Non vi parlo di tutti i vincitori dei Sony World Photography Awards 2026 (per quello rimando all’articolo dedicato, pubblicato su fotocult.it il 17 aprile 2026).
Parlo in particolare di uno dei lavori premiati, ma prima ancora parlo di Fotografia, con la “f” maiuscola come la scriveva Maurizio Rebuzzini.
Lo faccio sommessamente. Giunto a ottantun anni credo di aver capito che la verità non esiste, o piuttosto che esistono molte verità.
Cosa è la Fotografia?
Molti anni fa l’amico Georges Tourdjman, famoso fotografo francese, soprattutto di moda e di nudo, alla domanda «Georges, qu’est-ce que c’est la photo?» (Georges cosa è la Fotografia?) ebbe a rispondere, forse sotto l’effetto ispiratore di un Château Latour, «Je ne sais pas mais souvent c’est nul». (Non saprei esattamente, ma spesso non vale niente). Fu molto assertivo.
A questo ricordo personale ne aggiungo un altro. Membro della giuria di un interessante e poco conosciuto concorso, LuganoPhotoDays Photo Contest (ultima edizione 2023), iniziavo una proiezione che avevo preparata sulla Storia della Fotografia con la citazione di Tourdjman: la frase fu accolta da applausi. Assertivi anche loro.
Le verità delle giurie dei concorso fotografici
Ma torniamo al motivo di questo mio scritto.
L’incipit sta nel fatto che le verità annunciate dalle giurie dei concorsi, anche dei concorsi più prestigiosi come i Sony World Photography Awards, sono le verità delle giurie.
Cambi la giuria, cambiano i vincitori, lo sanno tutti.
Ciononostante, sommessamente, mi permetto di esporvi il mio parere su uno dei premi assegnati dalla giuria di quest’anno che, nella sua eccellente autorevolezza, era composta dalla presidente Monica Allende, curatrice indipendente e consulente alla Fotografia; Daniel Brena, direttrice del Centro de las Artes de San Agustín, Messico; Yumi Goto, curatrice indipendente, redattrice, ricercatrice, Giappone; Zack Hatfield, caporedattore della rivista Aperture, USA; Paul Ninson, fondatore e direttore esecutivo del Dikan Center, Ghana; Bindi Vora, artista e curatrice senior presso Autograph, Regno Unito.
Arrivo al punto.
La categoria Paesaggio della Professional Competition dei SWPA 2026 vede vincitrice Dafna Talmor (Regno Unito), artista e docente con base a Londra. Lavora soprattutto con la fotografia, ma la sua pratica comprende anche interventi spaziali, scultura, curatela e collaborazioni. Il suo lavoro più noto, che è pure quello premiato, è Constructed Landscapes.
Dafna parte da negativi a colori di paesaggi, spesso raccolti negli anni durante viaggi, li taglia, li riassembla e li stampa a mano come C-type handprints.
Sommessamente, mi chiedo: si tratta davvero di fotografia di paesaggio?
Non sono uno sciocco. So bene che nella Storia della Fotografia, l’arte di ritagliare, smontare e ricomporre scatti fotografici ha fatto irruzione innumerevoli volte. Ma quando questo accade, si parla di fotomontaggio o fotocollage. Personalmente, ammiro i lavori di Aleksandr Rodčenko (1891-1956), meno quelli di David Hockney (1937), adoro le opere di Maurizio Galimberti (1956), ma ritengo che nell’ambito dei SWPA il lavoro di Dafna Talmor andasse collocato nella categoria Creative piuttosto che Paesaggio.
Cambi la giuria, cambiano i vincitori… e cambiano pure le categorie?
Aggiungerei che siamo di fronte a una sorta di déjà vu: lo scorso anno vinceva, nella medesima categoria, The Strata of Time di Seido Kino, che innescava, in tutta onestà, la medesima riflessione.
Se la competizione include una categoria destinata ad accogliere progetti sperimentali, realizzati con tecniche miste, o interventi di varia natura sull’immagine fotografica, perché la giuria pare ricordarsene a intermittenza?
L’anomalia è ancora più evidente se si dà un’occhiata alla galleria ufficiale dei vincitori della categoria Creative del 2026, che ha tutta l’aria di essere il posto giusto per Constructed Landscapes di Dafna Talmor o per The Strata of Time di Seido Kino.
Ad esempio, non sarebbe stato più coerente vedere Constructed Landscapes in competizione con il progetto della Fotografa dell’anno, Citlali Fabián o con la serie di Pablo Ramos? Chi decide se e quando l’aderenza a categoria dipende dall’argomento o dalla tecnica delle immagini candidate?
Chissà cosa ne pensa il pubblico. Chissà cosa ne pensa il secondo classificato della categoria Paesaggio…
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