Roma
Dal 12 novembre 2026 al 16 gennaio 2027
L’Instituto Cervantes di Roma riunisce per la prima volta in Italia più di ottanta fotografie in bianco e nero del fotografo asturiano José Ramón Cuervo-Arango (Gijón, 1947).
La mostra si intitola Pulchrum e segue la produzione dell’autore dagli anni Settanta ad oggi, con un percorso in tre gruppi tematici sviluppato intorno a rimandi e suggestioni anziché su una base cronologica.
Medico di professione, José Ramón Cuervo-Arango comprò la sua prima macchina fotografica intorno al 1970, avviando un percorso di formazione autodidatta che lo portò, già alla fine di quel decennio, a trovare un linguaggio molto personale in cui l’interpretazione della luce si consolidò come essenza del suo fare fotografico.
Il fotografo, che si concentra principalmente sulla natura, ha dichiarato: “Mi sento profondamente motivato dal fine e complesso ordine che percepisco nell’Universo, di aspetto spesso caotico, ma senza discontinuità, dove ogni elemento è collegato a tutti gli altri. Lo scopo è comprendere e celebrare e in questo senso mi attrae singolarmente la Natura, dove trovo una fonte inesauribile di significato, mistero e piacere, in sintonia con uno spirito romantico e incline a mostrare le proprie emozioni. […]”
Il ritratto rappresenta il secondo pilastro tematico del lavoro di Cuervo-Arango, che rivolge il suo sguardo, infine, a diversi oggetti categorizzati come nature morte.
Qualcosa in più su José Ramón Cuervo-Arango
Raccontando sé stesso, José Ramón Cuervo-Arango dice: “Sono nato a Gijón, nelle Asturie, il 23 luglio 1947. Ho frequentato il Liceo dei Gesuiti di questa città e, spinto dalla tradizione familiare, ho studiato Medicina all’Università di Salamanca. Gli anni universitari sono stati di grande importanza perché mi hanno offerto un nuovo ambiente, più liberale, facilitando lo sviluppo di vari interessi personali e contribuendo ad ampliare e solidificare la mia scala di valori. Un compito impegnativo in termini di tempo e sforzo, che si è concretizzato nella comprensione progressiva di cosa sia realmente la motivazione, la creatività, la comunicazione e la vita come un insieme unitario.
L’arte è, nel suo senso più ampio, una celebrazione dell’essere vivi e un artista deve proiettare le proprie esperienze e il proprio atteggiamento verso la vita se vuole lasciare dietro di sé un messaggio universale e unico”.
“La mia integrazione nella filosofia di questi concetti – prosegue – è assolutamente centrale nella mia vita. Anche se, a mio parere, qualsiasi modo di esprimere la necessità creativa ha lo stesso valore, sono arrivato alla fotografia senza conoscere bene le ragioni del suo potente fascino.
Sono autodidatta. Ricordo di aver comprato la mia prima fotocamera verso il 1970 e di aver scattato le prime immagini senza un’intenzione particolare e senza conoscere del mezzo. Negli ultimi anni di quel decennio il crescente interesse e una percezione più matura hanno configurato una visione più ricca e definita e ho preso coscienza di un fermo impegno con questa affascinante forma di interpretare la Luce, vera creatrice dell’immagine e essenza del fare fotografico”.
Pulchrum: il catalogo
Il progetto espositivo si completa con la pubblicazione di un catalogo che raccoglierà una selezione delle opere che compongono la mostra. Al fine di presentare la figura e l’opera di José R. Cuervo-Arango e spiegare la profondità del suo lavoro, il libro comprenderà i testi dell’ambasciatore di Spagna in Italia Miguel Fernández-Palacios, Vanessa Gutiérrez González, assessore alla cultura, alla politica linguistica e allo sport del Principato delle Asturie, Ignacio Peyró, direttore dell’Instituto Cervantes di Roma, Alfonso Palacio, direttore aggiunto di conservazione e ricerca del Museo del Prado e iniziatore di questo progetto, e Sara Moro, curatrice della mostra.
L’esposizione è stata organizzata in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura, alla Politica Linguistica e allo Sport del Principato delle Asturie, l’Ambasciata di Spagna in Italia e il Comune di Gijón, la Fondazione Cajastur.
José Ramón Cuervo-Arango. Pulchrum
- A cura di Sara Moro
- Instituto Cervantes di Roma, piazza Navona, 91 – Roma
- dal 12 novembre 2026 al 16 gennaio 2027
- mar-ven 14-20, sab 12-20. Domenica e lunedì chiuso
- ingresso gratuito
- roma.cervantes.es/it
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