Il Camera & Photo Imaging Show è la principale fiera internazionale dedicata a fotocamere, ottiche e tecnologie di imaging. Organizzata dalla Camera and Imaging Products Association (CIPA), si tiene ogni anno a febbraio presso il Pacifico Yokohama, nel cuore della grande città portuale a sud di Tokyo. Nata come evoluzione del Tokyo Photo Salon, la manifestazione ha assunto nel corso degli anni una dimensione globale, diventando il palcoscenico privilegiato in cui i grandi produttori giapponesi — e non solo — scelgono di presentare le proprie novità al pubblico e alla stampa internazionale. Il CP+ è pensato soprattuto per il grande pubblico: non si vendono prodotti, ma si può toccare con mano, provare, ascoltare, imparare. Gli stand si trasformano in veri e propri teatri dell’esperienza fotografica, con angoli dedicati al touch&try, ai talk show, seminari e dimostrazioni dal vivo.
Il “nostro” inviato speciale Makoto Shibata, Segretario Generale del Camera Grand Prix, ha percorso gli stand del Pacifico Yokohama per quattro giorni, raccogliendo impressioni, realizzando immagini e facendo il punto sulle novità di quest’anno direttamente dalla fonte. Quello che segue è il reportage completo dall’edizione 2026, e porta la sua firma.
La redazione
Canon: un concept model che guarda al passato
Canon ha stupito i visitatori del CP+2026 presentando un concept di fotocamera digitale compatta del tutto insolito. Due modelli erano esposti in una teca, affiancati da un esemplare pienamente funzionante — ciascuno con un design originale e distintivo — e ogni giorno si formavano lunghe code di appassionati desiderosi di impugnarlo.
La proposta di Canon è una fotocamera digitale con mirino a pozzetto (waist-level viewfinder): si guarda dall’alto attraverso il mirino ottico e si mette a fuoco manualmente. La pressione del pulsante di scatto aziona lo specchio e rilascia l’otturatore; la grande ghiera laterale serve per riabbassare lo specchio e, così, tornare a vedere. Il corpo è costruito a partire dai componenti della PowerShot V10, mentre l’ottica riprende le caratteristiche dell’EF 50mm f/1,8 STM, anche se quest’ultima soluzione non è ancora definitiva. Le decisioni sullo sviluppo futuro dipenderanno soprattutto dalle reazioni del pubblico.
Il progetto è nato da Haruhisa Ueda e Masamasa Mizutani, entrambi responsabili del design meccanico della serie Eos R. L’ispirazione, come hanno spiegato, arriva dalle loro fotocamere analogiche personali e dal rinnovato entusiasmo verso la fotografia analogica. Allo stand Canon hanno riscosso grande successo anche i corner riservati alla prova delle ottiche RF f/1,4 L VCM e delle stampanti professionali.
Fujifilm: Instax mini Evo Cinema e X Half al centro della scena
Fujifilm ha festeggiato al CP+2026 il quindicesimo anniversario della serie X, allestendo uno stand denso di novità ed eventi. Il prodotto più in evidenza è stato la Instax mini Evo Cinema, una fotocamera ibrida istantanea dal design e dall’ergonomia ispirati a una vecchia cinepresa.
Il progettista Mitsuaki Ogawa ha spiegato che l’obiettivo era creare una Instax capace anche di girare brevi filmati adatti allo stile dei contenuti TikTok. La grande ghiera centrale di questa ibrida permette di selezionare effetti grafici legati a diverse epoche storiche. Questi effetti devono essere scelti prima dello scatto e non possono essere modificati in post-produzione: un approccio volutamente analogico, che ricrea la sensazione di lavorare con una pellicola specifica. I video registrati possono essere richiamati tramite App scansionando un QR apposto sulla stampa (anche quella di un fotogramma della stessa clip).
Allo stand era possibile “prendere in prestito” anche la compatta digitale X half: quindici minuti per scattare con la fotocamera e testare le varie simulazioni pellicola. Al termine della prova era possibile anche stampare immediatamente uno dei propri scatti preferiti.
Tamron: 75 anni e una DeLorean nello stand
Tamron ha celebrato il proprio 75° anniversario con una collaborazione a sorpresa: la saga cinematografica di “Ritorno al futuro“. L’angolo Touch & Try al centro dello stand ricreava l’atmosfera di Clock Tower Square a Hill Valley nel 1955, la scena iconica in cui Marty McFly compie il suo primo salto temporale. Ovviamente non mancava la DeLorean DMC-12.
