Già in occasione della presentazione, ma anche dopo averne condottto il test, non avevamo girato intorno alla questione: il prezzo di listino della Fujifilm X half ci era parso un ostacolo importante per una fotocamera che, per scelta progettuale, decideva di “togliere” anziché aggiungere. Per fortuna, fino alla fine di febbraio si apre una nuova possibilità per gli appassionati del genere: grazie al cashback di 150 euro – cifra che può sommarsi agli sconti eventualmente praticati dai rivenditori – quel ritorno alla fotografia ragionata suggerito dalla X half diventa opportunamente più accessibile, invitando chiunque lo desideri a sperimentare un approccio diverso dal solito.
Dobbiamo però essere onesti: anche scontata, la X half rimane un oggetto particolare venduto a un prezzo importante. È pur vero che, di fronte a un prodotto così fuori dagli schemi, l’appassionato che ne sposa la filosofia potrebbe decidere di non badare troppo al listino pur di metterselo in borsa. Ma noi restiamo convinti che per renderla davvero popolare, Fujifilm avrebbe dovuto collocarla all’interno della gamma Instax, con un prezzo coerente con quella linea, e possibilmente abbinarla in kit a una delle stampanti portatili della serie.

Inserita in quel segmento, la X half avrebbe infatti reso “di contorno” il suo sapersi comportare da compatta moderna — con i modi PASM, i 12.800 ISO e l’AF con il riconoscimento del soggetto — per lasciare tutto il palcoscenico alla sua vera vocazione: porsi come antitesi al digitale frenetico, ipertecnologico e complesso. In questo modo, i punti critici che noi avevamo sollevato nel test non sarebbero stati un terreno di scontro: la qualità non straordinaria del sensore da 1″, una costruzione non all’altezza delle sorelle maggiori e l’impossibilità di scattare in RAW sarebbero passati in secondo piano di fronte a un’esperienza d’uso così unica e mirata.
Sebbene la X half inviti alla riflessione, resta una fotocamera capace di assecondare il fotografo esperto che necessita del controllo totale sui parametri di ripresa. In queste due immagini, che ritraggono due vetture della Polizia di Stato e dei Carabinieri, abbiamo sfruttato la reattività della fotocamera e la gestione manuale dei tempi di scatto per eseguire riprese in panning. È la dimostrazione che, all’occorrenza, la X half sa comportarsi come una compatta digitale classica, pronta a congelare o assecondare il movimento.
Già, perché la X half propone come nessun’altra fotocamera – se non qualche costosissima Leica – un approccio che educa l’occhio a non dipendere dal monitor. Non è una fotocamera per chi ha fretta; è uno strumento capace di trasformare il dubbio in piacere, ribaltando il concetto di “tutto e subito” per rimandare il responso dello scatto al momento dello “sviluppo” digitale.
Qui sopra, un carosello mostra le tante pellicole selezionabili dal fotografo. Ognuna ha il suo proprio carattere, per contrasto e saturazione, emulando le emulsioni che hanno reso celebre Fujifilm in era analogica.
La sfida: 36 pose per riscoprire la fotografia
Abbiamo voluto mettere alla prova questa filosofia con un esperimento sul campo: tornare alle vecchie abitudini e concederci un’uscita fotografica con solo 36 pose a disposizione. Può sembrare un paradosso nell’era delle memorie che concedono l’archiviazione di terabyte di dati, ma è proprio qui che la Fujifilm X half punta a renderci, in un certo senso, fotografi migliori. L’aspetto centrale di questa esclusiva modalità di funzionamento consiste innanzitutto nella gestualità: l’azionamento della leva di caricamento non è un semplice vezzo estetico, ma un gesto meccanico che separa fisicamente e mentalmente un momento dall’altro, imponendo una pausa che impedisce lo scatto compulsivo.
