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Eccoci finalmente al test di uno degli obiettivi più interessanti lanciati da Laowa negli ultimi mesi. Il 200mm f/2 AF FF sembra voler essere la dimostrazione che Laowa, oltre che con i macro e i grandangolari di tutte le fogge, sa cavarsela anche con i teleobiettivi; e che se fino a qualche tempo fa la sua gamma interamente a fuoco manuale era quasi un vanto, saper mettere a punto un autofocus prestante è ora anch’essa capacità acquisita, con difficoltà da superare ben superiori a quelle imposte dai recenti ultragrandangolari da 10mm e 12mm. Insomma, una prova di maturità che Laowa ha deciso di svolgere su una focale e una luminosità che, snobbate per anni dall’industria, hanno recentemente visto all’opera anche Sigma, vincitrice con il suo 200mm f/2 dell’ambito premio TIPA 2026.
200mm f/2: un filone in via di ri-apparizione
Qui di seguito, la curiosa storia dei “200mm f/2”: lo scriviamo virgolettato perché qualche azienda si è tenuta su una focale appena più corta, mentre Canon ha segnato il record di luminosità, declinando i suoi 200mm con apertura f/1,8 sia nella versione manuale FD, sia in quella autofocus EF. Spicca comunque il vuoto tra la riedizione del Canon EF datata 2008 e il Sigma, lanciato circa un anno fa, e seguito subito dopo dal Laowa in prova.
| Anno e modello | Apertura max | Peso (kg) | Note e rarità |
|---|---|---|---|
| 1977 – Nikon Nikkor 200mm f/2 IF-ED Ai | f/2,0 | 2,5 | Il primo obiettivo fotografico del genere. |
| 1983 – Olympus Zuiko Auto‑T 180mm f/2 ED‑IF | f/2 | 1,9 | Per l’epoca, e non solo, un miracolo di compattezza e leggerezza. |
| 1988 – Canon EF 200mm f/1.8L USM | f/1,8 | 3,0 | Leggendario, primo autofocus con questa combinazione focale/luminosità. |
| 1989 – Canon New FD 200mm f/1.8L | f/1,8 | 2,8 | Ultimo obiettivo FD prodotto; filtro drop‑in; molto raro sul mercato. |
| 1992 – Carl Zeiss Aposonnar T* 200mm f/2 | f/2 | 2,7 | Rarissimo, prodotto in quantità limitate. |
| 1994 – Leica Apo-Summicron R 180mm f/2 | f/2 | 2,6 | Uno degli obiettivi più esclusivi del sistema reflex di Leica. |
| 2003 – Nikon AF‑S VR 200mm f/2G IF‑ED | f/2 | 2,9 | Prima versione AF con stabilizzazione VR. |
| 2004 – Nikon AF‑S VR II 200mm f/2G IF‑ED | f/2 | 2,9 | Aggiornamento ottico con VR migliorato. |
| 2008 – Canon EF 200mm f/2L IS USM | f/2 | 2,5 | Sostituto del f/1.8, più leggero e con stabilizzazione IS. |
| 2025 – Sigma 200mm F2 DG OS Sports | f/2 | 1,8 | Il primo di una nuova generazione. |
In sintesi, mentre nessuno tra Canon, Nikon o Sony ha aggiornato o lanciato in versione mirrorless un “200mm f/2”, Sigma e Laowa hanno ridato vita a un filone certamente destinato a restare di nicchia, ma con prezzi che, sebbene molto lontani tra loro, sono alla portata di un pubblico più ampio rispetto al passato. Il Sigma 200mm F2 DG OS Sports, disponibile con innesto Sony e L-Mount, costa infatti 3.499 euro, mentre il Laowa 200mm f/2 AF FF costa 2.300 euro con innesti mirrorless Nikon Z e Sony E, e 2.060 euro con innesto reflex Canon EF. Da notare che quest’ultimo, se accoppiato a un adattatore EF-RF, consente di utilizzare senza limiti funzionali il teleobiettivo Laowa sulle mirrorless Canon Eos R.