I visitatori hanno potuto mettere le mani su un’ampia gamma di ottiche, tra cui lo zoom grandangolare 16-30mm f/2,8 Di III VXD G2 e lo zoom standard 35-100mm f/2,8 Di III VXD, oltre ai tuttofare 18-300mm f/3,5-6,3 Di III-A VC VXD e 25-200mm f/2,8-5,6 Di III VXD G2 e al telezoom professionale 70-180mm f/2,8 Di III VC VXD G2“. Nella parte posteriore dello stand una grande installazione ripercorreva la storia dell’azienda dalle origini ad oggi, mentre un “service” dedicato alla manutenzione delle ottiche completava l’offerta.
Nikon: il Nikkor Z 70-200mm f/2,8 VR S II è il più leggero della sua categoria
Il protagonista assoluto dello stand Nikon è stato il Nikkor Z 70-200mm f/2,8 VR S II, previsto in uscita in Giappone nell’aprile 2026 e già disponibile per le prove al CP+. Il punto di forza principale di quest’ottica è il peso: circa 998 grammi senza anello per il treppiedi e paraluce, un dato che lo rende il teleobiettivo 70-200mm f/2,8 più leggero in circolazione. Anche la lunghezza complessiva è stata ridotta di ben 12mm rispetto al modello precedente.
La costruzione ottica del Nikkor Z 70-200mm f/2,8 VR S II sfrutta sei tipologie di vetri speciali — ED, asferici, fluorite, SR, Super ED e ED asferici — per minimizzare le aberrazioni riducendo al contempo il numero di elementi. Il risultato è una risoluzione ancora maggiore, un bokeh più morbido e una migliore integrazione del soggetto con lo sfondo rispetto alla versione precedente. L’anello per il treppiedi è completamente removibile tramite un pulsante dedicato. Il sistema Z mount di Nikon, con questo obiettivo, arriva così a quota 48 ottiche in otto anni di storia, con cinque novità introdotte dalla passata edizione 2025. Allo stand era esposta anche una Nikon ZR nella particolare colorazione giallo fluo.
OM System: la OM-3 ASTRO per fotografare le stelle
OM Digital Solutions ha allestito uno stand ispirato a foreste e altipiani, con vegetazione ovunque e un grande cartello celebrativo per il 90° anniversario del sistema OM. Lo slogan “More Adventure in Life” campeggiava su ogni angolo. I visitatori hanno potuto provare i prodotti in un ambiente verdeggiante e interagire con un’installazione interattiva che illustrava in tempo reale le funzioni IS, diaframma e otturatore collegate a una fotocamera reale. Molto ammirata anche una versione “scomposta” dell’ M.Zuiko Digital ED 150-400mm f4,5 TC1.25x IS Pro.
La novità più interessante è stata, tuttavia, la OM System OM-3 ASTRO, una mirrorless ottimizzata per l’astrofotografia. Il corpo riprende il design della OM-3, ma il filtro IR-Cut posto davanti al sensore è stato ottimizzato per catturare le emissioni Hα (hydrogen-alpha), quasi invisibili ai sensori digitali con filtro IR convenzionale. Questa fotocamera supporta anche la modalità “Handheld High Res Shot” e integra lo “stacking processing” che somma più fotogrammi in uno per generare uno scatto in alta risoluzione e con meno rumore. Esternamente è identica alla OM-3 standard, a eccezione del logo sui toni del rosso posto sulla calotta frontale. Insieme alla OM-3 ASTRO è stata mostrata anche una borsa fotografica sviluppata in collaborazione con il brand alpinistico francese Millet.
Sony: il macro FE 100mm f/2,8 GM OSS come non si era mai visto
Lo stand Sony era dominato dal bianco. Il corner fotografico permetteva di provare la mirrorless α7 V e il modello di punta α1 II, anche su soggetti in movimento, per testare le prestazioni dell’AF e di riconoscimento del soggetto. Un circuito per Mini 4WD era invece dedicato alla prova del FE 70-200mm f/2,8 GM OSS II.
L’installazione che ha catalizzato più attenzione è stata, però, quella dedicata al FE 100mm f/2,8 Macro GM OSS: un’esposizione studiata per spingere questo obiettivo ai limiti delle sue possibilità. Ricordiamo che quest’ottica raggiunge un ingrandimento massimo di 1,4x e, abbinato a un teleconverter 2x, arriva a 2,8x, concedendo così scatti che sembrano realizzati al microscopio.
Sigma: l'85mm f/1.2 DG Art annunciato il primo giorno di fiera
Lo stand Sigma, avvolto da pannelli bianchi e illuminazione soffusa, mostrava le ottiche di più recente progettazione su un lungo bancone; dal soffitto scendevano invece sottili lastre metalliche ricavate dagli scarti di produzione delle lamelle del diaframma, un dettaglio che racconta molto della cura artigianale del brand.