Una selezione degli scatti realizzati con un “rullino digitale” Astia da 36 pose. In questa modalità, la Fujifilm X half si spoglia di ogni funzione accessoria: abbiamo scattato a priorità di diaframmi (in questa modalità, unica alternativa possibile all’automatismo totale) usando il mirino come semplice finestra sul mondo, e senza alcuna informazione digitale a distrarre l’occhio. Il monitor posteriore, infatti, viene ridotto a semplice contafotogrammi che informa anche dell’avvenuto riarmo dell’otturatore tramite la leva meccanica. Il risultato è questo: una serie di scatti nati senza “chimping”, dal solo piacere della visione è rimasto sospeso fino al momento dello “sviluppo” finale. Osservando gli EXIF è interessante notare come, in modalità AV, la fotocamera tenda a mantenere un tempo di sicurezza di 1/125 sec, bilanciando l’esposizione attraverso la regolazione degli ISO e intervenendo sul tempo di otturazione solo quando strettamente necessario.
Allo stesso modo, imporre un un tetto di 36, 54 o 72 pose simula quel limite fisico tipico dell’analogico che ci costringe a dare un peso diverso a ogni fotogramma. Se nell’era digitale siamo abituati a scatti infiniti che finiscono per perdere valore, con la X half ogni click torna a essere una decisione ponderata e un atto di responsabilità verso l’immagine. Scegliendo infine di non vedere la foto subito dopo averla scattata, si elimina definitivamente la distrazione del controllo continuo sul display; senza la tentazione di rifugiarsi nei menu o di correggere ossessivamente l’esposizione, si resta immersi nella scena, mantenendo l’attenzione costantemente rivolta a ciò che accade davanti all’obiettivo.
Scattare in questa modalità è un esercizio di concentrazione e previsualizzazione. Con il monitor ridotto a un essenziale contafotogrammi e il mirino completamente libero da informazioni digitali, l’unico feedback che la X half concede è un piccolo LED: un segnale discreto che lampeggia per ricordarci che l’otturatore non è ancora stato armato tramite la leva di carica. Ma la vera sfida arriva dal sistema di messa a fuoco: trattandosi di un AF a contrasto, la velocità non è certamente il suo forte e lo scatto può avvenire con un leggero ritardo rispetto alla pressione del tasto. Per non perdere l’attimo, la X Half impone di tornare a “predeterminare” il momento dello scatto, un ottimo esercizio per riappropriarsi dei tempi della fotografia. Le strade sono due: si può impostare il fuoco manuale, regolando la distanza di lavoro tramite lo sfioramento del monitor, oppure si può sfruttare l’AF mantenendo il pulsante di scatto bloccato sul “metà corsa” in attesa del click definitivo. In entrambi i casi, la fotocamera spinge il fotografo a previsualizzare l’immagine ben prima di catturarla, trasformando un limite tecnologico in un’opportunità per affinare il proprio tempismo e la propria capacità di lettura della scena.
L’App X half è parte integrante dell’esperienza d’uso della compatta utilizzata in modalità “Fotocamera a Pellicola”: si collega via Bluetooth e WiFi per visualizzare i rullini digitali scattati con la fotocamera e pronti per lo sviluppo. In realtà, dietro questa suggestiva animazione si cela il trasferimento delle foto nella galleria del smartphone, incluso un JPG finale con la provinatura intera. Nota: la parte centrale del video, quella in cui si vedono i file “colorarsi” uno a uno, è stata accelerata di 4 volte.
Conclusioni
Se analizziamo l’hardware, è evidente che il prezzo – anche scontato – non riflette una tecnologia o una qualità d’immagine congrua ai parametri a cui Fujifilm ci ha abituati con i suoi sistemi superiori. Tuttavia vogliamo provare a dare un senso a questa fotocamera tanto discussa. Superata la logica della scheda tecnica, si comprende che ciò che stiamo pagando non è solo un oggetto, ma una sorta di “metodo”. È come se stessimo investendo in un corso di formazione permanente per diventare fotografi più attenti alla scena. La X half non è una fotocamera da sfoderare per scattare le foto più importanti, ma uno strumento per allenarsi: ci costringe a guardare la realtà anziché lo schermo, a scegliere invece di accumulare. Mettersela nella borsa significa scommettere su se stessi e sulla propria capacità di riscoprire la disciplina dell’osservazione. Non è la fotocamera che fa le foto migliori, ma è quella che aiuta il fotografo a ritrovare la propria consapevolezza e sicurezza, un rullino (digitale) alla volta.
Nuova Fujifilm X half: la metà che mancava alla fotografia digitale
La Fujifilm X half promette di...

