Come è fatto il Laowa 200mm f/2 AF FF
Le tre versioni appena citate condividono lo schema ottico, mentre hanno per forza di cose una struttura meccanica e un aspetto piuttosto differenti. Il modello per Canon, in particolare, è più corto, meno di 15 centimetri complessivi, e ha quindi la lente posteriore più vicina all’innesto; le due versioni Nikon e Sony, invece, hanno una struttura più lunga (circa 17,5cm) per compensare lo spessore ridotto delle fotocamere senza specchio cui sono destinati. Questo, se da un lato porta a un peso leggermente più alto (circa 1700 grammi contro i 1588 della versione EF), dall’altro ha dato la possibilità ai progettisti cinesi di dotare le versioni mirrorless di un cassetto portafiltri da 43mm, alternativa più economica rispetto ai mastodontici filtri da 105mm applicabili frontalmente. Inoltre, per i fotografi più esigenti che non rinunciano al polarizzatore per evitare i riflessi ed esaltare la saturazione, il cassettino sfoggia una rotellina per orientarlo con facilità. In dotazione c’è comunque un filtro neutro, parte integrante dello schema ottico.
Da tenere presente che, sebbene sia possibile innestare sulle versioni mirrorless un moltiplicatore di focale persino con gruppo ottico aggettante, il Laowa 200mm in prova non è compatibile con gli extender (prova condotta con Sony Alpha 1 prima generazione e moltiplicatori di focale 1,4x e 2x).
Fatte queste distinzioni tra versioni mirrorless e reflex, resta tanta sostanza: l’obiettivo vanta un corpo in lega protetto da guarnizioni che promettono tenuta a polvere e umidità, mentre la lente frontale è dotata di un trattamento che riduce il deposito di sporco, ditate e gocce d’acqua. La parte più avanzata ospita ben quattro pulsanti personalizzabili cui se ne aggiunge uno nel pannello di controllo, dove troviamo il selettore AF/MF e l’utile limitatore del campo di messa a fuoco.
I più attenti avranno notato l’assenza di cursori relativi allo stabilizzatore ottico: è forse la rinuncia più pesante che Laowa chiede di sopportare in cambio di un prezzo abbordabile. I possessori di mirrorless full frame Nikon o Sony non ne soffriranno comunque un granché, essendo queste dotate di IBIS (ossia di sensore stabilizzato meccanicamente); anche le più recenti mirrorless Canon, tra l’altro, sono stabilizzate. Diverso il discorso per chi usa reflex Eos, dato che nessuna di queste è dotata di stabilizzatore.
Il Laowa 200mm f/2 AF FF sotto la pelle
Non abbiamo grandi dettagli sul numero di motori autofocus impiegati in questo teleobiettivo, mentre per il tipo siamo propensi a credere si tratti di unità STM. Di certo sappiamo che per limiti imposti da Sony, la cadenza di scatto massima si ferma a 15 fotogrammi al secondo con le mirrorless Alpha. E dalle nostre prove il Laowa 200mm, almeno con soggetti dall’andamento regolare, anche molto rapido, tiene il passo a questa cadenza, mostrando una percentuale di errore molto bassa e con scostamenti del fuoco che raramente pregiudicano l’utilizzabilità dell’immagine.
La velocità dell’AF è leggermente inferiore a quella dei teleobiettivi originali, ma paradossalmente, su un 200mm f/2, questo può essere un vantaggio per la precisione: riteniamo questo obiettivo adatto alla fotografia sportiva, ma per la “pasta” delle immagini che genera lo consiglieremmo anche a ritrattisti e fotografi di moda. E quando si scatta a f/2 con un 200mm a non più di due o tre metri di distanza, un AF precisissimo è più rilevante di uno fulmineo.
Alla sua vocazione ritrattistica contribuisce, come vedremo, anche un bokeh burroso, che si mantiene apprezzabile anche ai diaframmi fino a f/5,6 grazie a un diaframma molto frazionato e con lamelle curve.
La nitidezza del Laowa 200mm f/2 AF FF
La nitidezza di questo obiettivo è mediamente eccellente. Al centro già a f/2 è molto buona, mostrando solo un minimo calo di contrasto che scompare a f/2,8. Da questo valore fino a f/8 è impeccabile.
