• Chi siamo
  • Contatti
Scopri fotocult.it Leggi tutto gratis per 30 giorni
domenica, 23 Agosto, 2026
  • Login
  • Registrati
Abbonamenti
Fotocult.it
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
FOTO Cult
Nessun risultato
Mostra tutti i risultati
Home CULTURA INTERVISTE

Un confine, quattro lingue, tante storie: Davide Degano nel microcosmo di un villaggio di montagna

Con "Sclavanie" il fotografo torna alle sue radici in Friuli Venezia Giulia e intraprende un viaggio immersivo nelle tradizioni e nelle storie del suo territorio.

Francesca Orsi di Francesca Orsi
9 Febbraio 2025
in INTERVISTE
Condividi su FacebookCondividi su Twitter
banner Insta360
© Davide Degano, Sclavanie
© Davide Degano, Sclavanie

Davide Degano ha costruito il suo progetto Sclavanie partendo da un suo particolare sentimento di estraneità, avvertito quando si trovava, per studio, lontano da casa, dal Friuli Venezia Giulia.
Con l’esigenza di ricucire il suo senso di appartenenza e di riposizionarsi all’interno di un paesaggio che sentisse proprio, ha iniziato a riflettere su un nuovo modo di intendere la sua pratica fotografica e la sua visione sul paesaggio. 
Lo sguardo di Degano, infatti, è partito da un’esigenza personale e si è esteso fino a raccogliere e ad abbracciare un concetto di storia collettiva, che il fotografo manifesta secondo differenti modalità narrative, per trasferirne il senso di complessità e stratificazione. Abbiamo intervistato Davide per parlare con lui del suo progetto.

banner Insta360

Cosa significa Sclavanie e come il suo significato si ricollega allo sviluppo del tuo progetto?

Sclavanie è un termine che indicava le origini slave delle prime popolazioni che abitarono i territori montani al confine tra il Friuli e l’attuale Slovenia. Il termine significa “Slavia friulana”. Oggi, però, Sclavanie ha completamente cambiato significato, al punto da essere stato assorbito nella lingua friulana per indicare, in modo dispregiativo le persone che vivono prevalentemente nelle zone montane di confine e che hanno mantenuto vive le loro radici slave.

© Davide Degano, Sclavanie
© Davide Degano, Sclavanie

Generalmente, nella scelta dei titoli per i miei progetti, opto per parole ‘secche’ e dirette, con riferimenti culturali in qualche modo provocatori. In questo caso, volevo sottolineare come la memoria e la storia dipendano profondamente dal modo in cui vengono trasmesse e raccontate, evidenziando l’importanza delle contro-narrative, capaci di portare nella discussione le voci emarginate dalle narrazioni mainstream.

Pubblicità

Quando e come nasce l’idea del progetto?

Non ero soddisfatto del lavoro che stavo facendo in Olanda, perché mi sentivo un’entità estranea al paesaggio che mi circondava. Di conseguenza, restavo sempre in superficie, senza riuscire ad approfondire realmente ciò che stavo esplorando. Uno dei motivi, credo, è il fatto che non parlo olandese. Sebbene in Olanda quasi tutti parlino inglese, la percezione che gli altri hanno di te cambia se puoi interagire nella loro lingua. Inoltre, la mancanza di un senso di comunità – in un contesto molto più individualistico rispetto ai ritmi ‘paesani’ a cui ero abituato – mi ha spinto a guardare indietro, verso casa. Verso terre a me familiari ma, al tempo stesso, paradossalmente estranee, che però avevano ancora molto da raccontare (almeno a me).

© Davide Degano, Sclavanie
© Davide Degano, Sclavanie

Ho quindi iniziato a tornare spesso in Friuli. Con questo lavoro, che si è sviluppato nell’arco di cinque anni, ho cercato di riavvicinarmi a una parte del mio patrimonio culturale, fotografando diverse sfaccettature della vita nei villaggi di montagna lungo il confine tra Italia e Slovenia.

