Torino
Dal 17 aprile al 12 luglio 2026
Terence Guy Adair Burns, detto Terry, era il fratellastro maggiore di David Bowie.
Il giorno della sua nascita, il 5 novembre 1937, suo padre – James Isaac Rosenberg – aveva già abbandonato la famiglia. Dieci anni dopo, l’8 gennaio 1947, sua madre diede alla luce David Jones (poi David Bowie), con l’uomo che avrebbe spostato nello stesso anno.
L’immaginario artistico di David Bowie deve moltissimo al bagaglio culturale acquisito grazie al fratellastro. Fu Terry, infatti, a introdurre David alla letteratura e al jazz, ad autori come Jack Kerouac, Francis Scott Fitzgerald, William S. Burroughs, John Steinbeck, William Shakespeare, Ernest Hemingway e Jean Genet.
Il loro legame fu segnato anche dalla malattia mentale di Terry, la schizofrenia diagnosticata nei primi anni Sessanta, e dai successivi ricoveri al Cane Hill Hospital di Londra. A questa esperienza Bowie fa riferimento diretto nel brano All the Madmen. Il 16 gennaio 1985 Terry, quarantasettenne, si tolse la vita. La sua figura, tuttavia, rimase un riferimento costante nell’opera di Bowie: il videoclip Jump They Say (1993), così come gli album Hours (1999) e Heathen (2002), ne restituiscono tracce esplicite.
Nella mostra David Bowie, mio fratello, i testi che accompagnano le immagini sono scritti come se fosse lo stesso Terry Burns a commentare le fotografie, e aiutano il visitatore a orientarsi nel percorso di visita, offrendo una chiave di lettura che tiene insieme dimensione familiare e costruzione di un’identità artistica.
L’esposizione riunisce circa centotrenta fotografie, in parte realizzate da autori che hanno seguito Bowie lungo la sua carriera – tra cui rari scatti di Denis O’Regan, Philippe Auliac e Michel Haddi – in parte provenienti da altri contesti. Le immagini sono organizzate per nuclei piuttosto che per ordine cronologico.
La rete di relazioni che ha creato un artista
Accanto ai ritratti di Bowie compaiono figure che ne hanno definito il contesto umano e creativo: familiari, musicisti, artisti e intellettuali, i genitori, il nonno, Thomas Edward Lawrence, Miles Davis, Lou Reed, Iggy Pop, Mick Jagger, Pablo Picasso, Bob Dylan, Brian Eno, Marc Bolan, John Lennon, Elvis Presley, Lindsay Kemp, Bing Crosby, Frank Sinatra, Jimi Hendrix, Jim Morrison, William S. Burroughs, Jean Genet, Jack Kerouac, Syd Barret, Angie Barnett Bowie, Otto Mueller, tra gli altri. Il percorso costruisce così una rete di relazioni che rimanda alle influenze alla base del suo lavoro, dalla musica alla letteratura, dalle arti visive al cinema.
All’interno di questo sistema, lo ripetiamo, Terry Burns ebbe un ruolo strutturale, e la mostra utilizza il legame tra i fratellastri come chiave di lettura, senza isolarlo in una dimensione esclusivamente biografica. Testi e immagini procedono su due livelli paralleli e la scrittura accompagna il percorso costruendo un controcampo narrativo che orienta la lettura delle fotografie.
David Bowie, mio fratello: un progetto di David Lawrence
David Bowie, mio fratello è un progetto di David Lawrence, scrittore che da oltre trent’anni cura mostre tra Europa, Marocco e Stati Uniti. Il suo lavoro unisce scrittura e costruzione espositiva con una particolare attenzione al rapporto tra materiali documentari e narrazione. In David Bowie, mio fratello questo approccio si traduce in un progetto sviluppato nell’arco di più di un anno di ricerca. Alla base del lavoro anche una componente personale: David Lawrence ha attinto ai ricordi del fratello maggiore Philippe, segnato da problemi di salute mentale, che aveva lavorato sul set de I predatori e incontrato David Bowie.
La mostra David Bowie, mio fratello – in programma per la prima volta in Italia, dopo l’esposizione a Parigi e Saint-Rémy-de-Provence – è accompagnata da due pubblicazioni, disponibili nello spazio espositivo: il catalogo David Bowie, My Brother con testi di Denis O’Regan, Philippe Auliac, Michel Haddi, Francis Huster, Martine Assouline, Rupert Wynne James (Le Caravelle) e il romanzo biografico David Bowie, My Brother di David Lawrence (Le Caravelle).
David Bowie, mio fratello
- Di David Lawrence e Francesco Longo
- Musa Art Gallery, via della Consolata, 11/E –Torino
- dal 17 aprile al 12 luglio 2026
- gio-ven 14-18, sab-dom 10-18
- intero 12 euro, ridotto 8 euro
- spaziomusa.net
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