Lo scorso agosto abbiamo condotto il test della Leica SL3-P e le prove sul campo hanno restituito un giudizio articolato: la flessibilità d’uso garantita dalla tecnologia Triple Resolution porta con sé margini di ritaglio generosi e un autofocus ibrido finalmente al passo con i tempi, ma anche qualche inevitabile compromesso nei file a risoluzione massima con le sensibilità ISO più elevate. Il posizionamento della mirrorless resta quello di uno strumento professionale ad altissima resa e che si colloca ai vertici del sistema L-Mount, considerato anche che l’asticella si è alzata notevolmente rispetto alla generazione precedente. In questo senso, le rilevazioni strumentali eseguite nei laboratori di Image Engineering ci diranno se il verdetto dei numeri sarà all’altezza sia delle nostre impressioni ricavate sul campo che del prezzo richiesto dal costruttore tedesco per questa ammiraglia professionale in vendita a 5.990 euro solo corpo.
Leica SL3-P: le caratteristiche tecniche principali
Il cuore della Leica SL3-P segna un punto di svolta per la linea mirrorless tedesca, puntando su un sensore full frame BSI CMOS da 44,1 megapixel effettivi gestito dal processore Maestro IV. Questa architettura abilita una gamma delle sensibilità nativa da 50 a 200.000 ISO e concede la tecnologia Triple Resolution (44/26/15MP), oltre alla modalità Multishot. La vera novità risiede nel comparto autofocus: il sistema ibrido a rilevamento di fase e contrasto adotta algoritmi con tracciamento avanzato IA, capaci di mantenere l’aggancio preciso non solo su persone e animali, ma anche nel motorsport. La velocità operativa diventa un punto di forza inedito per il marchio, con raffiche fino a 40fps a 12-bit tramite otturatore elettronico, supportate da un sistema di stabilizzazione IBIS a 5 assi da 5 stop di efficacia, racchiuso in un corpo in metallo con certificazione IP54 e gestione termica passiva.

Sul fronte video, la SL3-P mette sul piatto la registrazione 8K Open Gate in 3:2, il 4K fino a 120p, il supporto ad Apple ProRes e l’uscita HDMI RAW insieme alle Content Credentials (CAI) per la tracciabilità del file. Una fotocamera unica nel sistema L di Leica, ideale per chi cerca uno strumento senza compromessi da impiegare tra reportage, fotografia d’azione e natura, e produzioni video di alto profilo.
Leica SL3-P: scheda tecnica sintetica
- Struttura: corpo interamente in metallo con grado di protezione IP54
- Risoluzione: circa 44MP effettivi (tecnologia Triple Resolution 44/26/15MP); modalità Multishot fino a 176MP
- EVF: OLED EyeRes da 5,76MP, ingrandimento 0,78x
- Monitor: LCD touch inclinabile da 3,2″ e 2,33MP
- Otturatore: meccanico ed elettronico, 1/8.000s – 60s (fino a 1/16.000s con otturatore elettronico)
- Cadenza di scatto: fino a 40fps (elettronico a 12-bit in AFc), 5fps con otturatore meccanico e AF continuo
- Stabilizzazione: integrata nel corpo (IBIS) a 5 assi
- Gamma ISO: ISO 50 – 100.000 (espandibile fino a 200.000)
- Autofocus: AF ibrido PDAF a 819 punti con riconoscimento dei soggetti via AI (Umani, Animali)
- Video: 8K Open Gate a 30p, 6K fino a 60p, 4K/C4K fino a 120p (supporto ProRes 5.8K e HDMI RAW)
- Archiviazione: doppio slot combinato SD (UHS-II) e CFexpress Tipo B (con supporto per registrazione diretta su SSD via USB-C)

La tecnologia utilizzata dal laboratorio tedesco è di assoluto rilievo e altamente scientifici sono i protocolli utilizzati per i test, caratteristiche operative che assicurano comparabilità tra i risultati ottenuti su più fotocamere, da diversi operatori e in tempi differenti. È interessante notare che le analisi condotte da Image Engineering di cui daremo conto sono relative ai soli JPG generati dalle varie fotocamere con tutti i parametri standard, insomma così come escono dalla fabbrica. Ciò per due motivi fondamentali: mostrare anche i dati numerici relativi al RAW avrebbe poco senso per le infinite variabili applicabili in fase di sviluppo; puntare l’attenzione sul JPG standard è uno stimolo potentissimo verso le industrie fotografiche affinché i loro prodotti arrivino tra le mani dei fotografi nella loro configurazione ottimale, capaci di produrre immagini della migliore qualità, a prescindere dalle personalizzazioni che i singoli utilizzatori potranno apportare. L’analisi dei RAW, la loro malleabilità, il divario qualitativo con i JPG che un fotografo di medie capacità può evidenziare in fase di sviluppo restano orgogliosamente appannaggio della nostra redazione, la cui analisi verso la fotocamera, sia chiaro, non viene minimamente condizionata o anche solo alleggerita dall’integrazione degli iQ lab – Camera Test (questa la loro denominazione ufficiale).
