ven 9-18.30, sab 9-12.30/14.30-18.30, dom e festivi 14-19
- ingresso gratuito
- comune.sandonatomilanese.mi.it
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