Il tuo è un lavoro sul concetto di “memoria collettiva”, anche se, come mi dicevi, parte da una tua intenzione personale….

Sì, il mio lavoro prende avvio da una matrice personale, ma non si esaurisce in una dimensione autobiografica. Piuttosto, indago il modo in cui la memoria individuale si intreccia con quella collettiva, contribuendo alla costruzione del racconto storico. La storia, infatti, non è un’entità monolitica, ma il risultato di una stratificazione di esperienze, memorie e narrazioni che si influenzano reciprocamente.

banner Insta360

In Sclavanie, questa interconnessione emerge attraverso l’analisi di luoghi e racconti familiari che, sebbene radicati in un’esperienza soggettiva, rivelano dinamiche più ampie legate alla trasformazione del territorio, alle migrazioni, ai rapporti di potere. Ciò che mi interessa nel narrare storie e riflettere sul concetto di identità è proprio la complessità di questi processi, le zone di indeterminatezza in cui le certezze si dissolvono, mentre emergono strati di significato che sfidano una lettura binaria del passato.

© Davide Degano, Sclavanie
© Davide Degano, Sclavanie

In Sclavanie orchestri diverse modalità di narrazione, la documentazione dei luoghi e degli oggetti che raccontano la storia del territorio, i ritratti, le citazioni testuali degli abitanti sulla memoria storica. Qual è la visione di insieme che volevi restituire?

Il mio intento principale è mettere in discussione una visione univoca della storia, restituendone la complessità e mostrando come essa si costruisca nell’intreccio tra dimensione privata e collettiva. La storia non è mai un racconto lineare, ma un insieme stratificato di memorie, frammenti e interpretazioni spesso contraddittorie.

banner Insta360

In questo senso, trovo che l’ambiguità del mezzo fotografico sia particolarmente adatta a esplorare queste ‘zone grigie’, che conducono a una continua interrogazione piuttosto che a risposte definitive. La fotografia non può restituire una verità assoluta, ma può suggerire, evocare, porre domande, lasciando margine per una riflessione attiva da parte dello spettatore.
In Sclavanie la varietà di narrazioni permette di avvicinarsi alla memoria storica in modo più dinamico, senza ridurre la complessità del racconto a un’unica prospettiva.

© Davide Degano, Sclavanie
© Davide Degano, Sclavanie

La questione della lingua so che ha un certo rilievo per te, per la storia del Friuli Venezia Giulia e per il tuo lavoro. Come hai deciso di manifestarla in Sclavanie?

Prima di tutto, sono rimasto sorpreso quando ho scoperto che il Friuli Venezia Giulia è l’unica regione in Europa con quattro lingue ufficialmente riconosciute e tuttora parlate: lo sloveno, l’italiano, il friulano e il tedesco. Non si tratta di dialetti, ma di lingue a tutti gli effetti, ognuna con una propria storia e tradizione culturale.
Il mio interesse per questa tematica è nato in modo personale, quando ho scoperto che mia nonna paterna, che avevo sempre creduto friulana, era in realtà slovena. Il suo nome e cognome erano stati italianizzati durante il fascismo e, da quel momento in poi, lei smise di parlare sloveno, se non in privato con sua sorella.

Pubblicità

Sapere di appartenere a un background culturale che non mi è mai stato trasmesso a causa di dinamiche di potere e assimilazione forzata è stato un momento di riflessione profonda per me. Mi ha portato a interrogarmi su come le identità linguistiche vengano cancellate o marginalizzate e su come sia possibile restituire visibilità a ciò che è puramente orale attraverso il linguaggio visivo della fotografia.
Sclavanie è stato il mio primo progetto strutturato in cui ho cercato di affrontare questi temi, anche se riconosco che in alcune parti presenti ancora delle acerbità. Dopo Romanzo Meticcio, sto concentrando la mia ricerca su un nuovo lavoro dedicato alle minoranze linguistiche in Friuli. 