Leica SL3-P: il grafico della risoluzione
Il grafico della Risoluzione mostra la perdita del contrasto (sull’asse verticale y) in funzione della frequenza spaziale espressa in coppie di linee per altezza immagine, indicate dal rapporto LP/PH, ossia Line pairs/Picture height (asse orizzontale x). Più la curva si protende verso destra prima di piegare verso il basso, migliore è la risoluzione a quella data sensibilità. La risoluzione limite per ogni valore ISO può essere trovata laddove la curva attraversa la linea nera spessa, ossia dove il contrasto è pari a 0,1. La linea rosa verticale è un riferimento che rappresenta invece la “frequenza di Nyquist”, ossia il limite teorico massimo di risoluzione, pari alla metà dei pixel in altezza di ogni sensore.
La risoluzione della Leica SL3-P alla minima sensibilità testata (50 ISO) raggiunge il 91% del massimo teorico e 2463 coppie di linee per millimetro risolte, valore che resta tale anche a 400 e che scende all’81% del massimo teorico a 1250 ISO.
I dettagli ad alto e basso contrasto a 50 ISO sono riprodotti con il 94% dell’MTF50 misurato al disco di Siemens (centro del fotogramma) e il 33% di artefatti. A 400 ISO il comportamento della fotocamera in presenza di dettagli ad alto contrasto è simile ai 50 ISO, mentre sulle trame a basso contrasto il valore passa all’86% (39% di artefatti). A 1600 ISO i numeri rilevati sono i seguenti: dettagli ad alto e basso contrasto 84% con 44% di artefatti. Infine, spingendosi verso i 12500 ISO, la SL3-P mostra una capacità di riprodurre dettagli ad alto contrasto con il 53% dell’MTF50 misurato sul disco di Siemens e il 62% di artefatti, e le trame a basso contrasto con il 34% e il 78% di artefatti.
Leica SL3-P: come si comporta alle varie sensibilità

Nella ragnatela qui sopra mostriamo il comportamento della Leica SL3-P in termini di comparsa del rumore a varie sensibilità ISO (rappresentate nel grafico dalle linee colorate) in funzione della luminosità dell’immagine target, che è indicata dalla densità dei cerchi posizionati lungo la circonferenza. Quelli più scuri rappresentano le aree in ombra di un’immagine, mentre i più chiari indicano le alteluci. Maggiore è l’area circoscritta dalle linee colorate, maggiore è il rumore.
Nel caso della Leica SL3-P, il rumore appare sotto controllo anche alla massima sensibilità standard almeno fino ai grigi medi, tendendo però a manifestarsi nelle aree più scure già a partire da 400 ISO (sensibilità in cui il peggioramento, osservando il grafico in alto, diventa improvviso e vistoso).
