James Barnor è nato nel 1929 in Ghana, in una famiglia di fotografi. Cresciuto con la fotocamera in mano, è riconosciuto come il primo fotoreporter del suo Paese, del quale ha documentato il percorso verso l’indipendenza del 1957.
Si è formato sotto la guida di suo cugino, il fotografo ritrattista J. P. D. Dodoo, e nel 1950 è divenuto il primo fotografo di ruolo del Daily Graphic – allora neonato quotidiano ghanese pubblicato dal gruppo londinese Daily Mirror – dando voce e visibilità alla sua gente in un periodo di rapidi cambiamenti sociali.
In qualità di fotoreporter, Barnor ha documentato il momento storico vivendolo in prima persona, dai comizi alle parate in strada, fino alla dichiarazione di indipendenza di Kwame Nkrumah.
Nel 1953 ha fondato lo studio fotografico Ever Young nel quartiere di Jamestown ad Accra, dove ha fotografato commessi, studenti e vigili urbani insieme a giudici e personalità politiche, immortalando una società nel pieno del processo di definizione di sé stessa.
Nel 1959 si è trasferito a Londra per approfondire le sue conoscenze tecniche, scoprendo la fotografia a colori al Medway College of Art, per poi lavorare come stampatore a colori presso i Colour Processing Laboratories, uno dei principali laboratori di stampa a colori della Gran Bretagna.
Le immagini di Barnor sono state pubblicate in prima pagina su Drum, un’importante rivista fondata in Sudafrica nel 1951 e simbolo del movimento anti-apartheid. Il reporter ghanese ha saputo cogliere in modo eloquente lo spirito della Swinging London e le esperienze della diaspora africana nella capitale britannica.
Nel 1969 Barnor ha svolto un periodo di formazione tecnica avanzata sui processi di sviluppo del colore presso i laboratori dell’azienda Agfa-Gevaert a Mortsel (Belgio) e in Germania. Nel 1970 è tornato in Ghana come rappresentante tecnico e ambasciatore del marchio, e ha fondato il primo laboratorio a colori del Paese.
È rimasto lì per i successivi vent’anni, lavorando nel suo nuovo Studio X23 come fotografo freelance e per agenzie statali ad Accra.
James Barnor: Outstanding Contribution to Photography
Il lavoro di James Barnor è stato determinante nel plasmare la tradizione fotografica in Ghana e nell’aprire la strada agli aspiranti fotografi di tutta la regione.
La sua fotografia ha fatto da ponte tra continenti e culture, immortalando le comunità nere di Accra e Londra durante decenni di profonda trasformazione. I suoi straordinari ritratti, realizzati tra gli anni ’50 e ’70, esaltano la bellezza, lo stile e il fascino della vita sociale della comunità nera.
Dal suo rinomato studio Ever Young alle strade del centro di Accra e del centro di Londra, Barnor ha colto l’identità dei suoi soggetti, creando un archivio visivo della loro vita quotidiana. L’importanza della sua produzione fotografica gli è valsa il titolo di Outstanding Contribution to Photography della ventesima edizione dei Sony World Photography Awards, facendolo entrare in un illustre elenco di nomi le cui carriere hanno plasmato la storia di questo mezzo espressivo.
James Barnor in mostra alla Somerset House di Londra
Una retrospettiva di oltre cinquanta opere del fotografo ghanese sarà in mostra alla Somerset House di Londra il prossimo aprile, nell’ambito di una presentazione speciale all’interno della mostra principale dei Sony World Photography Awards 2027 .
La mostra riunirà stampe fotografiche e altri materiali utili a ripercorrere tutta la sua carriera, mettendo in luce i momenti che hanno definito la sua pratica artistica.
James Barnor riceverà il premio durante la cerimonia di gala annuale che si terrà a Londra il 15 aprile 2027, nel corso di una serata di festeggiamenti in cui saranno annunciati i vincitori assoluti dei Sony World Photography Awards 2027.
Oggi Barnor vive nel Regno Unito e dedica la maggior parte del suo tempo al proprio lavoro, in uno spirito di trasmissione. Le sue opere fanno parte di collezioni istituzionali in tutto il mondo, tra cui il Museum of Modern Art (MoMA), la Tate, il Victoria and Albert Museum, la National Portrait Gallery, il Centre Pompidou, il Musée du quai Branly – Jacques Chirac, il Detroit Institute of Arts, la National Gallery of Art di Washington DC e Photo Elysée.
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