Le novità principali sono state tre. Il Sigma 35mm F1.4 DG II | Art (il 14% più corto e il 20% più leggero del predecessore 35mm F1.4 DG DN | Art), il Sigma 15mm F1.4 DC | Contemporary per APS-C (circa il 30% più corto e il 50% più leggero del 16mm F1.4 DC DN | Contemporary) e il Sigma 85mm F1.2 DG | Art, terzo obiettivo della linea Art f/1,2 Art dopo i 35mm e 50mm il cui arrivo sul mercato è previsto per settembre 2026.
7Artisans, Thypoch, TTArtisan e Megadap: il mondo delle ottiche cinesi e degli adattatori
Lo stand di Shoten Kobo, distributore ufficiale giapponese di ottiche e adattatori cinesi, era decorato con lanterne rosse e ospitava alcune delle novità più interessanti dell’intero panorama delle ottiche universali.
In vetrina spiccavano due esemplari del 7Artisans 135mm f/1,8 AF, in fase di sviluppo con innesti Sony E, Nikon Z e L-mount e con disponibilità prevista nel 2026 a circa 120.000 yen (circa 654 euro). Da segnalare anche il prototipo del Thypoch Eureka 28mm f/2,8 ASPH, ispirato al classico Dallmeyer 35mm f/3,5 Anastigmat degli anni ’50 e disponibile per Leica M e Fujifilm X. Tra gli adattatori, l’attenzione si è concentrata sull’M2RF di Megadap, in arrivo nella primavera 2026 a circa 70.000 yen (circa 382 euro): permetterà di usare le ottiche a fuoco manuale Leica M sulle mirrorless Canon RF, anche in autofocus. A completare l’offerta è stato il TTArtisan AF 35mm f/1,8 II “giallorosso”per APS-C: un’edizione limitata a 1.000 unità per Sony E e Fujifilm X, già disponibile a 33.000 yen (circa 180 euro).
2ndfocus & SG-image: l'obiettivo di Ultraman per il suo 60° anniversario
Tra le curiosità viste nello stand 2ndfocus inseriamo l’SG-image 18mm f/6,3 60th Ultraman: si tratta di un’ottica sottilissima (14mm di spessore e circa 78g di peso) creata per celebrare il 60° anniversario del celebre eroe Sci-Fi giapponese: ha un’incisione laser di Ultraman e il seriale riportato vicino alla lente frontale.
Equivalente a un 27mm circa su APS-C, con diaframma fisso f/6.3 e distanza minima di messa a fuoco di 0,2m, l’SG-image 18mm f/6,3 60th Ultraman sarà disponibile in versione Sony E, Fujifilm X e Micro QuattroTerzi (nero o argento), al prezzo di 16.800 yen (circa 92 euro). Anche la confezione è a tema: ogni lato della scatola riporta una lettera della parola ULTRA, con la firma di Ultraman impressa sul lato della R.
Samyang×Schneider Kreuznach: la trilogia degli f/2,8 si completa
LK Samyang, produttore sudcoreano con una lunga storia nel campo delle ottiche AF, ha annunciato al CP+2026 il terzo capitolo della collaborazione con la tedesca Schneider Kreuznach: l’AF 60-180mm f/2,8 FE. Insieme all’AF 14-24mm f/2,8 FE e all’AF 24-60mm f/2,8 FE, questo terzetto configura una serie di zoom f/2,8 adatto a quasi tutti i generi di ripresa, sport e caccia fotografica esclusi. Le specifiche dettagliate non sono ancora state rese note e l’arrivo sul mercato è atteso per dopo l’estate.
In un’anteprima riservata alla stampa, Samyang ha mostrato anche alcuni mockup di ottiche in fase di sviluppo: due zoom luminosissimi, l’AF 28-85mm f/2 FE e l’AF 20-50mm f/2 FE, oltre al supertele AF 200mm f/1,8 FE e al tele AF 300mm f/4 FE. Lo “stato di avanzamento lavori” non è ancora noto.
Viltrox e Brightin Star: full-frame e innesto M a prezzi competitivi
Il Viltrox AF 50mm f/1.4 Pro Z per Nikon Z — successore del modello Sony E uscito nell’ottobre 2025 — era già disponibile dal 27 febbraio 2026 a 90.400 yen (circa 493 euro). Ma i visitatori del CP+ hanno potuto osservare quest’ottica da vicino anche in fiera. Full frame, costruito con 15 elementi in 11 gruppi e otto vetri ad alto indice di rifrazione, tre ED, più un elemento assferico UA, sfrutta un motore VCM ed è costruito interamente in metallo con protezione da polvere e schizzi.
Brightin Star, brand cinese distribuito in Giappone da Kenko Tokina, ha esposto invece il 50mm f/2 TRI-SIGHT e l’APO M 35mm 1:1.7 ASPH: quest’ultima è un’ottica manuale per full-frame con innesto Leica M, design apocromatico, tre elementi a doppia superficie asferica, anello di messa a fuoco con 307° di rotazione e focus breathing prossimo allo zero.