© Davide Degano, Sclavanie
© Davide Degano, Sclavanie

In Sclavanie, però, ho già cercato di dare un ruolo significativo alla questione linguistica attraverso le citazioni riportate nel libro, utilizzando tutte le lingue parlate nella regione. Il modo stesso in cui queste frasi si presentano sulla pagina – ognuna con una grafia, una struttura e una musicalità proprie – diventa un’immagine. Vedere la stessa frase scritta in italiano, sloveno, tedesco e friulano crea nel lettore una percezione visiva e culturale della pluralità linguistica, trasformando la lingua in un segno visibile e tangibile.

banner Insta360

Sclavanie oltre ad essere un progetto fotografico è anche un documentario. Che differenze narrative hanno apportato i due diversi medium? E quale tra i due pensi abbia reso meglio il senso del tuo lavoro?

Sclavanie nasce come progetto fotografico, ed è stato il primo lavoro in cui mi sono cimentato con la fotografia analogica a colori di grande formato. Non saprei, però, dire quale dei due medium abbia meglio reso il senso della storia, poiché non credo che il mio lavoro debba essere valutato in questi termini. Piuttosto, vedo fotografia e documentario come due esperienze diverse della stessa storia. La fotografia è più intima, contemplativa e riflessiva. Il documentario, invece, è più immersivo, quasi giornalistico, con un ritmo e una narrazione che abbracciano il tempo in modo diverso, permettendo allo spettatore di entrare nei luoghi e nelle storie in modo diretto.

© Davide Degano, Sclavanie
© Davide Degano, Sclavanie

Quali sono stati i tuoi riferimenti fotografici e culturali per la realizzazione di Sclavanie?

Da un punto di vista teorico, mi sono avvicinato agli scritti di bell hooks, in particolare al suo concetto di margine e alla centralità che esso può assumere nelle dinamiche sociali e culturali. Questo approccio mi ha permesso di riflettere sullo spazio occupato dalle minoranze, non solo in senso geografico, ma anche simbolico e linguistico. Molto significativi sono stati anche gli studi di Antonio Gramsci, in particolare quelli sul folklore e sulla cultura popolare, con una particolare attenzione all’importanza del dialetto e delle lingue minoritarie come strumenti di resistenza e di identità.

banner Insta360

Dal punto di vista fotografico, durante quel periodo, il mio approccio è stato fortemente influenzato dal lavoro di Rob Honstra, che era mio professore all’università, ma anche da altri fotografi contemporanei come Yan Gross. Naturalmente, anche la scuola dei maestri della fotografia italiana ha avuto un ruolo importante nella mia formazione, in particolare il lavoro di Luigi Ghirri, che con il suo modo unico di raccontare il paesaggio mi ha insegnato a vedere la fotografia come un mezzo per esplorare il significato nascosto dietro ogni immagine quotidiana.

Ulteriori informazioni sul lavoro di Davide Degano sono disponibili sul sito davidedegano.com, dove sono pubblicati anche alcuni estratti dei documentari realizzati dall’autore nell’ambito del progetto “Scalvanie”.

banner home page fotocult
Pubblicità
Potrebbero interessarti anche
Fan Ho. Il maestro della fotografia di Hong Kong mostra fotografica Torino
IN PROGRAMMA

Rigore e poesia nella street photography di Fan Ho

dall’11 settembre 2026 al 10 gennaio...

di Francesca Orsi
15 Agosto 2026
Francisco Gonzalez Camacho
INTERVISTE

Sperimentazioni artistiche sui paesaggi nordici

Con un mix di tecniche ed...

di Francesca Orsi
9 Agosto 2026
Alex Zoboli Shine On Cesura
INTERVISTE

Alex Zoboli: “La mia Inghilterra dopo la Brexit”

Il magma umorale delle comunità che...

di Francesca Orsi
1 Agosto 2026
Manuel Naranjo Martell Saca 1504
INTERVISTE

Ma quale American West! Il cowboy è nato in Spagna

Manuel Naranjo Martell accende i riflettori...