Leica SL3-P: la fedeltà cromatica
La riproduzione del colore è mostrata nel grafico qui sopra in due modi. Con i tasselli colorati si confronta un colore di riferimento (la metà destra) con quello riprodotto dalla fotocamera (rappresentato della metà sinistra). Nella tabella inferiore, invece, sono riportati i valori numerici dello scostamento cromatico tra il target di riferimento e la riproduzione cromatica della fotocamera. I marcatori in rosso indicano forti deviazioni di colore, quelli in verde chiaro una deviazione evidente e in verde scuro sono invece evidenziate le deviazioni di entità moderata. Dalla riproduzione dei colori della Leica SL3-P non emergono deviazioni significative delle tonalità, portando a esprimere il giudizio di “eccellente” per quanto riguarda la fedeltà cromatica di questa mirrorless.
Leica SL3-P: come si piazza in classifica
Il punteggio finale assegnato a ciascuna fotocamera è differenziato per fotografia e video ed è determinato per il 60% dalle misurazioni oggettive effettuate in laboratorio in condizioni controllate (risoluzione e riproduzione dei dettagli, nitidezza e riproduzione del colore, rumore visivo). Pesano un ulteriore 20% le valutazioni soggettive espresse rispetto a una checklist di componenti e soluzioni (ergonomia, sistemi di mira, archiviazione, autonomia, organizzazione del menu…). L’ultimo quinto viene determinato dall’analisi comparativa dei dati espressi in scheda tecnica.
| Test in laboratorio | Valutazioni soggettive | Analisi comparata scheda tecnica |
| 60% | 20% | 20% |
Nella speciale classifica stilata da Image Engineering, la Leica SL3-P, con un punteggio fotografico di 76, si posizione tra la Nikon Zf e la Sony A7IV, nella parte bassa della classifica che raccoglie i migliori modelli in circolazione. Sul fronte video, invece, riesce a fare meglio, facendo segnare lo stesso punteggio delle Nikon Z5II e Z7II e posizionandosi così a metà classifica.
Come sempre ricordiamo che a determinare il punteggio finale concorrono diversi parametri, inclusi alcuni fattori a componente soggettiva, come illustrato più nel dettaglio nel box di approfondimento riportato in alto.
| Modello | Punteggio (foto) |
| Sony A7R VI | 82 |
| Fujifilm GFX100 II | 81 |
| Sony A7R V | 81 |
| Sony A1 | 80 |
| Sony A1 II | 80 |
| Fujifilm GFX100S | 79 |
| Nikon Z9 | 79 |
| Nikon Z5II | 79 |
| Sony A7C II | 79 |
| Sony A7V | 79 |
| Fujifilm GFX100RF | 78 |
| Canon Eos R1 | 78 |
| Canon Eos R3 | 78 |
| Canon Eos R5 Mark II | 78 |
| Canon Eos R6 Mark II | 78 |
| Canon Eos R6 Mark III | 78 |
| Fujifilm X-H2 | 78 |
| Nikon Z8 | 78 |
| Sony A9 III | 78 |
| Nikon Z6 III | 77 |
| Nikon Z7 II | 77 |
| Nikon Zf | 77 |
| Leica SL3-P | 76 |
| Sony A7 IV | 76 |
| Fujifilm X-S20 | 75 |
| Modello | Punteggio (video) |
| Sony A1 II | 87 |
| Canon Eos R5II | 84 |
| Nikon Z6 III | 84 |
| Nikon Z8 | 84 |
| Panasonic S5 II | 84 |
| Sony A1 | 84 |
| Sony A7R V | 84 |
| Sony A7R VI | 84 |
| Sony A9 III | 84 |
| Fujifilm X-H2 | 83 |
| Fujifilm GFX 100 II | 82 |
| Nikon Z9 | 82 |
| Sony A7 IV | 82 |
| Leica SL3-P | 81 |
| Nikon Z5II | 81 |
| Nikon Z7II | 81 |
| Canon Eos R1 | 80 |
| Canon Eos R6 II | 80 |
| Fujifilm X-S20 | 80 |
| Sony A7C II | 80 |
| Canon Eos R7 | 79 |
| Fujifilm X-H2S | 79 |
| Leica SL3 | 79 |
| Nikon Zf | 79 |
| Fujifilm GFX100S | 78 |
| Canon Eos R6 Mark III | 78 |
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