Hakuba Photo Industry: lo zaino Zero Gravity
Al centro dello spazio,espositivo di Hakuba Photo Industry, si sono potuti osservare due prototipi dello “Zero Gravity Backpack”: quello che questo zaino promette è di ridurre il peso percepito del 30% grazie all’AGS (Anti-Gravity System). Le cinghie delle spalle non sono fisse allo zaino, ma sospese, e i gommini altamente elastici si espandono e contraggono durante la camminata, ammortizzando il carico su collo e spalle. I modelli disponibili sono l’AGS Backpack 23 (23L) e l’AGS Backpack 17 (17L); la borsa interna è rimovibile e utilizzabile separatamente, con la cinghia addominale che diventa anche una tracolla.
Camera Intelligence: Caira, la fotocamera che si aggancia all'iPhone via MagSafe
Tra le novità più originali dell’intera fiera c’era sicuramente Caira, un accessorio fotografico compatibile con MagSafe che si aggancia direttamente all’iPhone sfruttandolo come dispositivo di mira. Caira integra un innesto Micro QuattroTerzi, fatto che consente l’utilizzo dell’intero parco ottiche di OM System (ex Olympus) e Panasonic e un sensore quattro volte più grande di quello di un iPhone.
La connessione con lo smartphone avviene via Wi-Fi e tramite un’app dedicata; foto e video finiscono direttamente nel rullino fotografico dell’iPhone, da cui possono essere condivisi con AirDrop, iMessage o pubblicati sui social. In Giappone il crowdfunding aprirà su Makuake nel maggio 2026, con un prezzo indicativo per i sostenitori di circa 850 dollari USA.
Kase: Reflex 150mm f/5,6 AF, ossia un obiettivo catadiottrico con autofocus
Kase, nota principalmente per la produzione di filtri fotografici, ha annunciato e presentato in anteprima in fiera il Reflex 150mm f/5.6 AF: un obiettivo catadiottrico con autofocus. Gli innesti previsti sono Canon EF, Canon RF, Sony E, Nikon Z e Fujifilm GFX. Data di uscita e prezzo non sono stati ancora comunicati.
Cosina: Zeiss Otus ML 1.4/35 e le altre novità Voigtländer
Lo stand Cosina ha ospitato una vasta gamma di prodotti a marchio Zeiss e Voigtländer, tutti disponibili per essere maneggiati e provati. La novità più rilevante è stata, tuttavia, lo Zeiss Otus ML 1.4/35, terzo capitolo della serie Otus ML dopo i modelli 1.4/50 e 1.4/85. Il suffisso ML indica che l’ottica è stata progettata specificamente per le fotocamere mirrorless: il peso scende a circa 700g rispetto agli oltre 1,3kg del precedente Otus 1.4/28 per reflex. La distorsione è ancora corretta otticamente tramite elementi asferici, l’aberrazione cromatica è contenuta grazie al vetro a dispersione anomala parziale, e il rivestimento T* di Zeiss minimizza flare e ghosting migliorando contrasto e resa cromatica. L’Otus ML 1.4/35, in uscita ad aprile 2026, avrà un prezzo di circa 2.200 euro e sarà disponibile con innesti Sony E, Nikon Z e Canon RF.
Sul fronte Voigtländer, l’obiettivo più rchiesto dai visitatori è stato il Septon 40mm f/2 Aspherical: un’ottica standard compatta e ottimizzata per i sensori digitali delle mirrorless, che riprende il nome di una storica produzione Voigtländer degli anni Cinquanta. In questo caso la costruzione a sei elementi comprende un elemento asferico aggiunto rispetto al precedente design Ultron, con apertura massima di f/2. In mostra anche altri quattro prototipi: il Nokton Classic 35mm f/1,4 per Nikon Z e Canon RF, l’Apo-Skopar 75mm f/2,8 VM-mount e l’Apo-Lanthar 90mm f/4 Close Focus VM-mount.
Nonostante il 2026 sia un anno olimpico — storicamente poco “generoso” in termini di grandi lanci di corpi macchina — il numero di ottiche annunciate in concomitanza del CP+ 2026 è stato sorprendente: nuove focali, materiali avanzati e design reinventati. In questo scenario, abbiamo constatato un vero e proprio dilagare dei produttori cinesi. Brand come Viltrox, Sirui e Thypoch non presidiano più soltanto il segmento delle ottiche economiche per prezzo e realizzazione; al contrario, stanno invadendo il mercato con proposte di altissimo pregio, capaci di sfidare i giganti storici per qualità costruttiva, prestazioni dell’autofocus e resa ottica. Senza dimenticare le borse, i treppiedi e i tanti accessori rimasti fuori da questo reportage.
Il prossimo appuntamento è già fissato: il CP+ 2027 si terrà dal 25 al 28 febbraio 2027, sempre al Pacifico Yokohama.
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