di Francesca Orsi
27 Luglio 2026
Monica Maffioli Fotografi siciliani del Novecento
IN LIBRERIA

Nei meandri della storia della fotografia siciliana

Monica Maffioli racconta la realizzazione di...

di Francesca Orsi
20 Luglio 2026
Harry Gruyaert mostra fotografica Camera Torino
IN PROGRAMMA

Harry Gruyaert, il rivoluzionario del colore

dal 18 giugno al 4 ottobre...

di Francesca Orsi
11 Luglio 2026
banner telegram fotocult.it
Tags: Fotografia documentaria
Articolo precedente

Continua il magico viaggio italiano di Henri Cartier-Bresson

Articolo successivo

Canon Eos R1: i numeri in laboratorio della prima vera ammiraglia del sistema EOS R

Articolo successivo
La Canon Eos R1, ammiraglia dedicata allo sport e all'azione, scatta fino a 40fps, può essere personalizzata per individuare al volo soggetti noti all'AI e mettere a fuoco chi ha la palla o comanda l'azione. Costa 7.749 euro solo corpo.

Canon Eos R1: i numeri in laboratorio della prima vera ammiraglia del sistema EOS R

Login login per unirti alla discussione
banner WhatsApp fotocult.it

Newsletter

*campo obbligatorio
banner google fotocult
banner Insta360 Summer

Articoli recenti

L’industria fotografica è in ripresa: lo dice il governo giapponese

22 Agosto 2026

Tornano gli sconti sugli zaini Lowepro: ergonomia e protezione, anche a metà prezzo

21 Agosto 2026
Riparte il Fine Art Photography Awards, il concorso internazionale che premia la fotografia d’autore

Riparte il Fine Art Photography Awards, il concorso internazionale che premia la fotografia d’autore

21 Agosto 2026

Classifica fotocamere in Giappone: Sony α7 V ancora regina, ma luglio porta diverse sorprese

20 Agosto 2026

EIZO ColorEdge CS3200X: il primo 31,5″ 4K della linea entry-level arriva in redazione

20 Agosto 2026

Sony RX10 V: su Amazon c’è il 10% di sconto per la rinnovata bridge superzoom

19 Agosto 2026
La Polaroid Now Generation 3 riceve una livrea dedicata all'universo Pokémon nel suo complesso, mentre le due Go Generation 3, il modello tascabile del marchio, si sdoppiano nelle varianti Pikachu e Sylveon.

Polaroid celebra i Pokémon: ecco la collezione per il 30° anniversario

19 Agosto 2026
Stardust: 100 years of stage, screen and celebrity

Eroine della fotografia e polvere di stelle

19 Agosto 2026
Primo telescopio astronomico sulla Torre di Pisa

Il primo telescopio astronomico in cima alla Torre di Pisa

18 Agosto 2026

Insta360 Ace Pro: 40% di sconto per finire l’estate con riprese d’azione

17 Agosto 2026
Terre di Sicilia e Tunisia Memoria Condivisa mostra gibellina

Sicilia e Tunisia: la fotografia sulle tracce di un’anima comune

17 Agosto 2026
Insta360: al via le offerte di fine estate e Back to School su action cam, gimbal e accessori

Insta360: al via le offerte di fine estate e Back to School su action cam, gimbal e accessori

17 Agosto 2026

Sony e TSMC preparano una joint venture per la produzione dei sensori

16 Agosto 2026
Fotografia italiana 1955. Gli uomini nuovi della fotografia e Gino Oliva

La rivoluzione della fotografia italiana del 1955

16 Agosto 2026
Fan Ho. Il maestro della fotografia di Hong Kong mostra fotografica Torino

Rigore e poesia nella street photography di Fan Ho

15 Agosto 2026

Naviga per tag

Action Cam Amazon Archivio Canon Canon EOS Canon RF Concorsi fotografia Concorsi fotografici DJI Fotogiornalismo Fotografia analogica Fotografia di moda Fotografia di paesaggio Fotografia documentaria Fotografia naturalistica Fotoreportage Fujifilm Fujifilm X Full frame Grandi autori Insta360 L-Mount Laowa Leica Libri fotografia Libri Fotografici Lumix Macrofotografia Maestri della fotografia Mirrorless Mostre fotografia Nikkor Z Nikon Nikon Z Obiettivi Offerte Panasonic Reportage Ritratto Sigma Smartphone Sony Sony E Street photography Tamron
Pubblicità
fotocult logo