Ai bordi estremi a f/2 la resa è un po’ più morbida e si scorgono aberrazioni cromatiche sui passaggi ad alto contrasto. Queste sono eliminabili con un click in post-produzione o già in ripresa se si scatta in JPG. Per la resa in generale, invece, si si vuole la massima uniformità con il centro, chiudere a f/5,6 è d’obbligo, ma già a f/2,8 diamo un ottimo giudizio anche ai bordi.
Un bokeh molto convincente
Le due immagini che seguono, foto intera e ritaglio, definiscono in modo esaustivo questo riuscito teleobiettivo luminoso: nitidezza ottima e bokeh pittorico (davanti e dietro al soggetto) a braccetto. La messa a fuoco sull’occhio, per riallacciarci alle considerazioni fatte in precedenza, è chirurgica anche a f/2 (dati di scatto: 1/2500s a ISO 100 con Sony Alpha 1).
Nella sequenza che segue analizziamo soprattutto la morfologia del bokeh: a tutta apertura negli angoli troviamo il classico effetto “occhi di gatto”, se vogliamo definibile come un’eclissi parziale generata dal barilotto dell’obiettivo. A f/2,8 e f/4 questo effetto sparisce, i punti fuori fuoco appaiono per intero, ma inizia a scorgersi la forma poligonale impressa dal diaframma. La pastosità del fuori fuoco, comunque, resta anche a f/8.
Le aberrazioni cromatiche assiali
La correzione delle aberrazioni cromatiche assiali non è perfetta, ma non la troviamo penalizzante oltremodo. A tutta apertura è possibile scorgere scostamenti verso il verde nei piani posteriori e verso il magenta in quelli anteriori, che naturalmente si attenuano fino a scomparire con la chiusura del diaframma.
La resistenza al controluce del Laowa 200mm
Nel breve video che segue vi mostriamo come i riflessi interni cambino in funzione del diaframma: l’iride si comporta come un “paraluce” interno, riducendo progressivamente i riflessi.
Qui di seguito, invece, un confronto a f/2 con lente frontale schermata o meno. Il flare, in sintesi, è uno dei punti deboli di questo teleobiettivo, ma è relativamente agevole evitarlo.
Caduta di luce ai bordi e distorsione
Disattivando qualsiasi correzione digitale in ripresa o in post-produzione, possiamo valutare la caduta di luce ai bordi del Laowa 200mm f/2, che risulta di 2,15EV a tutta apertura. È quindi piuttosto evidente, ma è altrettanto sensibile alla chiusura del diaframma: a f/2,8 scende a 1,25EV e diventa irrilevante a f/4 con 0,55EV di oscuramento negli angoli.
Lievissima e quindi irrilevante la distorsione a cuscinetto.
Il focus breathing del Laowa 200mm f/2 AF FF
Il focus breathing è piuttosto evidente: se le variazioni di fuoco fanno parte del vostro stile nelle riprese video, è bene tenerne conto in ripresa con una inquadratura generosa, così da poter gestire la correzione in post-produzione, operazione che comporta fisiologicamente un ritaglio.
Sempre in ottica video troviamo importante sottolineare un neo del Laowa 200mm f/2 AF FF: il motore che aziona il diaframma non è affatto silenzioso. Nella clip che segue l’audio registrato dal microfono interno della mirrorless capta distintamente i passi con cui il diaframma viene chiuso e riaperto dall’operatore.
Laowa 200mm: l'autofocus
Se il Laowa 200mm potrebbe non soddisfare le esigenze dei fotografi sportivi impegnati in discipline dove i protagonisti hanno repentine variazioni di velocità, crediamo che in tutte le altre occasioni sia all’altezza dei migliori concorrenti in commercio. In questo primo banco di prova, il soggetto – piccolo, veloce, vicino e non incluso tra i soggetti conosciuti dalla mirrorless – è regolarmente a fuoco tranne nell’ultimo fotogramma. Tutti gli scatti sono realizzati a f/2, con 1/2000 di secondo a ISO 800. Tanto che ci siete, buttate un occhio anche allo sfondo per apprezzare ancora una volta lo sfocato.

