Torino
Dal 18 marzo al 6 settembre 2026
Nel 2020, in piena pandemia, Nick Brandt iniziava a lavorare alla serie The Day May Break.
Oggi, il risultato dell’imponente progetto in quattro capitoli fa il giro del mondo, e non manca di regalare qualche magnifica tappa al nostro Paese. Dal 18 marzo al 6 settembre, ad esempio, le opere del fotografo londinese saranno in mostra alle Gallerie d’Italia di Torino.
Chi ci segue da tempo già lo sa: la pratica artistica di Nick Brandt (Londra, 1964) si concentra sulla progressiva scomparsa del mondo naturale e sull’impatto devastante delle sconsiderate attività umane sull’ambiente, che sconvolgono persone, animali e interi habitat, specialmente nelle aree del mondo meno responsabili del collasso climatico.
L’attualità e la drammaticità dell’argomento si uniscono, nel lavoro di Brandt, a un incredibile rigore tecnico e a una spettacolare forza narrativa, che spiazza l’osservatore con trovate che fanno pensare al tocco dell’intelligenza artificiale. Si resta ancora più sorpresi, quando si apprende che tutto ciò che compare negli scatti era sul campo, davanti all’obiettivo del fotografo, esattamente come lo si vede nell’immagine finale.
Se nella foto c’è un rinoceronte, sul campo c’era un rinoceronte; se nella foto c’è qualcuno seduto a un tavolo sott’acqua, sul campo c’era una persona seduta a un tavolo sott’acqua.
Per questa ragione, ogni capitolo di The Day May Break è il risultato di mesi di preparazione, pianificazione e collaborazione con troupe locali che conoscono profondamente i territori e le comunità coinvolte. Le scene sono costruite con precisione, la luce e l’atmosfera nascono dall’attesa del momento perfetto e dalla capacità di rispondere agli elementi imprevedibili della natura. A queste fasi seguono lunghe settimane di stampa e selezione delle immagini, in un processo privo di scorciatoie, volto a stabilire un dialogo diretto e profondo con lo spettatore.
Per la prima volta, alle Gallerie d’Italia – Torino, tutti e quattro i capitoli della serie sono presentati insieme, in un percorso immersivo di 63 immagini di grande formato che restituisce una visione al tempo stesso dura e poetica di ciò che resta e di ciò che, nonostante tutto, può ancora offrire speranza. Il quarto capitolo della serie, The Echo of Our Voices, è stato commissionato da Intesa Sanpaolo.
Capitolo 1: The Day May Break
The Day May Break (2021), realizzato in Kenya e Zimbabwe, è ambientato in santuari per animali salvati dalla distruzione dell’habitat e dagli effetti del bracconaggio. Qui, animali e persone colpite dal cambiamento climatico – sfollate da cicloni devastanti o impoverite da siccità prolungate – sono ritratti insieme nello stesso fotogramma, in scene sospese e quasi surreali che raccontano una dignità condivisa e un comune senso di perdita.
Capitolo 2: Sanctuary
Sanctuary (2022), realizzato in Bolivia, porta avanti la stessa riflessione, ma in un altro continente. In un Paese di straordinaria biodiversità, oggi sempre più minacciato da incendi, alluvioni e siccità, Brandt ritrae persone e animali segnati dal collasso climatico, uniti da un destino comune affrontato con resilienza e dignità.
Capitolo 3: SINK / RISE
Con SINK / RISE (2023), realizzato nell’arcipelago delle Fiji, l’artista guarda al futuro prossimo. I protagonisti delle immagini, fotografati sott’acqua mentre compiono gesti quotidiani, rappresentano le comunità che nei prossimi decenni perderanno terre, case e mezzi di sostentamento a causa dell’innalzamento del livello del mare. La bellezza dell’ambiente marino si accompagna a una tensione silenziosa: un presagio di perdita imminente.
Capitolo 4: The Echo of Our Voices
Il percorso si conclude con The Echo of Our Voices (2024), realizzato in Giordania su commissione di Intesa Sanpaolo, che ritrae famiglie di rifugiati siriani costrette a vivere in condizioni di sfollamento permanente. In un paesaggio desertico che diventa simbolo della scarsità d’acqua aggravata dal cambiamento climatico, Brandt restituisce immagini di forza collettiva, dignità e speranza, ponendo l’accento sulla resilienza e sul desiderio condiviso di un futuro migliore.
Una piccola sezione della mostra è dedicata al dietro le quinte del lavoro di Nick Brandt. Attraverso alcune fotografie e ad un contenuto video realizzati durante le fasi di lavoro nei diversi Paesi coinvolti, questa sezione permette di comprendere il lavoro e l’impegno necessario a dare forma ad ogni fotografia. A chi volesse un assaggio delle immagini di backstage e del racconto del processo creativo del fotografo consigliamo la lettura della nostra intervista dell’11 ottobre 2023 e dell’articolo dedicato al libro SINK / RISE.
Il catalogo della mostra, realizzato da Società Editrice Allemandi in italiano e inglese, presenta un saggio della curatrice e testi scritti in prima persona dal fotografo.
La mostra sarà accompagnata da una serie di eventi e incontri gratuiti, parte del public program #INSIDE, che si svolgerà ogni mercoledì in museo. Il 18 marzo, giorno di apertura della mostra, si terrà alle ore 18.00 presso la sala immersiva del museo una conversazione tra l’artista Nick Brandt e la curatrice Arianna Rinaldo. A seguire, alle ore 19.00, firmacopie del catalogo.
Titolo Nick Brandt. The Day May Break
Fotografie di Nick Brandt
Formato 32,5x26cm
Pagine 156
Illustrazioni 82
Prezzo 39 euro
Lingua italiano
Editore Allemandi
Data pubblicazione marzo 2026
ISBN 9788842227151
Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno
- A cura di Arianna Rinaldo
- Gallerie d’Italia, Piazza San Carlo, 156 – Torino
- dal 18 marzo al 6 settembre 2026
- mar-gio-ven-sab-dom 9.30-19.30/mer 9.30-20.30. Lunedì chiuso
- intero 10 euro, ridotto 8 euro
- gallerieditalia.com
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