Il mercato delle action cam indossabili e dei droni compatti è teatro di uno scontro sempre più serrato tra due colossi: DJI e Insta360. Da mesi, le due aziende si marcano strette, invadendo reciprocamente i rispettivi territori con innovazioni mirate. A fine luglio, DJI ha risposto alla serie X di Insta360 con la sua Osmo 360. Ad agosto, Insta360 ha contrattaccato annunciando Antigravity, il suo primo drone per riprese sferiche, mettendo nel mirino il core business di DJI. Ora DJI replica con Osmo Nano, una foto/videocamera indossabile ad aggancio magnetico che si posiziona come diretta concorrente della Insta360 Go Ultra, proponendo una filosofia simile a un prezzo ancora più aggressivo.



DJI Osmo Nano: la nuova sfida a Insta360 si gioca sul campo della miniaturizzazione
La DJI Osmo Nano si presenta come la più piccola action cam mai prodotta dall’azienda, con un peso piuma di soli 52 grammi e dimensioni di 57x29x28mm. La sua vocazione all’avventura è sottolineata dall’impermeabilità garantita fino a 10 metri di profondità senza necessità di custodie esterne. Una caratteristica interessante è che il corpo macchina mantiene una certificazione IPX4 anche quando è collegato al suo Dock Vision. Quest’ultimo non è un semplice accessorio, ma il vero fulcro dell’ecosistema Nano. Si tratta di un modulo esterno con monitor OLED HD che funge da sistema di controllo remoto, powerbank e hub per la gestione dei file, espandendo notevolmente la versatilità della piccola foto/videocamera.
DJI Osmo Nano: le pecifiche tecniche principali
Il cuore della Osmo Nano è un sensore da 1/1,3″, una dimensione quasi identica a quella del rivale diretto Insta360 Go Ultra (che monta un sensore da 1/1,28″), a testimonianza di una battaglia che si combatte anche a livello di componentistica. Questo sensore permette di registrare video in 4K fino a 120fps, offrendo quindi la possibilità di slow-motion fluidi e di alta qualità. Il supporto al profilo colore D-Log M a 10 bit garantisce inoltre una maggiore flessibilità in fase di post-produzione, un dettaglio non scontato per un prodotto di questa categoria. L’obiettivo offre un campo visivo di 143° sulla diagonale (equivalente a un 35mm), un valore sufficientemente ampio per riprese immersive. La stabilizzazione è affidata ai collaudati algoritmi software di DJI: RockSteady 3.0 per la stabilizzazione elettronica e Horizon Balancing per mantenere l’orizzonte dritto entro un intervallo di ±30°.



DJI Osmo Nano: più di un semplice monitor
Come anticipato, il Dock Vision è l’elemento che “amplifica” l’esperienza d’utilizzo della Osmo Nano. La sua funzione di monitor e telecomando è essenziale, data l’assenza di uno schermo integrato sul corpo principale della camera. Può essere montato in entrambe le direzioni, facilitando sia le riprese in soggettiva sia le inquadrature in stile selfie/vlog. Ma le sue funzioni non si fermano qui. Il dock agisce come batteria tampone, capace di ricaricare la Osmo Nano fino all’80% in soli 20 minuti. È proprio con il dock connesso che si ottiene la massima autonomia: fino a 200 minuti in 1080p/24fps e circa 60 minuti in 4K/30fps. Infine, mentre la Osmo Nano dispone di una memoria interna da 64GB o 128GB, il dock integra uno slot per schede MicroSD, offrendo una soluzione pratica per l’archiviazione e il trasferimento rapido dei file.
DJI Osmo Nano: in versione Combo Standard a partire da 279 euro
DJI lancia la Osmo Nano con un pacchetto di partenza piuttosto completo. Il Combo Standard include, oltre alla camera e al Dock Vision, una clip magnetica per cappello, un cordino magnetico, una custodia e un adattatore con supporto a doppio asse e testa sferica. I prezzi, molto “aggressivi” probabilmente per erodere quote di mercato in un segmento fino ad ora dominato da Insta360, sono fissati a 279 euro per la versione da 64GB e 309 euro per la versione da 128GB.
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