Il tapiro di Baird è il più grande dei tapiri americani e può raggiungere i due metri di lunghezza. Si muove prevalentemente di notte, mangia foglie e frutti caduti a terra, anche se al cospetto di un albero di Jícaro Danto non esita ad alzarsi sulle zampe posteriori per staccarne i frutti – simili a cetrioli – che crescono direttamente lungo il tronco.
Dopo aver consumato i suoi pasti, il tapiro percorre diversi chilometri e deposita escrementi qua e là, diventando un efficace sistema di propagazione di semi. Per questo motivo viene soprannominato il “giardiniere della foresta”.
Endemico del Costa Rica, l’albero di Jícaro Danto non esiste in nessun altro posto del mondo. È una specie enigmatica, che sfida la stagionalità, produce frutti secondo un proprio ciclo e dipende esclusivamente dal tapiro di Baird per la dispersione dei semi.
Nonostante il suo eccellente lavoro, il tapiro di Baird è una specie minacciata al pari della sua pianta preferita: entrambi sono nella Lista Rossa della IUCN (International Union for Conservation of Nature) a causa della perdita di habitat, della deforestazione e dell’espansione dei terreni agricoli. Ad aggravare la situazione ha contribuito la ricomparsa della mosca carnaria del Nuovo Mondo, che depone le larve nelle ferite aperte dei tapiri, solitamente causate da lotte territoriali. Nel villaggio costaricano di Bijagua, un team di biologi e ambientalisti ha unito le forze con la comunità locale per salvaguardare lo straordinario legame tra il tapiro e la foresta.
Michiel van Noppen, biologo e fotoreporter, ha seguito e documentato le attività di conservazione, unendo competenze scientifiche e narrazione visiva nel progetto fotografico intitolato Tales of the Forest Keepers: Safeguarding a Fragile Bond, che ha conquistato il Premio Fritz Pölking 2026.
Il Premio Fritz Pölking, lo ricordiamo, è un riconoscimento speciale del concorso internazionale European Wildlife Photographer of the Year. Viene assegnato dalla Società tedesca per la fotografia naturalistica (GDT) in collaborazione con la casa editrice Tecklenborg Verlag dal 2008, in onore di Fritz Pölking, scomparso nel 2007, e quest’anno giunge alla sua 19ª edizione. Ogni anno il premio viene conferito a un’opera fotografica di eccezionale qualità, che può assumere la forma di un progetto di fotografia naturalistica o di un portfolio.
A Bijagua, il giardino sul retro della famiglia Sandoval offre uno scorcio raro su un paesaggio in trasformazione, dove la fauna selvatica e la vita umana si intrecciano. Vicino a questa proprietà vive Marlon Calderon Brenes, una guida turistica di lunga esperienza che ricorda un passato completamente diverso. «Quando ho iniziato a lavorare qui 20 anni fa, non vedevamo mai i tapiri. Nei primi dieci anni erano timidi e sfuggenti, confinati nelle zone più elevate del Parco Nazionale Tenorio», racconta Marlon. Oggi la situazione è diversa. A causa della riduzione degli habitat, i giovani tapiri vengono allontanati dalle femmine territoriali e sono costretti ad avventurarsi oltre le fitte foreste, attraversando giardini e persino pascoli di bestiame alla ricerca di cibo. Il tapiro che visita la proprietà dei Sandoval porta i segni dei morsi subiti durante queste lotte. Tali ferite aperte sono esposte al rischio di infezione da mosca carnaria. La comunità, insieme agli ambientalisti locali, tiene d’occhio la situazione, assicurandosi che l’animale non sia soggetto a ulteriori complicazioni.
Ai tanti portfolio di notevole qualità tecnica ed estetica pervenuti quest’anno, la giuria ha preferito il progetto di van Noppen, apprezzandone il messaggio, l’eccellente selezione di immagini e la coerenza tematica.
Decisivo è stato il modo in cui van Noppen si è immerso profondamente non solo nel contesto ecologico, ma anche nella vita della popolazione locale, rendendo visibili le complesse interconnessioni tra le specie e mostrando i modi in cui le persone e la natura possano coesistere con successo.
Il fotografo, aggiungiamo, è membro della International League of Conservation Photographers (iLCP) e fondatore della Fondazione Sacha Huagra, impegnata nella tutela del tapiro di montagna.
Premio Fritz Pölking Junior
Il Premio Fritz Pölking Junior, invece, va al ventitreenne norvegese Tobias Gjerde – per il secondo anno consecutivo. Nel suo progetto The Magic of the Nordic Wilderness, Gjerde raccoglie composizioni essenziali, quasi minimaliste, che trasmettono l’atmosfera unica della sua terra natale in modo profondamente commovente.
Scattando nei momenti di quiete (nelle prime ore del mattino, o in tarda serata) il giovane fotografo trova la pace che traspare dalle sue immagini, che spesso vedono i soggetti volutamente collocati in secondo piano per contestualizzare gli animali nel loro ambiente.
Tobias Gjerde, originario di Oslo, scatta fotografie fin dall’infanzia e può ora vantare oltre quindici anni di esperienza dietro l’obiettivo.
Nel 2024 è stato ammesso alla Norske Naturfotografer (NN) come membro più giovane mai eletto, mentre nel 2023 ha prestato servizio come fotografo militare presso il Battaglione dei Ranger Artici dell’Esercito norvegese. Studente di economia alla NTNU di Trondheim, Gjerde trascorre la maggior parte del suo tempo libero all’aria aperta, sempre con la macchina fotografica in mano – attratto tanto da nuove prospettive su specie comuni quanto da rari incontri con la fauna selvatica più sfuggente.
Il montepremi del Fritz Pölking Prize
Il vincitore del Premio Fritz Pölking riceve 2.000 €, mentre il vincitore del Premio Fritz Pölking Junior riceve 1.500 €, entrambi offerti dalla casa editrice Tecklenborg Verlag. I due autori riceveranno il riconoscimento nell’ambito della cerimonia ufficiale di premiazione del concorso European Wildlife Photographer of the Year 2026, che si terrà presso l’International Nature Photography Festival la sera del 23 ottobre 2026.
La giuria del Fritz Pölking Prize
I vincitori sono stati selezionati da una giuria internazionale di alto livello: la fotografa e biologa belga Hanneke Van Camp; Isabel Díez, fotografa e biologa marina dei Paesi Baschi; il fotografo e fotoreporter francese Thierry Vezon, che da oltre due decenni collabora con riviste quali GEO e BBC Wildlife Magazine; Tom Gilks, amministratore delegato della rinomata Nature Picture Library e da lungo tempo responsabile fotografico presso la BBC Wildlife Magazine; Jon A. Juárez, fotografo e regista con una formazione in biologia, il cui lavoro si concentra sulle storie umane che si celano dietro il nostro ambiente in trasformazione; e Patrick Brakowsky, redattore presso NaturFoto e caporedattore della rivista di fotografia SCHWARZWEISS.
Le gallerie complete delle fotografie vincitrici sono sul sito gdtfoto.de.
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