Laowa 200mm f/2 AF FF: alcune gallerie di immagini
Iniziamo con alcuni scatti tra felini, cani, uccelli, scorci urbani e ciclisti. Ogni immagine reca in didascalia i dati di scatto.

Quella che segue, invece, è frutto della collaborazione, spontanea e molto gradita, di Fabio Grandi, fotografo professionista di Bologna che ha provato il Laowa 200mm f/2 AF FF in versione Nikon Z sia indoor (nella palestra Zoni di Bologna per i play-off del campionato di basket UISP) sia presso il circuito automobilistico di Imola per il mondiale WEC. Tutte le fotografie sono state realizzate con la Nikon Z6 II, alternando la ricerca di immagini perfettamente nitide e descrittive ad altre – al circuito – estremamente dinamiche grazie all’uso del panning (tempo lento e movimento sincrono con la vettura). Anche Fabio ha confermato la complessiva validità dell’autofocus, anche se con qualche errore nelle scene a più alto tasso di dinamismo.
Per sapere di più su Fabio Grandi, ecco i link al suo profilo Instagram e al suo sito internet.

Laowa 200mm f/2 AF FF: il verdetto
Il Laowa 200mm f/2 AF FF è uno di quegli obiettivi che restituiamo malvolentieri alla fine di un test. Ci ha convinti per nitidezza, resa dello sfocato, compattezza relativa, peso sorprendentemente gestibile ed ergonomia ben studiata.
A tutta apertura offre già immagini di grande presenza, con uno stacco dei piani elevatissimo e una compressione prospettica che trasforma il soggetto in protagonista assoluto.
È quindi un obiettivo ideale anche per il ritratto intimistico, dove la distanza di lavoro lascia aria tra fotografo e soggetto ed eventuali elementi intermedi si “sciolgono” senza interferire.
Allo stesso tempo può rivelarsi un jolly molto efficace nella fotografia sportiva non estrema, quando non servono raffiche esasperate e inseguimenti AF al limite.
Non pretende di sostituire in tutto e per tutto i supertele professionali più specialistici: il Sigma di pari focale e luminosità, ad esempio, aggiunge la stabilizzazione ottica (disponibile solo per Sony E e L-Mount), ma chiede molto di più alla cassa.
Il Laowa, anche rispetto ai 200mm f/2 storicamente proposti dai produttori di fotocamere, appare quasi democratico, senza per questo sembrare povero o dimesso. La ciliegina sulla torta è infatti il prezzo, indubbiamente concorrenziale.
Scheda tecnica Laowa 200mm f/2 AF FF
- Prezzo 2.060 euro (Canon EF), 2.300 euro (Sony E, Nikon Z)
- Apertura massima f/2
- Apertura minima f/22
- Schema ottico 11 lenti in 9 gruppi
- Angolo di campo (full frame) 12°
- Stabilizzatore ottico no
- Minima distanza di messa a fuoco 1,5m
- Rapporto di riproduzione 1:6,6
- Lamelle del diaframma 9
- Diametro filtri 105mm; cassetto posteriore per filtri da 43mm per Sony E e Nikon Z
- Paraluce in dotazione, a tronco di cono
- Dimensioni 118×148,3mm (Canon EF), 118×174,8mm (Sony E), 118×176,8mm (Nikon Z)
- Peso 1.588g circa (Canon EF), 1.700g circa (Sony E, Nikon Z)
- Innesti disponibili Canon EF, Sony E, Nikon Z
- Importatore Image Consult
Pro e Contro del Laowa 200mm f/2 AF FF
- Struttura compatta e leggera
- Buona ergonomia
- Cassetto portafiltri nelle versioni Nikon Z e Sony E
- Nitidezza media ottima anche a tutta apertura
- Bokeh eccellente
- Autofocus preciso e silenzioso, ma non adatto a sport extra-dinamici
- Prezzo concorrenziale
- Assenza dello stabilizzatore ottico
- Focus breathing rilevante
- Rumore del diaframma percettibile in video
- Caduta di luce ai bordi sensibile a f/2
- Qualche riflesso di troppo in controluce
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