Dal 2004 FOTO Cult offre un'informazione professionale e appassionata su tecnica e cultura della fotografia. Sostienici e alimenta la tua passione.

Tipa World Award logo

fotocult.it è membro TIPA dal 2017. Clicca qui per conoscere la storia e la filosofia dell’associazione.

Content Authenticity logo

fotocult.it è membro della Content Authenticity Initiative

Amazon logo

In qualità di Affiliato Amazon, FOTO Cult potrebbe ricevere una commissione sugli acquisti idonei.

Categorie

  • TECHNEWS
  • TEST
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
  • MOSTRE
  • CONCORSI
  • LIBRI
  • GALLERIA
  • GREENPICS
  • LA RIVISTA

Recenti

L’industria fotografica è in ripresa: lo dice il governo giapponese

22 Agosto 2026

Tornano gli sconti sugli zaini Lowepro: ergonomia e protezione, anche a metà prezzo

21 Agosto 2026
  • Cookie e Privacy Policy
  • Termini e Condizioni
  • Contatti
  • Abbonamenti e FOTO Credit
  • Acquista Crediti
  • Cart
  • Checkout
  • Chi siamo
  • Contatti
  • Cookie e Privacy Policy
  • Home
  • La rivista
  • Login Customizer
  • Mappa Mostre
  • My account
  • PALCO
  • Promozione Gold
  • Prova comparazione
  • Prova gratuita
  • Termini e Condizioni
  • test map
  • VETRINA

© 2024 copyright Fotocult s.r.l. C.F. e P. IVA n. 11984891009, Capitale sociale € 20.000,00 i.v. | Web design by Arkomedia Web Agency.

Bentornato!

Accedi al tuo account

Password dimenticata? Registrati

Crea il tuo nuovo account!

Registrati e inizia il tuo periodo di 30 giorni di prova gratuita!

Registrandoti autorizzi il trattamento dei tuoi dati personali ai sensi del DL 30 giugno 2003, n. 196 e del GDPR (Regolamento UE 2016/679). Privacy Policy.
Tutti i campi sono obblligatori Log In

Recupera password

Inserisci la tua username o la tua email per reimpostare la password

Log In
  • Login
  • Registrati
  • Carrello
  • TECHNEWS
    • FOCUS
    • PRIMO CONTATTO
    • OFFERTE
    • DALLE AZIENDE
  • TEST
    • FOTOCAMERE
    • OBIETTIVI
    • ACCESSORI
  • GUIDA ALL’ACQUISTO
  • TECNICA
  • CURIOSITÀ
  • CULTURA
    • INTERVISTE
    • PORTFOLIO
    • EIZO TOP SHOT
  • MOSTRE
    • IN PROGRAMMA
    • MAPPA DELLE MOSTRE
    • RACCONTI D’AUTORE
    • ARCHIVIO
  • CONCORSI
    • VINCITORI
    • APPROFONDIMENTI
    • BANDI
    • BANDI SCADUTI
  • LIBRI
    • IN LIBRERIA
    • RECENSIONI
    • VETRINA
  • GALLERIA
    • PALCO
  • GREENPICS
  • La rivista
Abbonamenti
  • Chi siamo
  • Contatti
Importante! Sei sicuro di voler usare 1 credito per leggere questo articolo?
Articoli rimanenti da sbloccare : 0
Importante! Sei sicuro di voler eliminare questa sottoscrizione?