È un concetto che abbiamo recentemente ripreso parlando dell’edizione speciale della Leica Q3 dedicata alla Formula 1: per il produttore tedesco, quello delle serie limitate è un vero e proprio motore di vendite, visto che alcuni pezzi possono raggiungere cifre considerevoli sul mercato del collezionismo.
Ne avremo la testimonianza in occasione della prossima Leitz Photographica Auction, asta che si annuncia molto vivace per la particolarità di alcuni lotti. È ormai l’appuntamento di riferimento per chi colleziona Leica: due sessioni l’anno, base nel Leitz-Park di Wetzlar e cataloghi che spesso arrivano a cifre a sei o sette zeri. La 49ª edizione si terrà sabato 28 novembre alle 12:00 e, come sempre, si potrà partecipare online, al telefono o in sala.
Il Summicron-M 66mm f/2 numero 001
Il Summicron-M 66mm f/2 numero 001 ha una storia che comincia con lo spionaggio. Alla fine degli anni Sessanta l’intelligence della Marina statunitense chiese a Ernst Leitz Canada un obiettivo che passasse inosservato ma risolvesse dettagli finissimi, e Walter Mandler, l’ottico dietro alcuni dei Leitz più celebri del dopoguerra, rispose con l’Elcan 66mm f/2. Se ne costruirono circa duecento, mai venduti al pubblico, e i kit arrivavano con tanto di istruzioni per distruggere fotocamera e obiettivo in caso di cattura. Più di mezzo secolo dopo, Leica ha riportato quella focale anomala, a metà strada tra il 50mm e il 75mm, nella linea Classic: il nuovo Summicron-M 66mm è prodotto in 660 esemplari e a Wetzlar va all’asta il primo, con il ricavato destinato all’International Center of Photography di New York. Chi è affascinato dal capitolo Elcan troverà in catalogo anche la custodia subacquea Elcan Leica UW realizzata per i militari (lotto 225), che parte da 40.000 euro con una stima tra 80.000 e 100.000 euro.
Prototipi e corpi da record
La stima più alta tra i pezzi in evidenza spetta al lotto 37, il prototipo Leica Box 18x24mm: si parte da 200.000 euro e la stima va da 400.000 a 500.000 euro. Cifre del genere si spiegano con la storia dell’oggetto. A metà degli anni Cinquanta, mentre la serie M imponeva il nuovo standard del telemetro a baionetta, a Wetzlar si studiava una Leica ancora più compatta: una mezzo formato 18x24mm su pellicola 35mm caricata nelle cassette del sistema Agfa Karat, chiusa in un corpo di circa 100x64x48mm. Il progetto non arrivò mai in produzione e oggi se ne conoscono soltanto due esemplari. Quello all’asta porta inciso il numero di serie 000.01 ed è, allo stato attuale delle conoscenze, l’unica Leica Box funzionante. L’altro è uno studio di design non operativo, conservato nell’archivio del Leica Museum e montato con un Summaron 28mm f/5,6.
Non molto distante dalla Leica Box, in termini di quotazione di partenza, c’è la Leica MP-105 in finitura nera e cromata (lotto 89), uno dei pochi esemplari della MP originale degli anni Cinquanta, la versione “da reporter” della M3 nata per chi chiedeva una fotocamera più rapida da utilizzare. Si parte da 150.000 euro, con una stima compresa tra 300.000 e 400.000 euro.
Le M3 sono tre e tutte di quelle che i collezionisti inseguono per anni. La M3 black paint “The First” (lotto 84) parte da 40.000 euro e la stima arriva a 100.000 euro. La M3 black paint Black Dial (lotto 83) parte invece da 80.000 euro, con stima tra 150.000 e 180.000 euro. La M3 olive marcata “Bundeseigentum” (lotto 246), cioè di proprietà dello Stato tedesco, viene da forniture militari e ha una base di 30.000 euro. Fa eccezione rispetto al resto del catalogo, la Rundbildkamera W.H. E2 Outfit (lotto 236), una fotocamera panoramica con base di 80.000 euro e stima tra 140.000 e 160.000 euro.
La R6 che ha visto bruciare il Kuwait
Il lotto con più storia fotografica è la Leica R6 di Sebastião Salgado, accompagnata dal Macro-Elmarit-R 60mm f/2,8. È la reflex con cui il fotografo brasiliano documentò nel 1991 i pozzi di petrolio in fiamme dopo la Guerra del Golfo, un lavoro confluito in “Inferno in Kuwait”. Il lotto porta in dote due stampe originali ai sali d’argento in formato 40x50cm firmate dall’autore e l’Artist’s Proof n. 7 dell’edizione limitata di 30 copie di “Workers”.
Salgado, scomparso nel 2025, ha costruito in cinquant’anni di lavoro alcuni dei progetti più importanti della fotografia documentaria, da “Workers” a “Genesis”, e ha raccontato il lavoro umano, le migrazioni e la natura con un bianco e nero diventato inconfondibile. Mettere le mani sulla sua R6 non significa soltanto comprare una reflex degli anni Ottanta: si stringe lo strumento con i segni dell’uso lasciati da chi l’ha portato dove pochi altri sarebbero andati.
Noctilux, lotti benefici e un’asta solo online
Per completare il quadro, l’asta celebra i sessant’anni del Noctilux, nato nel 1966 come 50mm f/1,2, con una selezione di esemplari di epoche diverse, e la sera prima il Leica Welt inaugurerà la mostra “60 Jahre Noctilux” con i primi modelli e alcuni prototipi. Tra gli altri lotti di rilievo ci sono un Summicron 5cm f/2 in versione SOOIC-M (lotto 164) e un prototipo di M10-P Safari messo all’asta a scopo benefico (lotto 163), che ha già ricevuto un’offerta di 5.500 euro su una stima tra 8.000 e 10.000 euro. Per chi non vuole misurarsi con le cifre della sala di Wetzlar c’è Leitz ON, l’asta solo online dedicata a fotocamere e fotografie dagli anni Venti in poi, aperta fino al 29 novembre. La sessione principale resta invece riservata a portafogli molto capaci: con un prototipo stimato mezzo milione di euro e una MP che si avvicina ai 400.000 euro, il catalogo di questa edizione è tra i più ricchi degli ultimi anni.
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